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Sequestri e denunce nei frantoi del Cilento !

Sequestri e denunce nei frantoi del Cilento !

Nel corso della campagna olearia  sono stati attuati una serie di controlli ai frantoi per la molitura delle olive che nel Cilento costituiscono  la rete di produzione di olio d’oliva  particolarmente  apprezzato  sul  mercato  nazionale  e  tutelato  dalla denominazione di origine protetta (Dop). Le attività sono finalizzate a verificare la corretta gestione delle fasi produttive, comprese quelle per lo smaltimento o di destinazione alternativa dei sottoprodotti della molitura. La disciplina di settore consente infatti di poter smaltire i reflui  dei frantoi oleari, come   forma   di  riutilizzo e recupero ai fini agronomici, purché ciò avvenga correttamente, ossia con uno spargimento uniforme, secondo canoni e prescrizioni tecniche adeguate, su superfici agricole di estensioni congrue rispetto ai quantitativi da smaltire. Il reimpiego è disciplinato quindi in maniera puntuale  allo  scopo  di  evitare ruscellamenti  in corsi d’acqua  con consequenziali  compromissioni  degli ecosistemi e della qualità delle acque e dei suoli. I  controlli  sono finalizzati  a contrastare  smaltimenti  incontrollati  dei  reflui sui terreni, fenomeni di ruscellamento superficiale o peggio ancora, svesamenti illeciti sul suolo e nei corpi idrici.  Infatti i reflui dei frantoi possono contenere sostanze chimiche inquinanti dovute ai  fitofarmaci  e  fertilizzanti,  presenti  sul  frutto,  che  permangono  nelle  acque  di vegetazione dopo il processo di produzione. Uno  smaltimento  non  corretto  può  portare  ad  un  accumulo  in  concentrazioni dannose, di tali sostanze con alterazioni dei suoli agricoli e delle  matrici ambientali e con rischio di contaminazione delle colture e dei prodotti destinati ali consumo umano. Oltre a ciò, per percolazione, in caso di contemporanee precipitazioni atmosferiche, si possono inquinare anche il sottosuolo e la falda idria superficiale.

Il corpo Forestale di Vallo della Lucania hanno condotto una serie di controlli nei frantoi oleari presenti nel territorio dell’area protetta del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano che  hanno consentito di verificare il regolare funzionamento degli impianti ed il corretto smaltimento delle acque di vegetazione da essi derivanti.

A Controne gli agenti della Forestale di Ottati hanno controllato quattro frantoi oleari scoprendo una notevole discrepanza tra la quantità di olive molite utilizzando i coefficienti in uso alla Regione Campania e le acque di vegetazione e sanze umide previste rispetto a quanto dichiarato dagli stessi frantoi sui registri. Nel comune di Camerota, invece, i Forestali di San Giovanni a Piro, hanno elevato un verbale a carico del titolare di un frantoio in quanto si è accertato uno spandimento delle acque di vegetazione provenienti dall’opificio in modo tecnicamente non corretto ovvero non distribuito in maniera uniforme sulla superficie di un terreno, provocando evidenti pozze di ristagno delle acque e fenomeni di ruscellamento delle stesse. Infine, dopo una segnalazione giunta al centralino del 1515 del corpo Forestale, gli agenti di Castellabate hanno ispezionato l’alveo del fiume Testene e, partendo dalla località Archi di Laureana Cilento, fino ad arrivare alla frazione Vatolla del comune di Perdifumo, hanno scoperto la presenza di ristagni d’acqua che rendevano ben visibili le tracce del passaggio nelle ore precedenti del liquido nerastro riconducibile all’acqua di vegetazione di frantoio. La Forestale ha inoltre scoperto la piazzola dalla quale con una cisterna era stata sversata l’acqua di vegetazione all’interno di un terreno. L’autore del reato è stato denunciato alla procura della Repubblica del tribunale di Vallo della Lucania per smaltimento illecito di rifiuti.



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