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Altra minaccia per l’Italia e il mondo. Nuova variante in Francia

C’è un’altra possibile minaccia per l’Italia e per il mondo intero: in Francia gli scienziati hanno scoperto un’altra variante del Covid: B.1.640.2. Come per la Omicron, arriverebbe sempre da un Paese africano, in questo caso il Camerun. Secondo la scoperta degli accademici dell’IHU Mediterranee Infection di Marsiglia, il ceppo mutante ha 46 mutazioni e 37 delezioni (di cui 23 localizzate sulla proteina spike), che si pensa rendano il virus più resistente ai vaccini e infettivo rispetto al Covid originale. Finora sono stati individuati circa 12 casi vicino a Marsiglia, con il primo legato al viaggio nel paese africano. Ma è ancora presto per capire se la nuova mutazione supererà la variante dominante Omicron, che ora rappresenta oltre il 60% dei casi in Francia. La scoperta del ceppo è avvenuta il 10 dicembre, ma da allora non si è diffuso rapidamente.

La variante al momento non è stata individuata in altri Paesi e non è ancora oggetto di indagine dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il professor Philippe Colson, a capo dell’unità che ha scoperto il ceppo, ha dichiarato: “Abbiamo diversi casi di questa nuova variante nell’area geografica di Marsiglia. ‘L’abbiamo chiamata ‘variante IHU’. Sono stati appena presentati due nuovi genomi”.

I test mostrano che la variante porta due mutazioni: la E484K, che si pensa lo renda più resistente ai vaccini, e la N501Y, vista per la prima volta sulla variante Alpha, che renderebbe la variante più trasmissibile. Sempre secondo gli studiosi, la nuova variante sarebbe un lontano parente di Omicron, probabilmente evoluto da un virus più vecchio. 

Esperti divisi, l’Oms monitora

Gli esperti, però, sono divisi nell’approccio a questo mutante e nella dfinizione della portata della minaccia. L’Organizzazione mondiale della sanità, dal canto suo, vigila a distanza. E, via Twitter, l’esperta Oms Maria Van Kerkhove ricorda che la ‘madre’ di questa sottovariante – B.1.640 – è stata “classificata come ‘Variante sotto monitoraggio’ (Vum)” dall’agenzia Onu per la salute già “da novembre” e che l’Oms ha un solido sistema per intercettare e valutare le evoluzioni di Sars-CoV-2.

Non è convinto dall’eccesso di riflettori sulla variante il virologo Tom Peacock, del Dipartimento di malattie infettive dell’Imperial College di Londra.  E spiega perché via social: per l’esperto occorre tenere presenti alcuni aspetti, come per esempio il fatto che “B.1.640.2 in realtà precede Omicron”, scrive in un tweet, e che “in tutto questo tempo ci sono state” esattamente “21 sequenze” depositate. “Non mi preoccuperei troppo al momento”.

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Written by forestalinews

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