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Udine: Ottomila udinesi non pagano la tassa dei rifiuti

Udine: Ottomila udinesi non pagano la tassa dei rifiuti

Ottomila udinesi non pagano la tassa rifiuti. Tanti i solleciti inviati dalla Net solo a gennaio ad altrettanti contribuenti udinesi che non hanno ancora saldato l’intero ammontare dell’imposta sui rifiuti (oggi si chiama Tari) riferita al 2013. Risultato: 1,3 milioni di euro ancora da incassare su 12 milioni di entrate complessive derivanti dal tributo. Nel 2013, il termine per pagare l’acconto scadeva a settembre, la seconda a dicembre, ma a oggi il numero di chi ancora non ha messo mano al portafogli è piuttosto elevato: 8 mila utenti, appunto, su un totale di 54 mila e di 108 mila bollette emesse.Tutto normale, secondo il direttore della Net, Massimo Fuccaro: «I solleciti sono sempre gli stessi, ogni anno, ormai il livello dei morosi è fisiologico – afferma -. C’è da dire che noi, però, siamo solo ente intermediario, per cui i solleciti che mandiamo e che non vanno a buon fine vengono poi gestiti dal Comune attraverso le cartelle esattoriali. Quando invece, la Net a riscuoteva direttamente le tariffe, l’insoluto era molto basso e non superava il 3 per cento».
Due o tre al massimo, infatti, sono le lettere che l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti sul territorio comunale manda ai cattivi pagatori. Poi, la palla passa a palazzo D’Aronco che, però, riesce a incassare di media solo il 15 e il 20 per cento delle insolvenze, spiega l’assessore al Bilancio, Cinzia Del Torre. Il resto finisce in mano a Equitalia: «Non in tutti i casi – tiene a precisare l’assessore – ci sono anche procedure diverse di esecuzione e riscossione».
Eppure in Friuli Venezia Giulia la tassa annuale sulle gestione dei rifiuti urbani è tra le più basse d’Italia: 236 euro, rispetto ai 290 della media nazionale. Udine è la città meno cara con una media di 161 euro, secondo l’indagine effettuata dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva nel 2014.E se la Tares si può saldare solo tramite bollettino postale o F24, per un errore di stampa parte degli 8 mila avvisi partiti da viale Duodo non conteneva in allegato il modulo di pagamento, cosa che ha scatenato la confusione dei contribuenti.
«Abbiamo verificato e rimediato immediatamente al problema – precisa Fuccaro – mandando una lettera di chiarimento agli utenti e allegando il modello di pagamento semplificato, che per altro si trovava già nelle bollette ordinarie precedenti». Tra i morosi non ci sono solo famiglie in difficoltà, ma anche utenti che si sono visti recapitare il sollecito dal messo comunale nonostante fossero certi di aver versato il dovuto, attraverso l’addebito su conto corrente, ignari che quell’automatismo, dal dicembre 2013, non è più possibile. «Trattandosi di un’imposta e non di una tariffa la Net non può gestire questa modalità di versamento – conferma Fuccaro -. Ma accade anche che a volte la stessa banca sbagli il codice del modello F24 e che l’utente risulti insolvente quando non lo è». Nulla di irreparabile, perché a quel punto «si può regolare la posizione senza spese aggiuntive fornendo gli estremi del pagamento» spiega il presidente.(…)

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