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Naspi. Quanto tempo passa dalla presentazione della domanda all’accredito della prestazione da parte dell’Inps?

Quanto tempo passa dalla presentazione della domanda di disoccupazione all’accredito della prestazione da parte dell’Inps?

Sei rimasto senza lavoro ed hai fatto la domanda per ottenere il sussidio di disoccupazione. Sicuramente, una delle prime domande che ti sarai posto è questa: quando arrivano i primi soldi della Naspi? Perché va bene che all’inizio ti troverai in banca l’ultimo stipendio e le spettanze (ad esempio le ferie non godute). Non tutti hanno la fortuna di avere subito a disposizione il Tfr e non è detto nemmeno che il trattamento fine rapporto sia una cifra che ti permetta di vivere tranquillo fino a quando non troverai un’altra occupazione. Quindi, con qualcosa bisognerà campare, pagare le bollette e le scadenze programmate, affrontare qualche spesa straordinaria (quelle arrivano sempre nei momenti più inopportuni: la caldaia che si rompe, la macchina che ha un guasto, ecc.).

In altre parole, sapere quando arrivano i primi soldi della Naspi può servire non solo a dormire più tranquilli ma anche a organizzare il bilancio familiare.

Ci sono delle variabili da tenere in considerazione, come ad esempio la data ed il periodo in cui è stata presentata la domanda del sussidio o il motivo del licenziamento (se per giusta causa o perché l’azienda ha deciso di ridurre il personale). Ad ogni modo, esistono dei sistemi per controllare tramite il sito dell’Inps se il pagamento viene effettuato.

Approfondiamo, dunque, l’argomento e vediamo quando arrivano i soldi della Naspi.

Indice

Naspi: che cos’è?

È utile, prima di spiegare quando arrivano i soldi, sapere esattamente che cos’è la Naspi. Quando un dipendente si trova di fronte ad una perdita involontaria del lavoro, ha diritto ad una prestazione economica erogata dallo Stato, come prevede la Costituzione [1]. Si tratta di un’indennità di disoccupazione, di cui si fa carico l’Inps, oggi chiamata Naspi, cioè Nuova assicurazione sociale per l’impiego.

La Naspi spetta solo ad alcune categorie di lavoratori, vale a dire a quelli con contratto di lavoro subordinato che hanno perso in maniera involontaria il lavoro. Ne fanno anche parte degli aventi diritto:

  • i lavoratori che sono stati assunti con un contratto di apprendistato;
  • soci lavoratori di cooperative che hanno un contratto di lavoro subordinato con le cooperative stesse;
  • il personale artistico che ha avuto un contratto di lavoro subordinato;
  • i dipendenti a tempo determinato che hanno lavorato per la Pubblica Amministrazione.

La domanda va presentata all’Inps esclusivamente in modalità telematica seguendo la procedura che ti spieghiamo nell’articolo Come chiedere la Naspi.

Naspi: quando arrivano i primi soldi?

Abbiamo accennato al fatto che il pagamento dei primi soldi della Naspi è legato ad una serie di variabili.

Uno di questi elementi è la data in cui hai presentato la domanda all’Inps. Ci sono dei tempi «tecnici» per completare l’iter e per procedere al pagamento. Quindi, non è lo stesso che la domanda venga presentata all’inizio del mese, quando è più facile portare avanti una pratica, o verso la fine, quando chi di dovere si trova un numero maggiore di richieste sul tavolo e tutto diventa più lungo.

Valo lo stesso per il periodo in cui è stata presentata la domanda. Ad esempio, se sei rimasto senza lavoro a metà dicembre ed invii la tua richiesta all’Inps a ridosso del periodo delle feste, oppure resti disoccupato alla fine di luglio e chiedi la Naspi ai primi di agosto, è molto probabile che trovi gli uffici dell’Inps con un organico ridotto per via delle ferie. Oppure, nel caso delle domande estive, che ci siano dei tempi più lunghi per la tua pratica perché, al rientro delle vacanze, gli impiegati dell’Inps si trovino sul tavolo tutte le richieste dei lavoratori stagionali che hanno finito il contratto e che hanno diritto alla loro prestazione.

Può allungare i tempi dell’arrivo dei primi soldi della Naspi anche il motivo per cui sei rimasto senza lavoro. In particolare, chi è stato licenziato per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo deve attendere circa 30 giorni in più rispetto a chi è rimasto disoccupato per altre ragioni.

In linea di massima, i primi soldi della Naspi arrivano dopo la data di decorrenza, che avviene dall’ottavo giorno in cui c’è stata la cessazione del rapporto di lavoro se la domanda è stata presentata in quell’arco di tempo, cioè entro 8 giorni, oppure dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se questa viene inviata dopo 8 giorni ed entro 68 giorni dal licenziamento.

La data di decorrenza avviene anche dall’ottavo giorno al termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro o malattia professionale o preavviso sempre se la domanda è stata presentata entro 8 giorni, altrimenti dal giorno successivo alla richiesta se è stata consegnata dall’ottavo al 68mo giorno.

Discorso a parte, come dicevamo, per chi è stato licenziato per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo: la data di decorrenza viene considerata dal 38mo giorno se la domanda è stata presentata entro 38 giorni dalla data di cessazione del rapporto, oppure dal giorno successivo se la richiesta si invia dopo i 38 giorni ed entro i 98 giorni previsti dalla legge.

Naspi: come sapere se è stata pagata?

Una volta che la domanda è stata accolta e superata la data di decorrenza, l’Inps comincia ad erogare la Naspi ogni mese e per 12 mensilità (non c’è la tredicesima) per il periodo in cui si ha diritto ala prestazione. Come abbiamo visto, non c’è un giorno preciso del mese in cui arrivano i soldi (dipende dalle variabili citate prima). È possibile, comunque, consultare nella propria area riservata sul sito dell’Inps la data in cui l’Istituto ha effettuato il mandato di pagamento. Da quella data, a breve, vedrai l’accredito in banca.

Non è detto, però, che tu veda nell’importo della Naspi tutte le voci che ti spettano di diritto. L’Inps, infatti, effettua in date diverse alcuni pagamenti, come:

  • il bonus Renzi di 80 euro: potresti trovartelo ogni 2 o 3 mesi;
  • gli assegni per il nucleo familiare: se non sono stati indicati nella domanda della Naspi, vengono pagati a parte;
  • il conguaglio dell’Irpef.

Ricorda che l’importo massimo della Naspi – se non ci saranno ulteriori variazioni – è di 1.328,76 euro al mese, con una soglia utile di calcolo a 1.221,44 euro, come ti abbiamo spiegato nella nostra Guida al pagamento della Naspi.

laleggepertutti

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Written by forestalinews

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