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Xylella, riparte il piano: lunedì espianti selettivi nei focolai. Multe fino a 3mila euro per chi non pulisce i campi

Xylella, riparte il piano: lunedì espianti selettivi nei focolai. Multe fino a 3mila euro per chi non pulisce i campi

(di Sonia Gioia) – Sarà il Tar del Lazio a pronunciarsi sul merito del ricorso presentato dai due fratelli di Oria, proprietari di una spianata di ulivi dove è stata certificata l’infezione da xylella, sui quali sta per abbattersi la mannaia dell’eradicazione. L’ennesimo intoppo giudiziario stavolta non ferma il commissario straordinario per l’emergenza xylella Giuseppe Silletti, che nel corso della riunione con i sindaci del Salento convocata presso la Prefettura di Brindisi ha annunciato: «Non c’è più tempo da perdere, andiamo avanti».

Le eradicazioni cominceranno lunedì 13 aprile, il count down ora inizia per davvero, e si inizia dalla zona infetta di Oria, tutt’intorno al terreno oggetto del ricorso al Tar per conoscere l’esito del quale bisognerà attendere il pronunciamento dei giudici capitolini. Il Tribunale amministrativo regionale si è infatti dichiarato incompetente. La decisione è stata depositata ieri mattina dal presidente Antonio Cavallari, che giovedì aveva valutato insieme ai colleghi il ricorso degli avvocati Giovanni e Guido Pesce. L’incompetenza territoriale del Tribunale amministrativo salentino era stata eccepita dalla Avvocatura dello Stato, costituitasi in giudizio per conto del commissario straordinario, in quanto il Tar del Lazio viene ritenuto competente per «le controversie aventi ad oggetto le ordinanze e i provvedimenti amministrativi commissariali adottati in tutte le situazioni di emergenza».

Si va avanti, dunque, e si abbatte. Ma non sarà mattanza. Si interverrà solo sugli alberi dove compare la x rossa impressa dagli uomini della Forestale nei giorni scorsi. Quel marchio a fuoco che vale per condanna a morte, dagli alberi ingrigiti sono stati infatti prelevati dei campioni passati al setaccio dagli analisti di laboratorio, indagini mirate capaci di stabilire se l’infezione è contratta, non c’è più dubbio. La guerra infgatti, quella vera, non si combatte nelle aule di giustizia. Il nemico vero è una larva quasi insibile a occhio nudo che sugge la linfa dagli alberi ammalandoli fino allo stremo. Contro i ritardi nell’intervento (anche di quelli gli avvocati chiedono conto nel loro ricorso), c’è ormai poco o nulla da fare. Solo ora il calendario delle decisioni istituzionali anti-xylella avanza d’improvviso a grandi falcate, finalmente, e più di qualcuno si chiede cosa sarebbe stato se tutta questa fretta avesse bruciato prima.



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