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Chiude la Whirpool a Napoli, 16 ore si sciopero. Si spera in un subentro

La conferma è emersa dall’incontro che si è svolto a Roma presso il ministero dello Sviluppio Economico sulla vertenza Whirlpool: la società americana abbandonerà il sito di Napoli. La novità è che Invitalia è alla ricerca, per conto del governo, di un nuovo soggetto che subentri alla multinazionale, si spera entro luglio. Questo è quanto emerge dall’incontro presieduto dal ministro Stefano Patuanelli. Il ministro ha dichiarato inaccettabile la chiusura entro il 31 marzo.

Fiom, Fim e Uilm hanno intanto dichiarano 16 ore di sciopero per tutto il Gruppo Whirlpool, le prime 8 ore con articolazione territoriale con presidi davanti agli stabilimenti, le altre 8 in occasione della mobilitazione nazionale che verrà definita nelle prossime settimane.

«Riteniamo gravissima e inaccettabile la iniziale conferma di Whirlpool di voler chiudere Napoli il 31 marzo prossimo e insufficiente la mediazione del Governo che è riuscita solo a spostare il termine al 31 ottobre», si legge in una nota congiunta.

La conferma: chiusura
L’amministratore delegato di Whirlpool Italia, Luigi La Morgia, a quanto sembra, ha ribadito che a Napoli non c’è più sostenibilità economica della produzione di lavatrici. Ma avrebbe anche confermato che l’Italia resta strategica per il gruppo, con 5 mila dipendenti in tutto il Paese. Le difficoltà riguarderebbe solo lo stabilimento campano, sebbene si sia tentato di rilanciare la produzione.

Il piano del Mise
Invitalia e il governo richiedono un piano industriale solido e “credibile”, in grado di prospettare una ripresa delle attività produttive sostenibile nel lungo periodo e in linea con le caratteristiche del territorio. La ricerca sarà rivolta ad aziende e gruppi sia nazionali che internazionali, non necessariamente attivi nel settore dell’elettrodomestico. A supporto del Mise è stata attivata la struttura di Invitalia che opera in collaborazione con i desk Ice operanti all’estero. Nella fase iniziale, per quanto riguarda i soggetti internazionali, si guarderà ad aziende già presenti “con successo” in Italia o che considerino già prospettive di insediamento nel Paese.

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Written by forestalinews

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