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In Sicilia la Tassa dei Rifiuti più alta d’Italia con….zero servizi !

In Sicilia la Tassa dei Rifiuti più alta d’Italia con….zero servizi !

PALERMO – Trecentodue euro, a tanto ammonta in media nel 2018 la tassa dei rifiuti nel nostro Paese, con differenze territoriali molto marcate: tra la regione più economica e quella più costosa si registra uno scarto di oltre il 120% e fra la provincia meno cara e quella più cara addirittura di oltre il 270%. E’ questo il quadro che emerge dall’annuale rilevazione dell’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva.

Il Trentino Alto Adige si conferma la regione più economica, con una tassa rifiuti media di 188 euro, la Campania la più costosa con 422 euro annuali, seguita dalla Sicilia con 399 euro.

Confrontando i singoli capoluoghi di provincia, Belluno, seppur con un piccolo incremento, si conferma la città più economica (153 euro all’anno), mentre a Trapani, che registra un aumento del 49% rispetto all’anno passato, spetta il primato di più costosa (571 euro). Ma nella top ten a livello nazionale c’è mezza Sicilia, in quanto figurano  anche Siracusa, Catania e Ragusa.

In Sicilia la spesa media a famiglia è di 399 euro. La tariffa più bassa si registra a Caltanissetta con 288, ad Enna si registra un decremento del 13,4% rispetto al 2017.

“I nostri dati concordano con l’indagine Istat secondo la quale il 70% delle famiglie italiane ritiene eccessiva la spesa per la raccolta dei rifiuti, percentuale che supera l’80% relativamente alle regioni del Sud e le Isole”, commenta Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.

Ed è proprio questo il punto: come è possibile che siamo la seconda regione per costo della Tari, ma siamo anche invasi dalla spazzatura? Cioè paghiamo una tassa sui rifiuti altissima in cambio di servizi scadenti: lo dimostrano le tante segnalazioni dei nostri lettori inviate alla rubrica “lo dico a La Sicilia”, ma la sporcizia dell’Isola è comunque sotto gli occhi di tutti. Ci sono poi poche isole ecologiche, la raccolta porta a porta funziona davvero solo nei piccoli paesini, non si fanno politiche di corretto conferimento dei rifiuti urbani, non ci sono agevolazioni per incentivare il compostaggio domestico, sono scarse le detrazioni fiscali per chi effettua regolarmente la raccolta differenziata. Insomma, un disastro. Eppure i cittadini onesti pagano tasse stratosferiche

Pessimi poi secondo i dati di Cittadinanzattiva i livelli di raccolta differenziata: a Siracusa si arriva appena al 2,8%. E proprio oggi il governatore Musumeci ha sbandierato dati secondo i quali la raccolta differenziata in Sicilia ha raggiunto il 33%, soglia davvero incredibile (nel senso che si stenta a credere alla veridicità del dato) se si considera che le gran città come Catania e Palermo non raggiungono ancora il 10% e che appunto citta come Siracusa nemmeno il 3%. Allora qui c’è qualcuno che non dice la verità, o forse sbandierare dati positivi nella raccolta differenziata serve a evitare provvedimenti dall’alto per chi non ha fatto bene i “compiti a casa”.

Fatto sta che la Sicilia – tra inciviltà dei suo cittadini e incompetenza delle istituzioni – continua ad affogare tra i rifiuti sebbene sia una delle regioni che paga la Tari più alta.

Per uscire dall’emergenza oggi Musumeci ha detto: «Pensiamo che si debbano creare gli impianti e in Sicilia per realizzare un impianto ci vogliono da 27 a 35 mesi, tentiamo di farli in un tempo ragionevole, perché questa terra può diventare competitiva se riusciamo a spiegare ai cittadini che devono fare il mestiere di cittadini. A questo punto dobbiamo velocizzare per realizzare gli impianti e se così sarà, fra un anno addio emergenza rifiuti». Speriamo sia davvero così.



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