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Trento: Quindici incendi boschivi in due sole settimane

Trento: Quindici incendi boschivi in due sole settimane

TRENTO. Una media di un incendio al giorno da due settimane a questa parte. Numeri elevati. Anomali. Come anomale sono le condizioni meteo, caratterizzate da vento forte e mancanza di precipitazioni. Ivo Erler, comandante dei vigili del fuoco di Trento, non nasconde il grande impegno profuso sia dal corpo permanente che da quelli volontari sul territorio. «Negli ultimi giorni – dice – si sono mosse centinaia di persone».

Perché tante chiamate?

Un vento secco e intenso come questo è un fattore molto aggravante, in tutti gli incendi, sia boschivi che civili.

Perché aumenta la velocità di diffusione del fuoco…

Esatto, accelera i processi.

Cosa potete fare per prevenire i roghi?

Non possiamo fare niente, perché il vento è esteso su tutto il territorio. Raccomandiamo sempre di fare maggiore attenzione, sicuramente quando si è all’aperto – quindi assolutamente non accendere fuochi, di nessun tipo -, ma anche in casa, con le stufe in particolare, perché il vento può causare dei funzionamenti anomali da parte della stufa stessa o del camino. Può capitare anche che escano delle falive dal camino e vengano portate in parti del tetto infiammabili.

Questa era un’ipotesi di causa scatenante del rogo al rifugio Tonini. Resta valida?

Sì, potrebbe essere, anche se non abbiamo ancora riscontri oggettivi definitivi. C’era un vento notevole in quel momento.

Un paio di giorni fa dei ceppi hanno ripreso ad ardere nei boschi vicini al rifugio…

Il vento non aiuta anche in questo caso. Il bosco impiega molto a completare la combustione, perché restano talvolta delle combustioni sotterranee di radici o di parti di pianta che non sono facilmente accessibili e nascoste, che normalmente andrebbero a spegnersi da sole. Accade specialmente in quota.

Che precauzioni usare per le stufe, oltre alla pulizia dei camini?

Con tanto vento e tanto freddo si tende ad attizzare di più il fuoco. Ma è meglio non sovraccaricare la stufa: specialmente se si esce da casa, non riempirla di legna per trovare caldo al ritorno, come fanno molti, perché non si sa come si comporta il camino. Un vento che tira forte e produce una combustione molto veloce e violenta potrebbe portarlo in sovratemperatura. Conviene stare in casa e attizzare un po’ alla volta.

Queste precauzioni valgono anche per le stufe a olle?

Sì, anche se hanno dei percorsi di uscita dei fumi più lunghi e controllati, che dovrebbero dare meno problemi. Ma anche lì bisogna vedere se sono state costruite bene.

Viste le condizioni meteo, c’è stata un’allerta particolare nei giorni scorsi?

Sì, veniamo da 40 giorni di siccità, con tanto vento e tanta gente in giro, per il periodo festivo. La centrale operativa è sempre in funzione e i vigili volontari sul territorio sono tutti sostanzialmente in preallarme. Sotto Capodanno ci sono stati dei corpi che hanno inviato uomini a monitorare il territorio, assieme al Corpo Forestale. Nonostante ciò, qualcosa è successo, come abbiamo visto.

Quanti sono stati gli incendi in questo periodo critico?

Dal 20 dicembre abbiamo avuto una quindicina

di boschivi e di certo in otto siamo usciti con l’elicottero.

Tutto cambierebbe se arrivassero delle precipitazioni.

Certo, se ci sono piogge e neve, subito si abbatte il rischio. Ma nell’immediato non sono previste: forse alla fine della settimana prossima.

Trentino



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