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Come funziona pagamento malattia Inps

ndennità di malattia a carico dell’Inps: per quanto tempo spetta, come si calcola, chi può beneficiarne, importo per impiegati e operai.

Ti sei ammalato e devi assentarti dal lavoro? Fortunatamente, le assenze per malattia [1] sono nella generalità dei casi retribuite.

Ma in quali casi il lavoratore è considerato in malattia? La malattia è un’infermità che comporta la temporanea incapacità lavorativa: in pratica, il dipendente ammalato può e deve assentarsi, in quanto impossibilitato temporaneamente allo svolgimento della prestazione lavorativa; l’inabilità temporanea deve però risultare da un’apposita certificazione, solitamente rilasciata dal medico curante.

Il lavoratore ammalato ha diritto, nonostante l’assenza dal lavoro, a un trattamento economico e alla conservazione del posto.

Per quanto riguarda il trattamento economico, come funziona pagamento malattia Inps? Il dipendente deve essere pagato dal datore di lavoro o dall’Inps? Come si calcola l’importo dell’indennità di malattia spettante?

Facciamo il punto completo sull’indennità economica per malattia, tenendo presente che il trattamento spettante al lavoratore può cambiare sia in relazione alla categoria di appartenenza, all’anzianità di servizio ed all’inquadramento, che al settore di attività dell’azienda ed al contratto collettivo applicato. Ma procediamo con ordine.

Indice

L’Inps paga la malattia da subito?

Nei primi 3 giorni di malattia, il lavoratore è generalmente retribuito, in parte o per intero, dal datore di lavoro: l’Inps non riconosce alcuna indennità economica.

Questi primi 3 giorni sono detti periodo di carenza. La riduzione del pagamento dell’indennità varia comunque in base al contratto collettivo nazionale applicato.

Malattia a carico dell’Inps

Non sempre è l’Inps a corrispondere l’indennità di malattia. L’indennità a carico dell’istituto è riconosciuta:

  • agli operai;
  • agli impiegati del settore terziario (Commercio, Pubblici Esercizi, Studi Professionali, Servizi di culto), tranne: viaggiatori e piazzisti, dipendenti di sindacati, partiti politici e di proprietari di fabbricati, che non pagano la contribuzione per malattia;
  • agli apprendisti.

Per quanto spetta la malattia a carico dell’Inps?

L’Inps indennizza la malattia per un periodo massimo di 180 giorni nell’anno civile, inteso come periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre. La malattia è pagata, come osservato, a decorrere dal 4° giorno (i primi 3 giorni sono di carenza, generalmente a carico del datore).

Se le assenze per malattia iniziano in un anno e proseguono senza interruzione in quello successivo (malattia a cavaliere), il limite dei 180 giorni decorre nuovamente dal 1° gennaio per terminare il 29 giugno (in caso di anno non bisestile).

Per quali giornate spetta l’indennità malattia Inps?

L’Inps indennizza tutte le giornate di malattia all’interno del periodo massimo (180 giorni nell’anno civile), ad eccezione dei seguenti casi:

  • primi 3 giorni di ogni malattia (periodo di carenza a carico del datore, salvo diversa previsione contrattuale);
  • le domeniche, le festività infrasettimanali e la festività del Santo Patrono non sono indennizzate dall’Inps per gli operai, quando sono a carico del datore per legge o per contratto;
  • le festività che cadono di domenica, per i lavoratori con qualifica di impiegato, se l’azienda è tenuta per contratto a erogare la retribuzione.

Come si calcola l’indennità malattia Inps?

L’indennità giornaliera di malattia a carico dell’Inps si calcola in questo modo

  • 50% della retribuzione media giornaliera, per i giorni di malattia indennizzabili dal 4° al 20°;
  • 66,66% della retribuzione media giornaliera per i giorni indennizzabili dal 21° al 180° nell’anno;
  • 80% della retribuzione media giornaliera per le giornate di malattia indennizzabili dal 4° al 180° giorno nell’anno solare, per i soli dipendenti dei pubblici esercizi e dei laboratori di pasticceria.

In caso di ricovero ospedaliero le percentuali si riducono ai due quinti, se il lavoratore ricoverato non ha familiari a carico. Il giorno di dimissione dall’ospedale è indennizzato in misura normale.

Come si calcola la retribuzione media giornaliera?

Nel caso in cui il lavoratore in malattia sia un impiegato, la retribuzione media giornaliera è calcolata come segue:

  • bisogna in primo luogo considerare la retribuzione lorda del mese precedente a quello in cui è iniziata la malattia: si escludono tutte le eventuali voci di retribuzione riferite ad arretrati di mesi precedenti e gli emolumenti differiti, ad esempio tredicesima, quattordicesima e alcuni premi;
  • si calcolano i ratei di mensilità aggiuntiva previsti dal contratto applicato in azienda;
  • si sommano gli importi e si divide il risultato per 30;
  • si ottiene così la retribuzione media giornaliera.

Se il lavoratore è un operaio mensilizzato, cioè retribuito mensilmente in misura fissa, occorre procedere come segue:

  • bisogna in primo luogo considerare la retribuzione lorda del mese precedente a quello in cui è iniziata la malattia: si escludono tutte le eventuali voci di retribuzione riferite ad arretrati di mesi precedenti e gli emolumenti differiti, ad esempio tredicesima, quattordicesima e alcuni premi;
  • si calcolano i ratei di mensilità aggiuntiva previsti dal contratto applicato in azienda;
  • si divide per 26 l’importo della retribuzione lorda, per 25 l’importo delle mensilità aggiuntive;
  • si sommano i risultati;
  • si ottiene la retribuzione media giornaliera.

Se il lavoratore è un operaio non mensilizzato, ma retribuito a ore, si procede così:

  • bisogna in primo luogo considerare la retribuzione lorda del mese precedente a quello in cui è iniziata la malattia: si escludono tutte le eventuali voci di retribuzione riferite ad arretrati di mesi precedenti e gli emolumenti differiti, ad esempio tredicesima, quattordicesima e alcuni premi;
  • si calcolano i ratei di mensilità aggiuntiva previsti dal contratto applicato in azienda: il divisore è 25;
  • l’importo della retribuzione lorda va diviso per il numero di giornate retribuite nel mese precedente; in caso di settimana corta (5 giorni lavorativi), è necessario moltiplicare le giornate retribuite per il coefficiente 0,20 che consente di includere la “sesta giornata” nel calcolo;
  • la somma dei due risultati così ottenuti porta a una retribuzione media giornaliera distribuita sugli stessi giorni (dal lunedì al sabato) che indennizza l’Inps agli operai;
  • dalla somma dei risultati ottenuti si ottiene la retribuzione media giornaliera.

Quando non spetta l’indennità?

L’indennità giornaliera non spetta:

  • durante i congedi di maternità e paternità: in caso di grave infermità della madre, il padre ha diritto a usufruire del periodo di astensione dal lavoro e l’indennità spetta ad entrambi i genitori;
  • durante periodi in cui il lavoratore si trova in mobilità;
  • se i giorni di malattia non comprovati da idonea certificazione medica;
  • se vi sono giorni di ritardo ingiustificato nell’invio della certificazione;
  • per malattie provocate da fatti dolosi documentati;
  • per malattia insorta in un periodo in cui il lavoratore stia svolgendo un ciclo di cure termali, se la patologia è incompatibile con le cure;
  • se il lavoratore è in aspettativa sindacale.

Quando è sospesa l’indennità?

L’indennità giornaliera è sospesa se il lavoratore:

  • è assente ingiustificato alla visita fiscale: per capire che cosa succede, Guida alla visita fiscale Inps;
  • falsifica il certificato medico;
  • è sorpreso a lavorare durante la malattia;
  • non si cura a dovere, compiendo atti che ritardano la guarigione;
  • è detenuto: la sospensione è disposta per tutta la durata della detenzione.

I provvedimenti di sospensione e di addebito sono accertati dall’Inps che li comunica all’interessato e al datore di lavoro.

noemi secco – laleggepertutti

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Written by forestalinews

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