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Inquilino non paga affitto e lascia appartamento: che fare?

Come recuperare il credito verso l’affittuario moroso e come rintracciarlo per notificargli il decreto ingiuntivo.

Hai dato il tuo appartamento in affitto ma, in prossimità della scadenza del contratto, l’inquilino ha smesso di pagare il canone. Con qualche giorno di ritardo, poi, se n’è andato senza dirti nulla, lasciando le chiavi al portiere. Ora hai un credito nei suoi confronti che vuoi recuperare. In più, ai canoni non versati si aggiungono le spese necessarie a riparare alcune parti dell’appartamento che questi ha rovinato per incuria e negligenza. Come devi comportarti? Che fare se l’inquilino non paga l’affitto e lascia l’appartamento?

Di tanto parleremo qui di seguito. Innanzitutto voglio consolarti: il fatto di avere l’immediata disponibilità dell’immobile senza procedere a uno sfratto non è cosa da poco. Dinanzi all’ostinazione del conduttore che non vuole andarsene la giustizia non dà una tutela immediata. Così c’è stato chi ha dovuto attendere ben più di un anno per riprendersi ciò che era suo, dovendo nel frattempo rinunciare alla possibilità di sfruttare l’immobile.

Ora che sai di essere uno dei pochi fortunati che, dinanzi a un moroso, non ha dovuto presentare un ricorso in tribunale per lo sfratto, puoi capire che fare se l’inquilino non paga l’affitto e lascia l’appartamento.

Gli obblighi dell’inquilino

L’inquilino deve pagare l’affitto fino all’ultimo giorno in cui ha utilizzato l’immobile, compreso il periodo di preavviso. Il preavviso va dato anche in caso di recesso per un grave motivo. Se il contratto non dispone un termine superiore, il preavviso minimo è di 6 mesi.

L’inquilino può chiedere di compensare il canone degli ultimi mesi con la caparra eventualmente versata all’inizio del rapporto di locazione.

La caparra produce interessi anche se il contratto dispone diversamente (l’eventuale clausola che prevede una caparra infruttifera è nulla). Il locatore è tenuto, a richiesta dell’inquilino, a versare gli interessi annualmente o, in caso contrario, alla fine del contratto di locazione. L’inquilino ha quindi diritto a ottenere la compensazione degli ultimi canoni anche con gli interessi maturati nel frattempo sulla caparra e a lui non restituiti.

Che fare se l’inquilino non paga i canoni?

Dopo 20 giorni dalla scadenza del canone, il padrone di casa può agire per lo sfratto. Se però l’affitto è terminato e l’inquilino ha lasciato l’appartamento, il proprietario può agire con un decreto ingiuntivo: può cioè rivolgersi al tribunale affinché condanni il conduttore al pagamento dei canoni non corrisposti, al netto dell’eventuale caparra e degli interessi maturati.

Come fare a sapere dove si trova l’inquilino?

Uno dei principali ostacoli per il recupero del credito dinanzi a un inquilino moroso è individuare la sua nuova residenza. Residenza che spesso non viene aggiornata e, nei primi tempi, viene lasciata presso la vecchia abitazione. In questo modo si tenta di rendere più difficile la notifica del decreto ingiuntivo rendendosi irreperibile.

Bisognerebbe assoldare un investigatore che si metta sulle tracce dell’affittuario, cosa tutt’altro che facile.

In ogni caso sarà bene recarsi prima al Comune e chiedere all’anagrafe un certificato di residenza per verificare se il conduttore ha comunicato il trasferimento alle autorità. Si potrà ripetere periodicamente tale controllo in modo da tenersi aggiornati sugli spostamenti del debitore.

Se l’inquilino rimane nell’appartamento anche dopo la scadenza del contratto?

Spesso succede che l’inquilino lasci l’appartamento qualche giorno, settimana o mese dopo la scadenza del contratto. L’occupazione dell’immobile va però compensata con il versamento del canone concordato nel contratto anche per l’eccedente periodo di occupazione del bene, per unità di tempo pari al mese. Per cui, se l’inquilino va via solo una settimana dopo la scadenza dell’affitto, dovrà corrispondere tutto il mese successivo.

Se l’inquilino ha lasciato danni all’appartamento

La manutenzione per la normale usura dell’appartamento spetta al locatore, ma tutti i danni procurati dall’incuria dell’inquilino sono a carico di quest’ultimo. Il locatore non può tuttavia trattenere la caparra per compensarla coi danni procurati all’immobile, a meno che, nel contempo, promuova una causa contro l’affittuario. Questo affinché sia il giudice – e non il padrone di casa unilateralmente – a quantificare con esattezza i danni prodotti e i costi che sono necessari per le riparazioni. Se il locatore non avvia tale giudizio, dovrà restituire la caparra o al massimo compensarla con i canoni non versati.

Se la caparra è minore dei canoni non pagati

Il locatore, come detto, ha la possibilità di trattenere la caparra a compensazione dei canoni non versati dall’inquilino moroso andato via. Se l’importo dei canoni dovesse essere superiore alla morosità, il locatore può agire, per la differenza, con un decreto ingiuntivo in tribunale. Si tenga tuttavia conto che, oltre alla caparra, vanno compensati anche gli interessi che la caparra ha prodotto in automatico, interessi che altrimenti andranno restituiti al conduttore.

laleggepertutti

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Written by forestalinews

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