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sequestrato campo di tiro a volo in Emilia


NOVAFELTRIA Sequestro preventivo, nella giornata di ieri, del tiro a volo di Novafeltria eseguito dal Corpo Forestale dello Stato, su disposizione del gip Stefania Di Rienzo, che ha rilevat





o una serie di irregolarità strutturali, amministrative e per abbandono di rifiuti speciali. A finire indagati a vario titolo dalla Procura sono stati i gestori dell’ Associazione Sportiva Dilettantistica FIDASC Percorso Libiano Maria Pia Luigia Falcomer, 55enne, e Sergio Giorgi, 59enne, in qualità di comproprietari del terreno dove sorge il tiro a volo e Vittorino Giorgi, 68enne, in qualità di presidente e rappresentante legale dell’associazione. Secondo quanto ricostruito dal personale della Forestale i tre, in concorso tra loro, avrebbero fatto realizzare delle strutture abusive in violazione dei regolamenti urbanistici comunali che non consentono l’edificazione, trasformando la destinazione d’uso di un terreno accatastato come seminativo arborato. In particolare, a finire sotto sigilli sono state le strutture che ospitavano le apparecchiature per il lancio dei piattelli e le piazzole di sparo. Su tutta l’area, e in particolar modo sulla strada che porta al campo di tiro, la Forestale ha anche trovato delle notevoli quantità di rifiuti speciali costituiti da frammenti dei piattelli e delle cartucce dei fucili che, col tempo, si sono accumulate nella zona. Secondo l’ipotesi accusatoria, è evidente che le borre e i resti dei piattelli venissero raccolti periodicamente a mano e poi smaltiti nei bidoni dei rifiuti urbani. Inoltre, sull’area utilizzata come campo da tiro non sarebbe mai stata effettuata una bonifica dei pallini di piombo che, secondo una stima della Forestale, nel corso dei 9 anni di attività del tiro al volo, ammonterebbero ad oltre 10 tonnellate disperse nell’ambiente circostante. Nel corso degli anni, infatti, non sarebbero mai stati messi a punto degli interventi per intercettare, con reti o barriere di protezione, i resti sia dei piattelli che dei piombini i quali si sono così sparsi andando ad inquinare il terreno. Durante l’indagine è anche stato evidenziato come l’attività di tiro al piattello fosse stata allestita in assenza della licenza da parte della Questura.

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