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Troppe le attese dalla Finanziaria, vedi i Forestali. Debole la maggioranza e poche le certezze !

Troppe le attese dalla Finanziaria, vedi i Forestali. Debole la maggioranza e poche le certezze !

Una finanziaria al “minimo sindacale”. È questa la definizione che più si attaglia al disegno di legge regionale  di stabilità che andra’ in aula dopo  gli emendamenti dello stesso governo e le indicazioni della Commissione bilancio.  Scompaiono o vengono destinate ad essere inserite in appositi disegni di legge tutte le norme di “riforma” che caratterizzavano l’impianto originario elaborato dall’assessore al Bilancio Gaetano  Armao.

Non si parla  più della trasformazione del credito speciale siciliano che era forse la novità più rilevante della prima versione del Ddl, ci si limita ai titoli del capitolo per quanto riguarda la riforma degli enti che gestiscono il patrimonio di edilizia popolare pubblica,  si rinvia l’abolizione degli enti regionali che si occupano a vario titolo di.agricoltura, a partire dall’ESA. Non è tutto. Dopo la riuscita manifestazione di protesta dei forestali (che in realtà raccoglieva anche tutto il resto del mondo del lavoro agricolo dipendente dalla spesa della Regione) bisognerà che la Giunta trovi altri 40 milioni di euro pena l’acutizzarsi della tensione sociale in un settore sempre più delicato con.l”approssimarsi dell’estate e del  rischio di incendi boschivi. Il sindacato fa il suo mestiere difendendo la gente che rappresenta.

È la logica del conflitto redistributivo che è essenziale in una democrazia funzionante. Forse però il centrodestra avrebbe  fatto bene a riflettere quando, in odio a Baccei e Crocetta, ha affermato che non c’èrano i soldi per applicare il contratto dei forestali concluso poco prima delle elezioni dello scorso ottobre. Ed avrebbe dovuto ancor più meditare prima di far promesse  ed assumere impegni con  tutti quelli che battevano cassa, pur essendo consapevoli della modestia di risorse finanziarie. Leggendo gli articoli della proposta di legge si scoprirà anche che una serie di imputazioni di fondi  sono indicate provvisoriamente “nell’attesa della ridiscussione degli accordi stipulati con il governo nazionale” Armao ha colpito ancora: come il DEF anche la legge di stabilità vive aspettando Godot.

La verità é che la stretta tra la striminzita ed instabile maggioranza del centrodestra e le opposizioni -sia i cinquestelle che il PD- che fanno il loro mestiere sta facendo emergere tutta la debolezza dell’operazione che portò Musumeci alla presidenza della Regione. Non basterà il soccorso “rosso ” di Sicilia Futura per modificare tale stato di fatto. Il rischio concreto è  che a cinque anni di riforme avviate  e lasciate a metà segua un quinquennio di prudenti attese e dichiarazioni di buona volontà che renderebbero la Sicilia completamente inabile a intercettare quanto si sta muovendo in positivo nel resto del paese. Tutto ciò aggravato dall’evidente difficoltà di trovare una sponda nazionale.

Musumeci é politicamente troppo accorto per non capire che,senza una radicale inversione di rotta, la sua stagione non sarà ricordata come quella della semina, ma piuttosto delle occasioni sprecate.  Per una volta il vecchio detto andreottiano non rende merito alla verità: si possono tirare le cuoia anche per troppo vivacchiare.



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