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Vicenza: pagamento stipendi Forestali, odissea senza fine

Vicenza: pagamento stipendi Forestali, odissea senza fine

Giosué Mattei, segretario generale FLAI CGIL Vicenza

Come volevasi dimostrare la vicenda è  tutt’altro che chiusa. Perché se è vero che i lavoratori hanno ricevuto il pagamento degli stipendi dei primi 4 mesi dell’anno con 5 mesi di ritardo, oggi siamo di nuovo punto e a capo in quanto le risorse disponibili nelle casse dei Servizi Forestali per pagare gli stipendi e continuare le attività progettate per il 2015 di salvaguardia del patrimonio boschivo, tutela del territorio e sistemazioni idraulico-forestale si sono esaurite e quindi almeno per maggio gli stipendi degli operai forestali non verranno erogati!

La rabbia è tanta, in quanto non meno di 10 giorni fa i dirigenti regionali ci avevano assicurato che la questione era stata risolta e che le attività sarebbero proseguite secondo la programmazione fino a fine anno, ma la realtà va nella direzione opposta rispetto alle rassicurazioni.

Ad oggi dopo più di un mese dal passaggio in Giunta nella scorsa legislatura ci troviamo con una delibera depositata in Ragioneria che non viene resa operativa ufficiosamente per vizi di forma che vanno in contrasto con la nuova normativa L.118/2011 e per questioni tecno-burocratiche in seno all’Iter deliberativo.Ufficiosamente,perché non abbiamo mai ricevuto una risposta chiara e univoca da parte dei dirigenti regionali ma solo mezze risposte.

Tutto ciò è inaccettabile e insostenibile! È una presa in giro per 650 operai in tutto il Veneto e poco rispettoso delle Organizzazioni Sindacali che li rappresentano.

Inoltre resta ancora da definire la partita dei lavoratori stagionali a cui non sono state garantite ancora le 165 giornate lavorative causa di un’altra delibera che giace in chissà quale cassetto della Regione e infine la partita dei lavori in delega che non è ancora stata neppure affrontata dai dirigenti regionali. Per quest’ultima la situazione è parecchio delicata, perché se non vengono autorizzati in maniera celere questa tipologia di lavori il rischio concreto è che in Altopiano di Asiago le attività si blocchino, così come in altre zone del Veneto. E ricordo che questi lavoratori non sono coperti da nessun ammortizzatore sociale.

Oggi i delegati di tutto il Veneto insieme alle Organizzazioni Sindacali hanno condiviso un percorso che a partire da lunedì 22 giugno ci vedrà impegnati in un presidio a Palazzo Ferro Fini in occasione del primo Consiglio Regionale, a seguito di una richiesta di incontro al neo Governatore Zaia, in attesa che venga designato l’assessore competente, dopodiché se il 25 giugno in occasione di un’altro incontro con i dirigenti regionali non avremo una risposta univoca e risolutiva in maniera positiva della vicenda, abbiamo dichiarato lo stato di agitazione come da comunicato che sfocerà in una azione di protesta forte nei confronti della Regione Veneto.

Pretendiamo delle risposte per l’immediato presente e per il prossimo futuro, perché se per la Regione hanno importanza la manutenzione e tutela del territorio, le sistemazioni idraulico-forestali,la salvaguardia del patrimonio e del paesaggio e in più generale i temi ambientali o lo dimostra adesso o non c’è più spazio e tempo per tentennamenti.



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