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Sondrio: Consorzi forestali senza finanziamenti: rischio occupazione

Sondrio: Consorzi forestali senza finanziamenti: rischio occupazione

La Regione ha azzerato gli stanziamenti. Il presidente: «Non buttiamo quanto è stato fatto». E in tutto 300 persone potrebbero perdere il lavoro.

Trecento posti di lavoro a rischio, dei quali circa una cinquantina riguardano i cinque consorzi forestali della nostra provincia (Alta Valtellina, val Codera, Prata Camportaccio, Bosco Vivo e Boschi Isola ndr.) per la scelta, di regione Lombardia, di azzerare i finanziamenti per la montagna in campo forestale.

Proprio nel giorno della visita del presidente Roberto Maroni a Sondalo per incontrare i sindaci sull’evoluzione del sistema socio sanitario l’accusa, pesante, arriva dal presidente dell’associazione consorzi forestali della Lombardia Carmelino Puntel.

Il mancato rifinanziamento, per il secondo anno consecutivo, dei sette milioni di euro previsti dalla legge regionale 31/2008, risorse da destinare alla manutenzione del territorio forestale lombardo, «è l’errore più grave – ha commentato Puntel – che possa commettere regione Lombardia nei confronti della montagna perché non possiamo permetterci di buttare quanto fatto finora: grazie a queste scelte politiche la montagna terminerà la sua lenta morte economica e sociale con l’aumentare dei dissesti idrogeologici e la perdita di posti di lavoro».

I consorzi forestali sono stati creati da regione Lombardia dal 1989; nel 2012 la regione ha riconosciuto la funzione di pubblica utilità svolta da queste realtà che, essendo enti senza fini di lucro attuatori di interventi indifferibili e costanti di manutenzione del territorio, prevengono possibili dissesti ed i conseguenti costosi interventi di ripristino con ricadute economico-sociali-ambientali tali da giustificare finanziamenti pubblici, sia di livello regionale che europeo. Questo ha permesso ai consorzi di svolgere costantemente un’attività di presidio ma anche di stabilizzare circa trecento operai forestali su tutto il territorio, garantendo quindi occupazione in aree a volte ritenute marginali.



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