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Come aumentare la pensione: guida Inps

Nuovo vademecum dell’Inps: integrazione al minimo, maggiorazioni, azzeramento tasse, come aumentare l’importo del trattamento spettante in 7 passi.

Dall’integrazione al trattamento minimo alla maggiorazione sociale, dagli assegni familiari alla pensione di cittadinanza, dalle detrazioni fiscali al supplemento di pensione: se percepisci dall’Inps un trattamento d’importo basso, forse non sai che ci sono diverse possibilità di ottenere un aumento.

Per venire incontro a chi percepisce una pensione bassa, l’Inps ha recentemente pubblicato un breve vademecum, “Guida in 7 passi per pensionati titolari di trattamenti previdenziali o assistenziali di importo basso”.

L’opuscolo non si riferisce soltanto a chi percepisce dall’Inps un trattamento di previdenza, quindi in virtù dei contributi previdenziali versati, ma anche a chi percepisce un trattamento di assistenza, cioè una prestazione economica erogata a chi si trova in stato di bisogno, a prescindere dal versamento dei contributi.

Vediamo allora come aumentare la pensione: guida Inps, come sapere se si ha diritto ad incrementare il trattamento percepito, quali pensioni possono aumentare, quali sono gli adempimenti da effettuare.

La guida Inps in 7 passi costituisce senza dubbio un validissimo aiuto nella generalità dei casi, ma non bisogna comunque dimenticare che alcuni trattamenti possono presentare delle particolarità, o richiedere delle valutazioni complesse: i requisiti richiesti per il reddito e per la pensione di cittadinanza, ad esempio, sono molto numerosi, e sono necessari dei documenti particolari per alcune categorie di cittadini extracomunitari. La pensione calcolata col sistema integralmente contributivo, poi, a differenza della generalità dei trattamenti non può essere integrata al minimo (fa eccezione la sola pensione ottenuta con opzione donna, integrabile al minimo). La pensione supplementare, poi, non è riconosciuta da tutte le gestioni previdenziali, oppure può essere erogata in base alla gestione presso la quale il cittadino è titolare della pensione principale.

Ma procediamo con ordine, e proviamo ad approfondire i passi della guida Inps.

Indice

1 Passo 1: controlla l’importo della tua pensione e le voci che la compongono
2 Passo 2: verifica se hai diritto a trattamenti integrativi della pensione
3 Passo 3: se benefici già di una prestazione collegata al reddito, ricordati presentare il Red
4 Passo 4: controlla se fruisci delle detrazioni fiscali e se hai diritto ai trattamenti di famiglia
4.1 Detrazioni per redditi di pensione
4.2 Detrazioni per familiari a carico
4.3 Trattamenti di famiglia
5 Passo 5: verifica se hai diritto alla pensione di cittadinanza
6 Passo 6: verifica se hai diritto alla pensione supplementare o al supplemento di pensione
7 Passo 7: controlla se puoi beneficiare delle convenzioni contro la doppia imposizione fiscale
Passo 1: controlla l’importo della tua pensione e le voci che la compongono
Innanzitutto, per capire se la pensione può essere aumentata, devi capire da quali voci è composta, quindi se hai già diritto ad incrementi (ad esempio, all’integrazione al trattamento minimo), oppure se l’importo è basso perché ci sono delle voci che riducono l’importo lordo spettante (tassazione, incumulabilità della pensione col reddito, pignoramento, assegno alimentare…).

Per conoscere le voci che compongono la tua pensione, dal menu della pagina iniziale del portale Inps devi selezionare il servizio Cedolino pensione e servizi collegati; puoi accedere con codice fiscale e Pin Inps o credenziali Spid. Nella scheda del servizio sono disponibili ulteriori dettagli su tutte le funzionalità a tua disposizione.

In particolare, le principali funzionalità sono:

cedolino pensione;
ultimo cedolino;
confronta cedolino;
visualizza cedolini;
visualizza elenco prospetti di liquidazione (Modelli TE08);
elenco deleghe sindacali;
gestione deleghe sindacali su trattamenti pensionistici;
comunicazioni;
dettaglio recapiti;
modifica dati personali;
riepilogo dati anagrafici;
riepilogo dati anagrafici e di pagamento;
informazioni Posta Elettronica Certificata;
variazione ufficio pagatore;
visualizzazione e modifica dati anagrafici, indirizzo e recapiti;
recupero Certificazione Unica;
stampa Certificazione Unica.
Passo 2: verifica se hai diritto a trattamenti integrativi della pensione
La tua pensione potrebbe essere integrata, se:

percepisci un trattamento per il quale puoi beneficiare di un incremento;
soddisfi le condizioni richieste per l’incremento (solitamente, si richiede di non superare determinate soglie di reddito).
Gli incrementi della pensione collegati al reddito sono numerosi; di seguito i principali:

integrazione al trattamento minimo: consiste in un aumento della pensione mensile, che viene integrata sino ad arrivare a 513,01 euro mensili (per l’anno 2019; per il 2020 dovrebbe aumentare a 515,06 euro mensili);
maggiorazione sociale: è un aumento della pensione previsto dalla nota legge del 1988 sull’elevazione dei livelli dei trattamenti sociali e miglioramenti delle pensioni [1];
incremento al milione: si tratta di un ulteriore aumento della pensione, introdotto dalla finanziaria del 2002 a favore dei pensionati al di sopra dei 70 anni [2] (alcune categorie di pensionati possono richiederlo prima del compimento del 70° anno di età; per approfondire: Aumento pensione, a chi spetta);
quattordicesima: si tratta di una somma aggiuntiva sulla pensione che, a seconda del reddito del pensionato e degli anni di contributi accreditati, può arrivare sino a 655 euro.
Passo 3: se benefici già di una prestazione collegata al reddito, ricordati presentare il Red
Se benefici di una pensione o di una prestazione economica che è collegata al reddito, cioè che può essere ridotta, sospesa o interrotta al superamento di determinate soglie reddituali, l’Inps deve essere in grado di conoscere se possiedi i requisiti per il diritto al trattamento.

In particolare, l’istituto, con la collaborazione dell’Agenzia delle Entrate, effettua ogni anno la rilevazione dei redditi dei pensionati per determinare la misura delle prestazioni che spettano per legge.

Tuttavia, in alcuni casi, descritti da un’importante circolare Inps [3], è necessaria la collaborazione dei pensionati, obbligati a presentare il modello di dichiarazione reddituale Red. Ne abbiamo parlato in: Red, come fare.

È il caso, ad esempio, di chi percepisce l’integrazione al minimo, la maggiorazione sociale, l’assegno sociale, la quattordicesima o la pensione di reversibilità.

Se rientri nei casi in cui sei tenuto per legge a rendere annualmente la dichiarazione reddituale, puoi farlo direttamente dal sito dell’Inps, con il servizio Dichiarazione reddituale, Red semplificato.

Se non fai la dichiarazione nei termini previsti, la pensione, o la prestazione collegata al reddito, ti può essere sospesa, e successivamente revocata; per riottenerla, devi presentare la domanda di ricostituzione.

Le verifiche sui redditi possono determinare il ricalcolo della pensione, il cui importo può aumentare o diminuire; se sono ricalcolati gli importi di mensilità già erogate, può verificarsi il riconoscimento di arretrati o, al contrario, l’accertamento di somme indebitamente erogate, che devono essere restituite all’Inps.

Accedendo al servizio Cedolino pensione e servizi collegati, puoi verificare se vi sono state variazioni nell’importo mensile della pensione, con la corresponsione di arretrati o il recupero di somme a debito. Tra le eventuali trattenute a conguaglio può rientrare anche l’importo della quattordicesima, che l’Inps corrisponde in via provvisoria a fine luglio o a fine anno in automatico, in base al requisito reddituale e ai dati presenti in archivio.

In ogni caso, tutte le notifiche relative all’erogazione di importi in più o ai recuperi ti vengono comunicate per posta. Puoi consultare le comunicazioni anche tramite il servizio Cassetta postale online.

Passo 4: controlla se fruisci delle detrazioni fiscali e se hai diritto ai trattamenti di famiglia
Come mai la pensione che ti viene accreditata è d’importo più basso rispetto all’importo mensile indicato nel modello di liquidazione dell’Inps? Questo accade perché, nella generalità dei casi, la pensione è tassata, e l’Inps, come sostituto d’imposta, applica delle ritenute fiscali. Il reddito di pensione, difatti, non è esente dall’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Fanno eccezione soltanto alcuni trattamenti, come l’indennità di accompagnamento, nonché le pensioni d’importo basso, che danno luogo a un reddito al di sotto di 8mila euro all’anno (cosiddetta no tax area pensionati).

Detrazioni per redditi di pensione
Le detrazioni per redditi di pensione sono pari a:

nel caso in cui il reddito complessivo non sia superiore a 8mila euro: 1880 euro;
nel caso in cui il reddito complessivo sia compreso tra 8mila e 15mila euro si deve applicare la seguente formula: 1297 + [583 × (15000 – reddito complessivo) / 7000];
nel caso in cui il reddito complessivo sia compreso tra 15mila e 55mila euro si deve applicare la seguente formula: 1297 × [(55000 – reddito complessivo) / 40000].
Per verificare tutte le detrazioni fiscali che hai già richiesto, modificare i dati già forniti o chiedere altre detrazioni d’imposta, puoi accedere tramite la scheda informativa al servizio online Detrazioni fiscali: domanda e gestione.

Detrazioni per familiari a carico
Oltre alle detrazioni per redditi di pensione, potresti aver diritto anche alle detrazioni per familiari a carico.

La detrazione per i familiari a carico non è unica: l’importo si calcola con una formula che cambia a seconda del familiare, o dei familiari, che risultano a tuo carico fiscale (figli, coniuge, altri familiari), del tuo reddito, e di ulteriori eventuali condizioni (ad esempio, il riconoscimento di un handicap); inoltre, la detrazione può essere ridotta se il familiare non risulta a carico per l’anno intero. Le detrazioni per familiari a carico possono essere fruite nel cedolino di pensione: in questo caso, l’Inps procede al conguaglio entro la fine dell’anno o, in alternativa, nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi)

Ricorda che il familiare è fiscalmente a carico se il suo reddito annuo lordo non supera i 2.480,51 euro; inoltre, se il familiare è un figlio di età inferiore ai 25 anni è da ritenersi fiscalmente a carico se il suo reddito annuo lordo non supera i 4mila euro.

Puoi comunicare all’Inps i familiari a carico anche tramite il servizio Dichiarazione di detrazione d’imposta per pensionati residenti in Italia o attraverso il servizio Applicazione delle detrazioni fiscali per pensionati residenti all’estero (se non risiedi in Italia).

Trattamenti di famiglia
Se hai dei familiari a carico, potresti anche avere diritto ai trattamenti di famiglia come l’Assegno al nucleo familiare Anf [4] o gli Assegni familiari [5]. Si tratta di prestazioni d’integrazione al reddito del nucleo familiare erogate dall’Inps e spettanti in misura diversa, a seconda della composizione e del reddito complessivo della famiglia. Il diritto agli assegni può dipendere anche dalla gestione previdenziale presso la quale risultavi assicurato.

Passo 5: verifica se hai diritto alla pensione di cittadinanza
Se hai 67 anni, con i requisiti reddituali e patrimoniali stabiliti dalla legge, potresti avere diritto alla pensione di cittadinanza (Pdc).

Per conoscere i requisiti che ti danno diritto a richiedere la Pensione di cittadinanza e le modalità per presentare la domanda, consulta la nostra Guida alla pensione di cittadinanza.

La pensione di cittadinanza, in base a quanto disposto nel decreto in materia, consiste in una prestazione economica mensile, esentasse, accreditata a favore dei nuclei familiari composti esclusivamente da persone che hanno compiuto l’età pensionabile (dal 2019, pari a 67 anni), quale misura di contrasto alla povertà delle persone anziane, o dai nuclei composti da over 67 e disabili gravi o non autosufficienti.

La prestazione, a seconda del reddito e del numero dei componenti della famiglia, può arrivare sino a 1536 euro mensili.

Per il diritto alla Pensione di cittadinanza si deve far riferimento all’indicatore Isee, in pratica all’indice che “misura la ricchezza” delle famiglie, ed a numerosi requisiti patrimoniali, oltreché reddituali.

La dichiarazione Isee contiene i redditi prodotti nell’anno di riferimento da tutti i componenti del nucleo familiare ed il patrimonio posseduto da ciascuno, sia immobiliare (case, terreni) che mobiliare (conti correnti, carte di credito, libretti, titoli, auto…). L’Isee, infatti, è l’indicatore della situazione economica equivalente, un indice che tiene conto non solo di tutti i redditi dei componenti del nucleo familiare, contenuti e non nel modello Redditi o nel 730, ma anche del patrimonio di ciascun familiare (immobili, conti, carte, libretti, auto…) e di ulteriori dati rilevanti (il pagamento di un canone d’affitto, la disabilità, il diritto a determinati sussidi e agevolazioni…).

Questa dichiarazione è indispensabile per accedere alla maggior parte delle prestazioni sociali e alle agevolazioni pubbliche. Per sapere come fare: Come presentare la dichiarazione Isee.

Passo 6: verifica se hai diritto alla pensione supplementare o al supplemento di pensione
Se sei titolare di pensione e hai contributi versati anche nella gestione Separata Inps o nell’Assicurazione Generale Obbligatoria (Ago), che non hai già utilizzato ai fini del diritto al tuo trattamento (attraverso cumulo, totalizzazione o ricongiunzione) potresti aver diritto alla pensione supplementare, cioè a una pensione aggiuntiva.

Se hai continuato a lavorare dopo la pensione, ed i contributi risultano accreditati nello stesso fondo che ti liquida il trattamento, potresti aver diritto a un supplemento sulla pensione già percepita, cioè al ricalcolo della pensione sulla base dei nuovi contributi.

Verifica nel sito se puoi presentare la domanda, selezionando il servizio Domanda di prestazioni pensionistiche: pensione, ricostituzione, ratei maturati e non riscossi, certificazione del diritto a pensione.

Per approfondire: Pensione supplementare gestione separata.

Passo 7: controlla se puoi beneficiare delle convenzioni contro la doppia imposizione fiscale
Se sei un pensionato residente in Paesi con cui l’Italia ha stipulato convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali e sei in possesso dei requisiti previsti, puoi richiedere all’Inps l’applicazione alla pensione del regime fiscale previsto dalla convezione.

Per evitare la doppia tassazione ed aumentare la pensione, devi inviare alla sede che gestisce la pensione il modulo CI531 – EP-I/1 ingl in originale; si tratta del modulo di domanda di esenzione dall’imposizione italiana sulle pensioni. Il modulo deve essere accompagnato dall’attestazione di residenza fiscale rilasciata dalla competente autorità fiscale estera.

Per sapere con quali Paesi l’Italia ha stipulato le convenzioni contro la doppia imposizione e conoscerne il contenuto puoi consultare la scheda, presente nel sito dell’Inps: Normativa fiscale residenti all’estero.

noemi Secci

laleggepertutti

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Written by forestalinews

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