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Una Terra dei fuochi alle porte di Roma. La scoperta dei CC Forestali

Una Terra dei fuochi alle porte di Roma. La scoperta dei CC Forestali

 Due discariche a cielo aperto scoperte dai carabinieri Forestali nei comuni di Albano Laziale e Capena, oltre 6.200 metri quadrati di terreni sequestrati e 16.000 metri cubi di rifiuti accatastati nel suolo e sottosuolo. 7 persone denunciate e 4 veicoli sequestrarti


Martedì 1 ottobre i Forestali di Rocca di Papa hanno sequestrato un’area nel Comune di Albano Laziale di circa 3.200 m2 dove erano accumulati e abbandonati, sul suolo e nel sottosuolo, rifiuti speciali come cassette in legno e plastica o rifiuti ingombranti come divani, materassi, frigoriferi, televisori, lavatrici. Inoltre sono stati sequestrati due veicoli fuori uso, un camper caravan ed un cassone per camion, e due veicoli marcianti utilizzati per il trasporto dei rifiuti abbandonati. I carabinieri hanno denunciato 5 persone, tre italiani e due stranieri, coinvolti a vario titolo nelle operazioni di trasporto e gestione illecita dei rifiuti speciali. L’attività, nata dal continuo e costante controllo del territorio da parte dei Forestali, ha consentito di individuare l’attività illecita resa ancor più grave dalla combustione dei rifiuti abbandonati sul suolo. Dalle prime stime si calcola che siano stati accumulati circa 7.000 m3 di rifiuti.

Gli indagati avevano messo in piedi un vero e proprio sistema di gestione illecita di rifiuti i quali se non più utilizzabili venivano sepolti o combusti e se recuperabili venivano rivenduti conseguendo così un doppio introito sia per lo smaltimento che per la rivendita degli imballagli riutilizzabili l’intervento ha consentito di interrompere l’attività illecita ed avviare tutte le procedure amministrative per la rimozione dei rifiuti dall’area.

Nel mese di settembre invece, i Forestali di Sant’Oreste, hanno sequestrato un’area nel Comune di Capena, in via Tiberina, di circa 3.000 metri quadri dove erano accumulati e abbandonati, sempre sul suolo e nel sottosuolo, rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi costituiti da scarti di edilizia come calcinacci, fresato, cemento, ferro, eternit ed altro. Inoltre nell’area sono stati trovati due container privi dei titoli abilitativi, utilizzati come uffici e spogliatoi. I carabinieri hanno così denunciato 3 persone, il proprietario, il direttore dei lavori e la ditta esecutrice.

L’attività, nata dalle segnalazioni dei cittadini e dal continuo e costante controllo del territorio da parte dei carabinieri, ha consentito di individuare l’attività illecita resa ancor più grave dalle violazioni paesaggistiche ed edilizie in quanto l’accumulo dei rifiuti ha modificato permanentemente lo stato dei luoghi alterandone il profilo originario dalle prime stime si calcola che siano stati accumulati circa 9.000 m3 di rifiuti. Gli indagati avevano intrapreso le operazioni di livellamento e riempimento del suolo, utilizzando i rifiuti, per predisporre l’area a successive edificazioni ottenendo un cospicuo risparmio dall’impiego dei rifiuti. L’intervento ha consentito di interrompere l’attività illecita ed avviare tutte le procedure amministrative per la rimozione dei rifiuti dall’area.



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