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Torino sarà una giungla, Erba fuori controllo

Torino sarà una giungla, Erba fuori controllo

TORINO. L’erba in città è di nuovo altissima. In alcuni casi supera i due metri andando a occupare panchine, aree giochi e passaggi pedonali rendendoli impraticabili. E il problema più grave è che questo trend, da qui a Natale potrebbe solo peggiorare. Il motivo? Mancano i soldi per gli sfalci. A lanciare l’allarme sono le Circoscrizioni, che proprio in queste settimane, in anticipo rispetto alla tabella di marcia, sono state costrette ad effettuare il terzo e ultimo taglio normalmente previsto – in temi di crisi – per la fine dell’anno. A scombinare i piani ci ha pensato un nuovo infestante. È sempre una graminacea ma ha effetti peggiori rispetto alla «sorghetta», che i torinesi hanno imparato a riconoscere la scorsa estate: «I nostri tecnici la stanno studiando e quello che possiamo dire è che questa pianta cresce molto più velocemente. Basta un’alternanza tra caldo torrido e temporali per rendere inutili i lavori di sfalcio in una sola settimana» spiega la coordinatrice dei presidenti di Circoscrizione, Carlotta Salerno.

Già normalmente gli sfalci non sono abbastanza: «Ne facciamo tre l’anno quando, seguendo i consigli dei tecnici del Verde, ce ne vorrebbero almeno il doppio – spiega il presidente della Cinque, Marco Novello – Prendendo l’esempio del nostro territorio, parliamo di circa 600 mila euro l’anno, mentre attualmente ne abbiamo poco meno di 300 mila». Fino ad ora si è tirato a campare, spiegano dai Centri Civici, cercando di selezionare volta per volta le aree di intervento e dando la precedenza ai luoghi più sensibili come le scuole e le aree verdi più frequentate. Ma con l’attuale emergenza non è più possibile fare questi calcoli: «Abbiamo bisogno di risorse almeno per un quarto sfalcio – continua Carlotta Salerno – Senza questo contributo sarà difficile mantenere il minimo decoro nei prossimi mesi».

E nel frattempo, nei territori monta la protesta dei residenti. «Rotonde, viali e aiuole: ovunque ci si gira c’è solo abbandono – scuote la testa Carmen Pastore – La periferia Nord come al solito è la più dimenticata». Stessa fotografia anche in zona tangenziale: «Le uscite verso fuori città sono una giungla, al punto che non si riesce a capire dove si sta andando» dice Silvia Rizzato. Ma anche le zone più centrali non se la passano meglio. «Vivo in Santa Rita e qui l’erba è ad altezza uomo e copre la vista alle auto e ai passanti» spiega Orietta Falconieri. Mentre in piazza Arbarello «si alterna il bivacco alla presenza di erbacce e arbusti» denuncia Matteo Trucco. Spesso l’incuria è tale da far sparire intere strade: «Dietro corso Marche le erbacce si sono mangiate interi marciapiedi» sbotta Luca Bertalotti. Non vengono risparmiate neanche le panchine e i parchi giochi: «In periferia le piante hanno inghiottito qualsiasi cosa – racconta Donatella Piccin – Dov’è finita l’attenzione per i servizi pubblici?». E non va meglio accanto alla strada che da Sassi si inerpica verso la Basilica di Superga: anche qui i marciapiedi spariscono, divorati dalle erbacce.

Per trovare una soluzione all’emergenza, le Circoscrizioni si muoveranno già a partire da domani. Giovedì, a seguito di una riunione tra tutti i presidenti, verrà creato un documento rivolto a Palazzo Civico in cui si chiederanno almeno 350 mila euro per permettere un quarto taglio dell’erba, che si andrebbero ad aggiungere ai 900 mila euro già consumati con i tre precedenti sfalci.



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