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118 Sicilia alla Lombardia

Un’ulteriore coltellata allo Statuto Siciliano e all’articolo 17 che prevede l’autonomia regionale per quanto riguarda l’organizzazione dei servizi della sanità pubblica. Il “Governatore padano” Nello Musumeci, autonomamente, in sudditanza coloniale, va contro il bene del Popolo Siciliano e ha affidato il 118 Sicilia alla Lombardia.

di Angelo Severino ©

118 Sicilia. È tutto deciso nel protocollo di intesa fra la Regione Siciliana e la Lombardia per trasferire la gestione del 118 dalla siciliana SEUS alla lombarda AREU. Con quest’ultimo atto di sudditanza coloniale, la Sicilia del “governatore padano” Nello Musumeci prosegue la sua campagna denigratoria nei confronti dell’Autonomia della Regione Siciliana e del suo Statuto Speciale.

L’AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) è stata istituita dalla Regione Lombardia con Legge Regionale n. 32 del 12 dicembre 2007 ed è stata poi attivata dalla Giunta Regionale Lombardia con deliberazione n. 6994 del 2 aprile 2008. L’AREU è dotata di personalità giuridica di diritto pubblico, avente autonomia patrimoniale, organizzativa, gestionale e contabile.

La SEUS (Sicilia Emergenza-Urgenza Sanitaria) è la società consortile per azioni a capitale interamente pubblico costituita il 22 dicembre 2009 tra la Regione Siciliana, socio pubblico di maggioranza, e le Aziende del Servizio sanitario regionale. Non persegue finalità di lucro e svolge la propria attività gestendo il servizio di trasporto per emergenza urgenza del 118 per l’intero territorio siciliano.

Dalla siciliana SEUS alla lombarda AREU

L’Assessore Regionale per la Salute, Ruggero Razza, con una nota protocollata il 24 agosto 2018, aveva informato la Giunta di Governo che intendeva avviare con la Regione Lombardia «un percorso di collaborazione e confronto in ambito sanitario e tecnico al fine di mutuarne la positiva esperienza».

Con delibera di Giunta del 28 agosto 2018, il Governo della Regione manifestò «apprezzamento alla proposta autorizzando l’avvio di detta collaborazione da realizzarsi attraverso una sinergica azione per la promozione di iniziative comuni nel settore, in particolare del sistema di emergenza-urgenza».

Il 22 ottobre 2018 a Palermo a Palazzo d’Orléans, sede della presidenza della Regione Siciliana, fu sottoscritto il Protocollo di intesa nel quale furono definite le linee guida e le modalità della collaborazione. L’accordo fu firmato da Attilio Fontana e Giulio Gallera (come presidente e assessore alla Sanità della Regione Lombardia) e da Nello Musumeci e Ruggero Razza (come presidente e assessore alla Sanità della Regione Siciliana). All’AREU Sicilia sarebbero dovute confluire le quote azionarie appartenute alla SEUS, delle quali per il 53,25% è titolare la Regione Siciliana. Nell’accordo era inoltre previsto che a guidare l’azienda siciliana sarebbe stato un manager lombardo.

L’eccellenza sanitaria padano-lombarda non è oro ciò che luccica!

«Siamo di fronte – dichiarò soddisfatto Musumeci subito dopo la firma – a uno straordinario esempio di collaborazione fra il Nord e il Sud del Paese». Queste invece le parole del governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, compiaciuto per la conquista appena fatta: «Questo accordo dimostra come la virtuosità delle Regioni del Nord possa contribuire al bene di tutto il Paese. AREU è una delle nostre grandi eccellenze e sono sicuro che sarà in grado di aiutare la Sicilia nell’importante riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza extraospedaliera che in Lombardia ha portato a una gestione efficiente del servizio e garantito la continuità dell’assistenza al cittadino».

Palermo, 22 ottobre 2018 – Da sinistra: Giulio Gallera, Attilio Fontana, Nello Musumeci e Ruggero Razza

Con deliberazione del 16 maggio 2019, la Giunta Regionale ha infine approvato il disegno di legge per la istituzione dell’AREU-Sicilia, nell’ambito del riordino del Servizio sanitario regionale. Di fatto, per quanto riguarda la Sanità e la gestione delle ambulanze, la Sicilia ha importato il modello emergenza-urgenza lombardo!

Un’ennesima beffa padano-lombarda al Popolo Siciliano

In quest’ultime ore (al 12 giugno 2020), i dirigenti della lombarda AREU hanno deciso di chiudere la siciliana SEUS e di rendere operativa la AREU-Sicilia. I 3.200 operatori e autisti soccorritori del 118 siciliano sono in agitazione perché soltanto una minima parte di loro potrà transitare all’AREU.

Ma il vero “business” per la Regione Lombardia è legato all’acquisto delle nuove ambulanze che sostituiranno quelle in dotazione alla Seus. Sono mezzi che hanno percorso oltre i 200 mila chilometri, con il motore da revisionare, carrozzeria in pessime condizioni, problemi con i freni e l’aria condizionata. Insomma, ambulanze da sostituire quanto prima o da noleggiare a lungo termine. Ed ecco il vero affare milionario che andrà ad arricchire le casse della Regione Lombardia (ma anche le tasche di intrallazzisti e affaristi padano-lombardi).

Musumeci ha affidato alla malasanità lombarda il 118 Sicilia

Al giorno d’oggi la malasanità lombarda non fa più notizia perché è diventata una normalità quotidiana e si sta valutando se è il caso di intervenire e di commissariarla a livello governativo centrale. Ma per la Lega Nord è tutto una montatura per infangare la Lombardia. Addirittura Matteo Salvini, ha invitato tutti a «sciacquarsi la bocca quando si parla della sanità lombarda».

Il sistema ospedaliero lombardo ha mostrato delle falle enormi per quanto riguarda la gestione del covid-19 e tuttavia i provvedimenti adottati da Attilio Fontana e dalla sua squadra per affrontare l’emergenza vengono considerati dai leghisti provvedimenti efficaci e addirittura migliori di quelli decisi dal Governo italiano.

I fondi destinati alla costruzione dell’Ospedale in Fiera, ad esempio, potevano essere destinati in modo migliore. Dopo aver ospitato in due mesi poco più di una ventina di pazienti, ora rischia la chiusura mentre la Procura di Milano ha aperto un fascicolo per capire se vi sono state delle irregolarità sulle procedure d’appalto.

Ma vi è ancora il caso Bergamo e le migliaia di morti nelle Rsa. «Il sistema della sanità lombarda è completamente saltato e noi – dichiara il presidente del Comitato “Noi denunceremo”, il bergamasco Luca Fusco – siamo stati lasciati soli; il sistema non era pronto ad affrontare nessuna emergenza, e non è colpa dei sanitari. Vogliamo sapere cosa è successo e perché la Lombardia è stata messa in questa situazione, perché non è stato circoscritto il contagio in una valle quando si poteva, perché il virus ha circolato liberamente per l’Italia».

Se è vero che il fallimento della gestione del Covid in Lombardia sarebbe da addebitarsi al governatore Attilio Fontana e all’assessore Giulio Gallera, è altrettanto vero che la sanità lombarda sarebbe stata sempre fonte di guadagni per i politici che hanno governato la regione. E per ultimo vi è il caso dei “camici lombardi”, rivelato da Report e che coinvolgerebbe anche la famiglia dello stesso Fontana.

fonte – l’ora siciliana

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Written by forestalinews

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