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Weekend a Roma con rimborso spese, l’assessore Baccei sotto tiro

Weekend a Roma con rimborso spese, l’assessore Baccei sotto tiro

Nei primi due mesi e mezzo dell’anno ha fatto undici volte su e giù da Roma. Tutto a spese della Regione. Una spola necessaria, quella dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei, che a Palermo lavora e nella capitale ha la residenza, ma messa in conto all’ente cui cerca di imporre drastici risparmi. Con l’indennità extra di missione, Baccei ha pagato i ritorni a casa. Sono i decreti firmati dal dirigente dell’area Servizi generali dell’assessorato, Lidia Tarantino, a rivelarlo: quattro viaggi a gennaio, quattro a febbraio, tre sino al 18 marzo. Quasi tutti effettuati nei weekend.

Cifra complessiva: circa 5.600 euro. Per carità, ben poco rispetto agli oltre tre miliardi di buco della Regione. Ma l’assessore della spending review, l’inviato di Delrio ad aggiustare i disastrati conti della Sicilia non poteva offrire un segnale di austerità? Un componente della giunta cui spetta – come tutti gli altri esterni – un appannaggio lordo di 14.700 euro mensili non poteva fare un sacrificio? Domande che alimentano il malumore di chi, nel fronte sindacale, in questi giorni vive un serrato confronto con Baccei proprio sui tagli che colpirebbero i regionali. Lui, l’assessore, proprio non ci sta: “Mi faccio rimborsare le missioni a Roma – dice – perché comunque vado lì per lavoro: ogni settimana faccio in modo di concentrare i miei incontri romani, necessari per svolgere la mia attività, il venerdì o il lunedì. Anzi faccio risparmiare l’amministrazione sulle spese di albergo, avendo io casa nella capitale”.

Baccei se la prende con “il clima incredibile che si è creato attorno a un’indispensabile azione di contenimento dei costi dell’amministrazione. Ci sono resistenze fortissime, in tutti i settori”. Riferimento agli stessi sindacati. Ma non solo: mercoledì l’Ars ha bocciato, all’interno della legge sui liberi consorzi, la norma che riduce gli stipendi a sindaci e consiglieri comunali. Sotto accusa è anche la burocrazia: “Quando, dopo il mio insediamento, ho chiesto a tutti i dipartimenti le relazioni tecniche sui possibili risparmi – sottolinea l’assessore all’Economia – la cifra complessiva si fermava a 200 mila euro. Oggi siamo già a 60 milioni…”.

Ma veleni e attacchi più o meno alla luce del sole circondano l’azione di Baccei. Ora, proprio alla vigilia del rush finale con il governo nazionale per chiudere il bilancio, ecco quei dati sulle missioni dell’assessore del rigore. Baccei incassa e precisa solo una cosa: “Non credo di spendere più dei miei colleghi”, soffia al telefono prima di gettarsi nuovamente a capofitto nel lavoro su un bilancio al momento parziale, ieri approvato dalla giunta con tante incognite legate proprio alla mancanza di fondi.

Ci sarebbero effettivamente altri assessori a pesare sulla voce “missioni”. Sempre fonti sindacali denunciano un’intensa partecipazione alle trasferte romane da parte della titolare della Formazione, Mariella Lo Bello (che è anche vice presidente della

Regione). Al di là della contrapposizione fra governo e sindacati, perpetuata anche con colpi bassi, le luci potrebbero spostarsi presto sugli allegri spostamenti della giunta Crocetta. Non esattamente un dibattito edificante, in un momento come questo.



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