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Tagli dei vitralizi per 1.338 ex deputati. Iniziata la sforbiciata !

Tagli dei vitralizi per 1.338 ex deputati. Iniziata la sforbiciata  !

E ‘sforbiciata’ fu. Inizio 2019 più ‘magro’ per 1.338 ex deputati che dal 2 gennaio 2019 si sono visti ridotti gli importi dei vitalizi. Ad annunciarlo via Facebook è stato lo stesso presidente della Camera, Roberto Fico, autore della delibera poi approvata dall’Ufficio di presidenza di Montecitorio lo scorso 12 luglio. Stesso destino per i vitalizi degli ex senatori, il cui taglio ha ottenuto il via libera con un pò di ritardo rispetto alla Camera, ovvero a metà ottobre. La riduzione degli importi del ‘cedolino’ riguarda circa 1.300 ex senatori.

Quasi sessanta milioni l’anno

Si tratta di un risparmio complessivo per Camera e Senato di circa 280 milioni a legislatura. Al momento, infatti, sono circa 2.700 i vitalizi erogati agli ex parlamentari, per un importo totale di circa 200 milioni di euro. Sommando la cifra relativa alla Camera con quella del Senato si ottiene – secondo i calcoli fatti da maggioranza e governo – un risparmio di circa 56 milioni all’anno.

Oltre mille ricorsi

Ma se il taglio dei vitalizi è già effettivo, sulle decisioni assunte dai due rami del Parlamento pendono ancora i ricorsi presentati da una grossa fetta di ex parlamentari: nella sola Camera sfiorano quota 1.200, ed è di pochi giorni fa la notizia dell’accoglimento da parte del Consiglio di giurisdizione di Montecitorio di 4 richieste di sospensiva della delibera che “quindi non intaccherà il vitalizio della vedova dell’onorevole Emilio D’amore e della vedova dell’onorevole Antonio Brizioli”, ha spiegato Giuseppe Gargani, dell’Associazione ex parlamentari. “Il taglio drastico di circa il 60% del vitalizio è stato ritenuto irrazionale e punitivo e quindi illegittimo”, ha sottolineato.

Fico annuncia nuove mosse

Intanto Fico annuncia nuovi interventi a favore della riduzione dei costi e rivendica: “Mentre qualcuno continua a scrivere che la Camera dei deputati costa di più rispetto al passato, in realtà nei prossimi tre anni risparmieremo 150 milioni di euro. Per l’anno che è appena iniziato il costo di Montecitorio sarà di 10,4 milioni in meno rispetto a quello precedente. I costi scenderanno pure in futuro: 3,6 milioni in meno nel 2020 e altri sette milioni nel 2021. A queste cifre dobbiamo aggiungere poi quelle dei vitalizi, pari a 44 milioni annui. E questo nonostante verranno fatti nuovi concorsi per assumere: questo palazzo deve costare meno e deve anche essere efficiente. Il mio impegno per il risparmio è centrale e non ci fermeremo qui”.

Anche cinquemila euro in meno al mese

Nel dettaglio, sono circa 40 milioni i risparmi per le casse della Camera, una cifra che si aggira intorno ai 200 milioni per l’intera legislatura. Ad oggi sono 1.405 i vitalizi erogati da Montecitorio ad ex parlamentari, ma il taglio riguarda una platea di 1.338 ex deputati, i cui assegni saranno ricalcolati secondo il metodo contributivo e che, quindi, subiranno una diminuzione che va dal 40 al 60% fino all’80% dell’importo finora percepito. Anche se è difficile stabilire la quota esatta di tagli, in base ad alcune proiezioni effettuate, si calcola che alcuni assegni subiranno un taglio che può raggiungere anche i 5 mila euro. Il taglio più consistente riguarderebbe 11 ex deputati.

Solo in 67 non subiscono ritocchi

Tuttavia, per quei vitalizi che con il ricalcolo contributivo da circa 4mila euro al mese scenderebbero a circa 700 euro, scatta il tetto minimo di 980 mila euro o di 1.470. La riduzione più consistente per numero è quella che va dal 20 al 50% e riguarderebbe oltre 700 ex deputati. Si tratta, comunque, di una platea di ex parlamentari che hanno un’età avanzata (sarebbero oltre 140 gli ultra ottantenni).

Sono invece ‘salvi’ 67 ex deputati, il cui vitalizio non subisce alcun ritocco. Per loro, però, viene introdotto un tetto massimo. La ratio è che con il ricalcolo avrebbero incassato un assegno di importo maggiore e, quindi, viene messo un tetto limite che si calcola sulla base dell’ultimo vitalizio percepito al 31 ottobre 2018. Infine, vengono previsti due tetti minimi: il primo pari a 980 euro, il secondo pari a 1.470, che valgono per quei casi in cui sarebbe troppo basso l’importo dell’assegno così ricalcolato. Quanto al Senato, sono circa 16 milioni i risparmi in un anno, 80 milioni nell’intera legislatura. Si tratta di una ‘sforbiciata’ che riguarda circa 1.300 ex senatori.

agi



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