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Corpo Forestale e il fallimento delle legge Madia. Oggi costretti a ricorrere ai militari per garantire il servizio di anti incendi boschivi

Nel silenzio della politica si sta consumando l’ennesima presa in giro ai danni dei forestali e del patrimonio forestale italiano.

In barba al decreto legislativo n.177/2016, ai sensi del quale è stata demandata ai Vigili del fuoco la competenza della lotta agli incendi boschivi con mezzi aerei, il Dipartimento dei Vigili del fuoco, a ben 3 anni e mezzo dall’assorbimento di personale, mezzi, risorse e strutture del Corpo forestale dello Stato presso i Vigili del fuoco, chiede aiuto alle Forze armate.
Un corso veloce e via, tutti pronti per fare l’Anti Incendio Boschivo.

Qui qualcosa sfugge alla logica e soprattutto alla politica.

Il decreto legislativo in questione ha trasferito ai Vigili del fuoco risorse economiche, equipaggi, tecnici, basi operative ed elicotteri del Corpo Forestale dello Stato.
Ossia, ha assegnato ai Vigili del fuoco tutto il necessario per poter gestire 8 basi elicotteristiche per l’anti incendio boschivo e ora i vertici dei Vigili del fuoco chiedono aiuto alle Forze Armate!
Si badi bene, non in una situazione emergenziale, ma nella fase di programmazione ordinaria.

Ovviamente, questa richiesta e’ legittima, ma a noi appare inopportuna e costosa.
Inoltre, dimostra non solo l’ennesimo fallimento della riforma Madia ma anche l’incapacità gestionale da parte dei Vigili del Fuoco che in tre anni e mezzo non sono riusciti a organizzare un proprio servizio aereo per l’anti incendio boschivo, tanto da dover chiedere aiuto ai militari!

Quindi se hanno fallito, la politica farebbe bene a correre ai ripari riunificando il Servizio aereo anti incendio boschivo sotto un unico Corpo e ripristinando la Forestale.

Ancora. Di soppiatto l’Arma dei Carabinieri, senza avere competenze istituzionali nella lotta attiva agli incendi boschivi, (perche’ trasferite dalla Forestale ai Vigili del fuoco), apre una base Anti Incendio Boschivo in Sicilia con un elicottero NH500D dell’ex Corpo forestale e nel frattempo, pur non avendo secchi per caricare acqua, cerca al suo interno piloti e tecnici per elicotteri AB412 tra chi non ha mai fatto Anti Incendio Boschivo e tra il personale dell’ex Corpo Forestale che non svolge anti incendio boschivo da 3 anni e mezzo.

Forse anche i Carabinieri rientrano nel novero dei militari richiesti dai Vigili del fuoco?
Forse anche loro fanno parte del “fritto misto”?

Infine. Se il manuale addestrativo del Reparto volo del Corpo forestale prevedeva quasi due anni di addestramento per formare un pilota antincendio boschivo, come fanno i piloti militari ad acquisire tali tecniche con un corso della durata inferiore a un mese?
O nel Corpo forestale erano esagerati oppure questa iniziativa dei Vigili del Fuoco sa di grottesco.

A parti inverse è come se un pilota dei Vigili del Fuoco diventasse pilota militare con un corso di tre settimane e mezzo.
Non e’ fattibile!

A tutto questo marasma si aggiunga una gara della Regione Sicilia per il servizio di anti incendio boschivo per l’estate 2020 assegnata a ditte private al costo di quasi 4 milioni di euro (oltre ai soldi della convezione con i Carabinieri per l’impiego del suindicato elicottero dell’ex CFS), quando la Forestale, da sola, garantiva l’impiego operativo di 4 elicotteri AB 412 fissi per tutta l’estate a Palermo, Catania, Trapani e Comiso con il solo costo dei rimborsi spese…

Siamo sicuri che a breve ci saranno gli equipaggi per far volare gli elicotteri anti incendio boschivo?
E se il personale militare viene retribuito con indennità speciali di missione che si sommano alle spese di omologazione dovute all’organizzazione dei corsi, siamo certi che non si configuri un aumento delle spese pubbliche?

Questo è quello che sostengono alcune Organizzazioni Sindacali dei Vigili del fuoco, tant’è che hanno indirizzato le loro note anche alla Corte dei Conti, la quale sarebbe ora che aprisse un fascicolo sull’emorragia di denaro pubblico che la materia dell’Anti Incendio Boschivo drena dalle casse dello Stato.

Una cosa è certa: questo “fritto misto” certifica il fallimento della riforma Madia per aver posto le condizioni illogiche per cui ora un’amministrazione CIVILE e’ costretta a ricorrere ai corpi MILITARI, per cercare di garantire il servizio di anti incendi boschivi, cosa mai successa quando esisteva il Corpo forestale dello Stato.

Federazione Rinascita Forestale Ambientale

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Written by forestalinews

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