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Umbria, Più violazioni nel Parco Sirente Velino, ma con i Forestali i trasgressori non la spuntano

Umbria, Più violazioni nel Parco Sirente Velino, ma con i Forestali i trasgressori non la spuntano

S’intensificano i controlli nel Parco regionale Sirente Velino e per i trasgressori non c’è scampo con gli agenti del Corpo forestale dello Stato guidati dal Comandante della Regione Umbria, Guido Conti. Sono più che raddoppiati gli illeciti amministrativi accertati nell’area dei monti Velino e Sirente e i forestali hanno denunciato 35 trasgressori, 4 in più rispetto al 2014.

Sono 35 le persone deferite all’autorità giudiziaria e circa 300 mila eurodi sanzioni amministrative elevate. Tirate le somme è un ottimo risultato per l’operazione Parco Pulito messa in campo nel 2015 dal Comandante Conti che tra gli incarichi ha anche quello di Coordinatore delle stazioni Corpo forestale dello Stato del Parco Sirente Velino. Operosi come sempre i Comandi stazione del Corpo forestale di Secinaro, Magliano de’Marsi, Celano, Fontecchio e Rocca di Mezzo che hanno monitorato il territorio. Un vero e proprio secondo round, l’operazione Pascoli Puliti si aggiunge all’attività di controllo svolta con Pascoli verdi e ha permesso di continuare a far pendere l’ago della bilancia dalla parte dell’Ambiente e della Natura mettendo a nudo irregolarità che solo personale qualificato e preparato come quello del Corpo forestale può garantire nelle aree protette.

Circa 57 mila ettari (ha) di territorio da controllare con 5 comuni in cui il monitoraggio dà risultati evidenti. In molti vorrebbero farla da padroni in barba alle leggi che tutelano l’ambiente e la biodiversità a garanzia di tutti gli abitanti del Parco. A guardia del territorio i Forestali che in questi intensi mesi si attività non si sono risparmiati rimettendo ordine su diverse situazioni. I reati accertati dagli agenti vanno dall’abbandono di rifiuti, al maltrattamento di animali, al furto di piante e danneggiamenti della flora. Nel Parco regionale Sirente Velino però non mancano gli abusi edilizi, l’immissione di bestiame in luoghi protetti con danneggiamenti, l’accensione di fuochi vietatissimi, l’abbandono di animali, l’abuso d’ufficio, tutti reati accertati e sanzionati. Si è proceduto persino ad un sequestro di sostanze stupefacenti con i forestali che hanno sorpreso dei magrebini fumare nel Parco e il gruppetto se l’è data a gambe levate alla vista degli agenti abbandonando sul posto della marijuana. Tra i reati anche una violazione di domicilio. Cantieri, ma anche droga, mezzi e macchinari da lavoro sequestrati, ma soprattutto 40 quintali di legna tagliati proprio là dove non si può, a Secinaro. Al taglialegna furbetto è costata cara l’azione e di certo avrà imparato la lezione. In un’area sottoposta a sequestro, piena zeppa di rifiuti, il proprietario del terreno non ha nemmeno provveduto a bonificare ed è scatta per lui anche la denuncia per violazione dei sigilli.

Sono state elevate 300 mila euro di sanzioni amministrative, esattamente 110 trasgressori, in gergo, multati per le più disparate violazione che interessano l’attività venatoria, rifiuti e raccolta di tartufi. Anche quest’anno nutrite le violazioni alle disposizioni in materia veterinaria, animali senza passaporto e tra le irregolarità degli allevamenti soprattutto l’omessa registrazione di nuovi nati all’anagrafe equina. Non mancano violazioni in materia edilizia con multe salatissime per chi ha continuato a coltivare una cava con una concessione scaduta. Non ultime, per gravità, le violazioni che i Forestali hanno contestato e accertato in riferimento al Codice della strada. In alcuni periodi dell’anno l’area protetta è invasa da motociclisti che scorrazzano ovunque. Sui sentieri di montagna, nei prati e sui pascoli o dove è fitta la vegetazione, in qualsiasi Parco, è vietata la circolazione dei veicoli a motore. (da report-age.com)



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