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Conto corrente. Pronti alla trappola di Natale

Pronti alla trappola di Natale, quella che potrebbe scattare sul vostro conto corrente proprio alla vigilia degli acquisti? Sì, sì, perché nonostante la pandemia tutto è pronto: molti Italiani stanno preparando la lista dei regali di Natale, iniziano a fare due conti e cercano di capire quanto andranno a spendere. Ma sì, dai, in questo periodo tutto è permesso, in molte regione nelle ultime settimane si è stati reclusi in casa ed ora, con lo shopping, ci si può svariare un po’ e non pensare a questo difficile periodo.

In questo periodo dell’anno molte persone decidono di spendere qualche cosa in più. Sicuramente non c’è niente di male: si va ad un bancomat e si preleva dal conto corrente tutti i soldi che servono. Appunto, forse qui iniziano le grane: a proposito di prelievi, cosa dice la legge in proposito? Quanto posso prelevare dal mio conto corrente per effettuare i regali di Natale? Fondamentalmente nessuno mi può costringere ad usare la carta di credito e a richiedere il cashback. Proviamo a vedere cosa dice la legge e quale dovrebbe essere il comportamento corretto.

Conto corrente: quanti soldi posso prelevare?
Rispondiamo immediatamente ad una domanda: quanti soldi posso prelevare dal mio conto corrente? In linea teorica posso prelevare quello che voglio, nei limiti della disponibilità presente in banca. Nel momento in cui dovessi decidere di prelevare del denaro dal mio conto corrente non starei violando alcuna normativa. La violazione ci sarebbe, unicamente, nel momento in cui io trasferissi quel denaro ad una terza persona. Quindi, potrei anche decidere di prelevare tutti i soldi presenti sul conto corrente e chiuderlo.

Detto questo, però, è necessario prendere in considerazione almeno due aspetti. Il primo è che se è vero che non esiste alcun limite al prelievo, ma ne esiste uno relativo all’uso del contante. Dobbiamo rammentare, infatti, che il Dl. n. 124 del 2019 ha portato il limite all’uso del contante a 2.000 euro. Per i trasgressori sono previste delle sanzioni comprese tra i 2.000 ed i 50.000 euro. Nel caso in cui sia necessario effettuare dei pagamenti, quindi, sarà necessario effettuarli con degli strumenti tracciabili. Il secondo aspetto è relativo ai controlli: nel momento in cui vengano effettuati dei prelievi ingenti dal conto corrente si accende una lampadina. Per combattere l’evasione fiscale ed il riciclaggio, ogni qualvolta si decida di prelevare più di 10.000 euro dal proprio conto corrente parte immediatamente la segnalazione all’Uif, Unità d’informazione finanziaria. Nel caso in cui, invece, un correntista decidesse di effettuare dieci prelievi da mille euro, potrebbe subire un accertamento dall’Agenzia delle Entrate. Ok, quindi il messaggio è chiaro: puoi prelevare il contante, ma deve essere utilizzato per effettuare dei pagamenti di piccolo importo.

Conto corrente: quali sono i limiti? La trappola di Natale!
Ci sono degli altri aspetti da tenere in considerazione, nel momento in cui volessimo prelevare dei fondi dal nostro conto corrente? Sì, ci sono i limiti che vengono imposti direttamente dai singoli istituti di credito. Come abbiamo spiegato nel paragrafo precedente, le banche sono chiamate a segnalare le operazioni sospette alle autorità. Tra queste rientrano i prelievi oltre i 10.000 euro, anche se effettuato in più tagli nel corso del mese. Il suggerimento, quindi, sarebbe sempre quello di effettuare dei prelievi che non superino mai i 1.000 euro: nel momento in cui si debbano effettuare dei pagamenti importanti, sarebbe sempre opportuno utlizzare dei sistemi tracciabili, come i bonifici, gli assegni, le carte di credito. Ricordiamo, inoltre, che l’Agenzia delle Entrate potrebbe ritenere che un’impresa sia in presunzione di evasione nel caso in cui stesse compiendo delle operazioni in contanti oltre i 1.000 euro quotidiani ed i 5.000 euro ogni mese.

Sotto il punto di vista dei controlli fiscali è sempre necessario tenere a mente una cosa: è necessario distinguere se il titolare del conto corrente sia una persona disoccupata, sia un lavoratore, un pensionato od un imprenditore. Nei primi casi non si sarà soggetto a particolari controlli. L’accortezza, comunque, è quella che, prelevando importi consistenti, non si decida di spenderli in beni di lusso, soprattutto se il denaro che si sta utlizzando discosta troppo dalla dichiarazione dei redditi. Discorso diverso per gli imprenditori, chiamati a giustificare l’uso del denaro e conservare le prove per i movimenti del conto aziendale.

Posso dilazionare il pagamento superiore ai 2.000 euro?
Nel momento in cui si debba pagare un importo superiore ai 2.000 euro, ma comunque si sia allergici all’utilizzo dei mezzi tracciabili per effettuare il pagamento, quale strada è necessario percorrere? Poniamo un esempio concreto: devo saldare la parcella dell’avvocato che ammonta a 6.000 euro, posso effettuare tre pagamenti da 2.000 euro in contanti? In questo caso non si elude la norma che impone l’utilizzo di mezzi tracciabili solo e soltanto nel caso in cui si rispettino alcune condizioni:

il frazionamento del pagamento deve essere previsto dalal natura stessa dell’operazione (come ad esempio un appalto per i lavori in casa, quando i pagamenti vengono effetuati man mano che i lavori procedono);
il frazionamento deve derivare da accordi preventivi tra le parti: serà quindi necessario stipulare un contratto, con il quale si opta per il pagamento a rate;
per ogni singolo pagamento deve essere conservata la disposizione scritta dei contraenti circa la corresponsione e l’accettazione del versamento.

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Written by forestalinews

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