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Via libera del governo ai primi undici decreti attuativi nella P.A.

Via libera del governo ai primi undici decreti attuativi nella P.A.

Stretta sui licenziamenti dei “furbetti”; riorganizzazione dei servizi pubblici locali; la Forestale entra nei Carabinieri; archivi pubblici aperti ai cittadini. L’approvazione in una riunione notturna. Il ministro Marianna Madia: “Lo Stato ora è più semplice”


ROMA. Via libera ai primi undici decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione. È il pacchetto più corposo di norme approvato nelle oltre due ore di riunione del Consiglio dei ministri convocato «in notturna» a Palazzo Chigi. I decreti attuativi, che passeranno ora al vaglio del Parlamento, prevedono interventi che vanno dal taglio delle partecipate, alla stretta sui licenziamenti dei «furbetti» della pubblica amministrazione, dalla riforma dei porti all’accorpamento del corpo Forestale ai Carabinieri. Il Consiglio dei ministri ha inoltre approvato la riforma delle classi di concorso, attesa dagli insegnanti. E ha approvato le annunciate nomine di Carlo Calenda alla guida della delegazione italiana a Bruxelles e di Maria Angela Zappia, attuale ambasciatrice presso la Nato, a nuovo consigliere diplomatico di Palazzo Chigi.

«Cittadinanza digitale, taglio delle partecipate, riduzione dei tempi burocratici per gli investimenti. Con i decreti attuativi oggi uno Stato più semplice». Così il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, commenta su Twitter il via libera in Consiglio dei ministri ai primi undici decreti attuativi della riforma della Pa.

Furbetti. Il dipendente pubblico che viene colto in flagranza a falsificare la sua presenza in servizio, come chi striscia il badge e poi esce, verrà punto entro 48 ore con la sospensione dall’incarico e dalla retribuzione. Se l’illecito non verrà denunciato il dirigente rischia pesanti sanzioni, fino al licenziamento. Il decreto prevede iter accelerato per l’espulsione: entro un mese il procedimento per il licenziamento dovrà chiudersi.

Partecipate e tagli al Mef. Le amministrazioni devono fare una ricognizione delle partecipazioni e, passato un anno, devono eliminare quelle non strettamente necessarie o con più amministratori che dipendenti. Se la guida spetterà a un amministratore unico o a un cda (massimo 5 membri) lo si dovrebbe stabilire per decreto, E ancora, si dovrà fare piazza pulita delle imprese con fatturato sotto il milione. Arriva anche una disciplina completa sulla crisi d’impresa. A vigilare sui tagli sarà un organo ad hoc presso il Mef.

Stretta su manager e mobilità dipendenti. Il testo sulle partecipate rinvia a un decreto per fissare nuovi massimi nelle retribuzioni dei dirigenti, escludendo buone uscite e premi in presenza performance negative. Quanto ai dipendenti, se la scure dovesse comportare esuberi è prevista la mobilità.

Addio Forestale. Il Corpo forestale dello Stato verrà assorbito nell’Arma dei carabinieri. Il passaggio riguarda funzioni e personale, ad eccezione delle competenze anti-incendio, da attribuire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco. I forestali chiamati al passaggio sono circa 7mila.

112 numero unico emergenze. Nel decreto sulla forestale è stata inserita anche la razionalizzazione delle funzioni di tutte le forze di polizia, con l’assegnazione a ciascuna di aree di specializzazione. La polizia vigilerà sulle grandi aree mentre ai carabinieri è affidato il resto. Un articolo è riservato al numero unico per le emergenze, il 112. Il pacchetto include un decreto sulle autorità portuali.

Dirigenti Asl. Un provvedimento limiterà la discrezionalità nelle nomine dei manager delle Asl. Le Regioni pescheranno i dg non solo basandosi sulla rosa di candidati ricavata dall’elenco nazionale attraverso la commissione ad hoc, ma la selezione avverrà tra coloro che hanno aderito al bando, previo avviso della Regione, esprimendo il loro interesse per la postazione in palio. Stretto controllo sull’operato con possibile decadenza dal ruolo nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivi.

Servizi pubblici locali. Un altro decreto disciplinerà la fusione delle spa locali che si occupano di servizi pubblici, dall’acqua ai rifiuti. Giro di vite sul regime delle esclusive. Obiettivo del Governo è passare da 8mila a mille società pubbliche. Inoltre saranno dimezzati i tempi per le grandi opere e ogni cittadino dovrà avere un proprio “domicilio digitale”, ovvero un recapito elettronico.



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