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ZIKA: CHE LEGAME C’È TRA GLI OGM CON LA DIFFUSIONE DEL VIRUS?

ZIKA: CHE LEGAME C’È TRA GLI OGM CON LA DIFFUSIONE DEL VIRUS?
Virus Zika, sono ancora troppi i dubbi e le domande che gli scienziati e gli epidemiologi di tutto il mondo si pongono su questo ceppo. La prima riguarda addirittura la connessione tra il virus e la microcefalia, ancora messa in dubbio. Ma c’è una nuova ombra. È quella degli Ogm, per alcuni considerati un rimedioma per altri addirittura la causa della diffusione della zanzara.

Si tratta di una vicenda molto complessa che va trattata con la massima cautela e che parte dallaricerca delle soluzioni per contrastare la diffusione di questo virus, trasmesso dalla zanzara Aedes aegypti. Quest’insetto con le sue punture può trasmettere vari agenti virali, come quello della dengue, della chikungunya, della febbre gialla e della “malattia Zika”.

Già in passato, per contrastare la diffusione di questa zanzara si sono utilizzate soluzioni drastiche come l’utilizzo di insetti OGM. E il nome associato a questa pratica è soprattutto quello di Oxitec. Secondo alcuni scienziati, le zanzare geneticamente modificate offrono una soluzione controversa per controllare la diffusione di alcune malattie. L’azienda britannica Oxitec ha il brevetto dellazanzara OGM sterile progettata per contrastare l’A. Aegypti. Accoppiandosi con le femmine, esse non generano alcuna prole. Il virusZika invece è un marchio di ATCC.

Un articolo di Claire Bernish pubblicato la scorsa settimana su AntiMediarichiama l’attenzione su un aspetto interessante della questione passato sotto silenzio: la correlazione tra l’incidenza di Zika e la zona di rilascio di organismi geneticamente modificati di zanzare Aedes aegypti per contrastare la febbre gialla.

Non si sa se sia un caso, ma a febbraio 2015 le autorità brasiliane iniziarono a studiare un focolaio di eruzioni cutanee che avevano colpito sei stati della regione nord-est del paese. Secondo l’Organizzazione Panamericana della Salute, 20 paesi segnalarono casi di Zika nei loro territori: Barbados, Bolivia, Brasile, Colombia, Ecuador, El Salvador, Guadalupe, Guatemala, Guyana, Guyana Francese, Haiti, Honduras, Martinica, Messico, Panama, Paraguay, Porto Rico, l’isola di St. Maarten, Suriname e Venezuela.

L’esperimento con gli OGM è stato descritto a luglio 2015 sulla rivista PLoS Neglected Tropical Diseases. Sono state liberate dapprima 30.000 zanzare OGM tra maggio e giugno 2011, seguito dal rilascio più grande di 540.000 zanzare a settimana i primi mesi del 2012.

Lo scorso anno a gennaio, lo Smithsonian’s Tropical Research Institute (STRI) ne parlava già in termini di una soluzione non così perfetta. Se modificare le zanzare è sembrato agli esperti un buon compromesso, a lungo termine questa potrebbe non essere stata affatto una buona idea.

Il team allora aveva avanzato l’ipotesi che la concorrenza tra queste zanzare avrebbe potuto influenzare il successo delle strategie più sofisticate da parte loro. Oxitec ha concentrato i suoi sforzi sulla dengue e ha avuto anche un certo successo in Brasile e nelle Isole Cayman. Ad aprile 2014, la Oxitec guidata dal Gorgas Institute di Panama ha rilasciato 60.000 zanzare geneticamente modificate di A. aegypti a Arraijá. Entro ottobre, gli scienziati hanno assistito a una riduzione di oltre il 90 per cento della popolazione di zanzare locali a Panama, secondo i risultati pubblicati da Oxitec.

Ma lo scienziato dello Smithsonian Tropical Research Institute Matt Miller ha ipotizzato che le zanzare tigre asiatiche avrebbero potuto sostituire le A. aegypti nelle zone in cui i programmi OGM avevano ucciso la popolazione locale di zanzare. Il risultato? Tutto da accertare.

C’è anche chi, come il prof. di biologia di Notre Dame Alex Perkins, sostiene il contrario. La soluzione OGM sarebbe una benedizione, non una maledizione. Interrogato sulla presunta correlazione tra OGM e Zika, ha detto che niente potrebbe essere più lontano dalla verità.

“È possibile che le zanzare geneticamente modificate siano uno degli strumenti più importanti che abbiamo per combattere Zika. Semmai, dovremmo essere poter capire come usarne di più”.

Tante ipotesi, pochissime conferme. Secondo la Whorld Health Organization, anche la relazione tra l’infezione da virus Zika e i difetti di nascita e le sindromi neurologiche non è ancora stata stabilita, anche se sospetta. Per questo la WHO ha indetto una riunione del Comitato di emergenza, che ha avuto luogo il 1° febbraio. In quell’occasione, è stato confermato solo che laricerca sui uovi focolai di microcefalia e di altri disturbi neurologici dovrebbe essere intensificata per determinare se esiste un nesso di causalità col virus Zika e altri fattori o co-fattori.

“Poiché si sono osservati questi cluster in zone recentemente infettate dal virus Zika, e in linea con le buone pratiche di salute pubblica e in mancanza di un’altra spiegazione, il Comitato sottolinea l’importanza di misure aggressive per ridurre l’infezione da virus Zika, in particolare per le donne in gravidanza e donne in età fertileraccomanda la WHO.

L’unica cosa che possiamo fare, per ora, è sapere come proteggerci. Ecco cosa fare se ci si deve recare all’estero.

Francesca Mancuso

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