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Disatteso l’impegno di De Luca. Sono passati 5 anni ma , niente è cambiato per i Forestali in Campania

La stabilizzazione dei precari, 600 solo in Irpinia, resta una chimera. In più, mancano all’appello 56 milioni per chiudere i l 2019 e l’intera programmazione per il nuovo anno e quelli a venire

Cinquanta milioni di euro ancora da incassare per chiudere il 2019. Un grande punto interrogativo sulla programmazione che va dall’imminente 2020 ai prossimi anni. Stipendi arretrati per la maggior parte dei lavoratori degli enti montani e un percorso appena avviato, che significa un clamoroso nulla di fatto, ormai a 5 anni dall’insediamento della giunta De Luca, sulla promessa di stabilizzare tutti i 1.600 operai precari.

Per la forestazione in Campania si chiude l’ennesimo anno di passione. Proprio mentre dalla Valle Caudina risuona ancora una volta un allarme drammatico sulla necessità di fare molto di più per la messa in sicurezza del territorio, il comparto forestale resta in balìa degli eventi. In Irpinia, gli oltre 1000 addetti sono precari per più della metà (600) e resteranno ancorati ad un’attività lavorativa stagionale, ovvero priva di certezze, ancora per anni. Nonostante uno degli impegni del governatore De Luca, assunto in Irpinia in campagna elettorale, era stato proprio la trasformazione del comparto in un’industria della montagna.

Al contrario, oggi, siamo alle solite. La firma dell’Accordo di programma quadro, che ha liberato i primi 57 milioni dei complessivi 113 necessari per saldare il conto con le annualità 2018 e 2019, ha certamente evitato l’ennesimo Natale amaro per gli operatori. Ma all’appello mancano ancora 56 milioni, che dovrebbero arrivare – il condizionale è d’obbligo, anche perché le comunità montane devono rendicontare e sono indietro – con l’anno nuovo. Ma la prima certezza è che nuovi ritardi saranno accumulati proprio sul 2020, perché qui entra in gioco la prossima programmazione, 2021-2027. E non c’è ancora nulla. Chi potrà chiedere anticipazioni bancarie resterà a galla. Per gli altri sarà dura.

In questo contesto, ovviamente, non mancano i soliti stipendi arretrati. Tre enti montani, «Alta Irpinia», «Partenio Vallo Lauro» e Provincia sono sostanzialmente in regola. «Terminio-Cervialto», «Ufita» e «Irno-Solofrana», invece, scontano le consuete e ormai croniche difficoltà. Il 2019 si chiude dunque con diversi conti in sospeso, e il 2020 è tutto da scrivere. La polveriera della forestazione resta in attesa di una svolta sempre e solo annunciata.

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Written by forestalinews

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