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Treviso, Forestali senza stipendio da 4 mesi, nuovo sit-in di protesta

Treviso, Forestali senza stipendio da 4 mesi, nuovo sit-in di protesta

Sono 40 i lavoratori che nel 2015 non hanno ancora percepito un euro, oggi presidio a palazzo Ferro Fini


TREVISO – Senza stipendio da inizio anno per i 40 operai forestali trevigiani a tempo indeterminato. Una situazione gravissima per le famiglie dei lavoratori forestali, per l’ambiente ed il territorio della Provincia di Treviso, sul quale gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria trovano difficoltà nella programmazione, a causa di burocratiche procedure dettate dalla Regione Veneto.

Per questo i lavoratori con le loro organizzazioni sindacali, Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil tornano a protestare questa mattina, mercoledì 6 maggio, presso la sede del consiglio regionale, Palazzo Ferro Fini, dove il Consiglio regionale sarà riunito per l’ultima seduta.

La situazione si trascina ormai da tempo: gli operai forestali a tempo indeterminato avanzano quattro mesi di stipendio e per molte di queste famiglie la situazione è di estrema difficoltà essendo l’unico reddito di sostentamento. “Si è cercato di sensibilizzare al massimo gli interlocutori del disagio che tali ritardi comportano a questi nostri lavoratori. – insiste con forzaRiccardo Bernard (nella foto) segretario Generale Fai Cisl Bellluno Treviso – Con un ulteriore incontro in tesoreria della Regione Veneto sono emersi elementi che hanno messo in rilievo la superficialità delle informazioni che il sindacato ha ricevuto dalla Regione Veneto, soprattutto sui tempi per l’erogazione delle risorse agli uffici periferici e, conseguente a tali disponibilità, l’accredito degli stipendi arretrati sarebbe avvenuto con uno slittamento, per motivazioni tecniche procedurali, di almeno altri 20 giorni”.

“Da anni stiamo ribadendo che serve una programmazione pluriennale delle opere e dei relativi finanziamenti con la necessità di ricercare un metodo operativo, rispettoso delle regole, che anticipi, a caduta, i gravi disagi che si arrecano alle maestranze, le prime che con il loro operato danno lustro alla Regione Veneto e danno sicurezza ai cittadini tutti con le loro qualitative opere di prevenzione.  – conclude Bernard – Ora basta rinvii. E’ arrivato il momento di mantenere le promesse, i lavoratori vogliono risposte certe e sapere di poter svolgere la loro attività con le necessarie garanzie. La nostra azione continuerà con il presidio in Regione sia per sollecitare il pagamento degli stipendi arretrati, sia  per difendere un servizio di fondamentale importanza per il territorio del Veneto”.



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