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Draghi firma il nuovo DPCM fino al 6 Aprile. Le regole di zone rosse,arancione e gialla

Italian Prime Minister in charge, Mario Draghi, addresses the media to announce his list of Ministers after a meeting with Italian President, Sergio Mattarella, at the Quirinal Palace in Rome, Italy, 12 February 2021. ANSA/POOL/ALESSANDRO DI MEO

Il Dpcm 2 marzo 2021, il primo di Mario Draghi, è stato firmato ieri dal presidente del Consiglio e il testo è stato pubblicato sul sito del governo. Le norme del decreto ministeriale saranno in vigore dal 6 marzo fino al 6 aprile, includendo quindi la domenica di Pasqua. Nel nuovo Dpcm di Draghi viene ribadita la divisione dell’Italia in zone e cambiano le regole sulle scuole, chiuse in zona rossa mentre in quelle arancioni e gialle si chiuderà quando saranno riscontrati più di 250 contagi ogni 100mila abitanti in una settimane. 

Il nuovo Dpcm 2 marzo 2021 di Draghi: le regole e l’Italia che va verso la zona arancione scuro e rossa 

Il Dpcm, sul quale le Regioni sono state consultate in anticipo, in discussione fino a tre giorni dalla scadenza del precedente il 5 marzo, sarà in vigore dal 6 marzo, sabato prossimo, fino al 6 aprile, il martedì dopo Pasqua. Il governo ha pensato ai congedi parentali per chi non può mandare i figli a scuola in zona rossa e nelle altre aree: nel Decreto sostegno ci saranno risorse retroattive per i congedi parentali (200 milioni di euro), da gennaio in avanti, e anche risorse per la didattica a distanza. Tra le novità anche la cancellazione del divieto di asporto delle bevande dagli esercizi commerciali dopo le ore 18, ma resta quello di consumarle sul posto e, come anticipato nei giorni scorsi alle Regioni, le ordinanze di Speranza del venerdì sulle fasce colorate entreranno in vigore dal lunedì successivo e non più dalla domenica. Inoltre sarà prorogato fino al 6 aprile il divieto di spostamento tra territori, anche gialli (o bianchi, nel caso della Sardegna). Si potrà uscire solo per lavoro, salute e urgenza, con autocertificazione. Si potrà andare nelle seconde case, ma solo se sono in fascia gialla o arancione. Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi. Sempre dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. Il nuovo Dpcm 2 marzo 2021 cambia soltanto in parte le regole già in vigore. Vediamo come: 

  • spostamenti: “Fino al 27 marzo 2021, sull’intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”; vietato anche ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona arancione e rossa salvo che per comprovate esigenze;
  • seconde case: si può andare in zona gialla e arancione; ma può andarci solo il nucleo convivente che deve averne titolo da una data antecedente al 14 gennaio 2021 ma è vietato andare nelle seconde case se si trovano in zona rossa; chi vive in zona rossa non può andare nelle seconde case anche se si trovano in fascia bianca, gialla o arancione;
  • bar e ristoranti: la novità è l’asporto fino alle 22 dalle enoteche o esercizi di commercio al dettaglio di bevande. Rimane vietato il consumo sul posto”. Le attività  sono consentite dalle 5 alle 18 in zona gialla ma al tavolino si può stare al massimo in 4 salvo che siano tutti conviventi; dopo le 18 è consentito l’asporto e la consegna a domicilio fino alle 22 per i ristoranti e fino alle 18 per i bar; in zona arancione e rossa i bar e i ristoranti sono chiusi;
  • negozi e centri commerciali: sono aperti in zona gialla e arancione; nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie”. Nella zona rossa chiusi i negozi di abbigliamento, di calzature e le gioiellerie, i mercati, salvo la vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, parrucchieri, barbieri e centri estetici;
  • la deroga per parenti e amici è cambiata e adesso è declinata per zone. In zona gialla si può andare dalle 5 alle 22 a casa di amici e parenti una sola volta al giorno, nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, portando con sé minori di 14 anni, persone disabili o non autosufficienti conviventi, all’interno della regione di residenza. In zona arancione si può andare ma rimanendo nel comune di residenza; in zona rossa le visite sono vietate.

Altre novità riguardano cinema, teatri, mostre e musei: a partire dal 27 marzo gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, liveclub e in altri locali o spazi anche all’aperto “sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi”. “La capienza consentita non può essere superiore al 25 per cento di quella massima autorizzata e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 400 per spettacoli all’aperto e a 200 per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”.

“Dal 27 marzo 2021, il sabato e i giorni festivi, nei musei e negli altri luoghi il servizio è assicurato a condizione che l’ingresso sia stato prenotato on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo”. Per quanto riguarda l’attività motoria, rimangono “sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali” mentre è consentita “l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati», ma «nel rispetto delle norme di distanziamento interpersonale e senza alcun assembramento”. In zona arancione è consentita l’attività motoria e sportiva. In zona rossa le attività “anche se svolte nei centri sportivi all’aperto, sono sospese”. È consentito “svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione con obbligo di mascherina e attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale”. Infine, i viaggi: chi torna dall’estero deve sottoporsi al test molecolare o antigenico. La quarantena per chi torna da  Stati Uniti, Austria, Brasile, Regno Unito e Irlanda è obbligatoria. A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori.

Il testo del Dpcm 2 marzo 2021 in pdf

Il nuovo Dpcm 2 marzo 2021 e le regioni che vanno verso la zona arancione scuro e rossa

Nelle zone bianche si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore. Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi). Si istituisce un “tavolo permanente” presso il ministero della Salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, per monitorare gli effetti dell’allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori. È istituito un tavolo di confronto presso il Ministero della salute, con componenti in rappresentanza dell’Istituto superiore di sanità, delle regioni e delle province autonome, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.

Il nuovo Dpcm contiene una stretta a partire dalla chiusura delle scuole nelle aree rosse e arancioni e anche in quelle gialle in cui sarà superata per una settimana la soglia dei 250 infetti ogni 100 mila abitanti. Intanto presidenti di regione e sindaci mettono in campo misure restrittive, anticipando le decisioni che saranno prese durante la cabina di regia di venerdì quando dopo il report #42 dell’Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute molte regioni potrebbero finire in zona arancione e rossa. Da giovedì 4 marzo l’intera area metropolitana di Bologna sarà zona rossa fino a domenica 21 marzo. Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha firmato un’ordinanza che istituisce la zona arancione scuro per tutti i comuni dell’Ausl Romagna, esclusi quelli del distretto di Forlì, e quindi quelli delle province di Rimini, Ravenna e del Cesenate. Un atto analogo a quelli già adottati per l’Imolese e la Città metropolitana di Bologna. 

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha firmato intanto tre ordinanze – in vigore dal 3 marzo fino al 10 marzo – per introdurre ulteriori restrizioni con la zona “arancione rafforzato” che prevede la chiusura di tutte le scuole, tranne gli asili nido. Il provvedimento riguarda la provincia di Como, diversi comuni della provincia di Mantova, della provincia di Cremona (incluso il capoluogo), di quella di Pavia e dieci comuni della Città Metropolitana di Milano. Resta in questa fascia anche la provincia di Brescia (oggi 844 casi), già interessata dal provvedimento. Nelle Marche la provincia di Ancona va in zona rossa fino a venerdì, come ha deciso il governatore della Regione Francesco Acquaroli. In Sardegna ci sono focolai in tre comuni del sassarese, finiti in zona rossa: Bono, la Maddalena e San Teodoro. In Campania 27 comuni del Casertano rischiano la zona rossa. In fascia arancione sono già finiti Lusciano e Francolise. E ancora: l’Alto Adige, formalmente arancione, ha misure più restrittive. Il Piemonte ha istituito la zona rossa per otto comuni, la maggior parte nella Valle Vigezzo, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Restrizioni valide fino al 5 marzo. In Toscana in zona rossa sono finte le province di Pistoia e Siena. I provvedimenti restrittivi varati dal presidente della Toscana Eugenio Giani saranno in vigore fino a domenica 7 marzo. Nel Lazio tutta la provincia di Frosinone è in zona arancione. Sono due i comuni in zona rossa in Sicilia. In Abruzzo c’è la zona rossa in provincia di Pescara mentre nella Liguria gialla resta la zona arancione rinforzata per le zone della regione confinanti con la Francia.

Il Dpcm di Draghi e quelli di Conte: il confronto

Il problema riguarda soprattutto la scuola: Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo «Mauro Picone» del Cnr ieri ha detto: “Ci sono numerosi studi relativi a decine e decine di Paesi che dimostrano che il passaggio dalla didattica a distanza a quella in presenza fa crescere l’indice Rt del 25%, mentre il passaggio inverso lo fa abbassare nella stessa misura”. Anche se secondo Sebastiani “il problema non è la scuola in sé, che è sicura, quanto il complesso delle attività connesse, come i trasporti e la stessa socialità”.

Per quanto riguarda il piano vaccinale, l’obiettivo è arrivare a 400 mila somministrazioni al giorno tra aprile e giugno, quando le forniture dovrebbero aumentare anche con Johnson & Johnson. Il Fatto Quotidiano mette a confronto il Dpcm di Draghi con quelli di Conte: stessi colori, stessi paragrafi, stesse formulazioni, stesse parole, contenuti quasi identici. 

L’ultimo Dpcm contiano del 14 gennaio 2021 era di 29 pagine suddivise in 14 articoli più 25 allegati. Il primo Dpcm del governo dei migliori è di 38 pagine, però divise in 57 articoli molto più snelli, con meno commi, suddivisi a loro volta in 7 capi riassuntivi. Per adesso la rivoluzione draghiana è una riorganizzazione degli spazi all ’interno di un documento in pdf.

C’è però una differenza: nel decreto di Draghi il vecchio articolo 12 è spostato all’articolo 3; il vecchio articolo 5 è diviso a metà tra l’articolo 5 e l’articolo 6; il vecchio, lunghissimo articolo 1 è diluito nei nuovi articoli 1, 2, 7, 8, 9, 10, 11. Ieri intanto per la prima volta dal 6 gennaio sono stati superati i 200 ingressi in terapia intensiva, arrivati 220: i malati gravi aumentano da due settimane. La sola variante inglese, con una maggiore trasmissibilità del 35-40%, è ormai “prevalente”, cioè al 54% dei contagi del 18 febbraio analizzati dall’Iss (è al 64% in Lombardia). La Stampa invece fa sapere che è previsto sia il passaggio al lavoro agile per genitori di ragazzi sotto i 16 anni malati di Covid per il periodo della «Dad» o della quarantena del figlio, sia la riproposizione del congedo (pagato al 50%) per i genitori con figli minori di 14 anni. 

Il Dpcm 2 marzo 2021: quali scuole verranno chiuse in mezza Italia

Quanti studenti rimarranno a fare didattica a distanza da lunedì 8 marzo con il nuovo Dpcm? Secondo una proiezione della rivista specializzata Tuttoscuola potrebbero essere oltre 6 milioni se i governatori regionali disporranno la sospensione delle attività in presenza dove vi siano più di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. Il numero sarebbe quindi raddoppiato rispetto agli oltre 3 milioni di alunni che dallo scorso primo marzo risultano in DaD. Repubblica spiega oggi che per effetto delle nuove regole gli studenti di mezza Italia che stanno frequentando tra venerdì e lunedì dovrà ricominciare con la didattica a distanza. Le nuove restrizioni del dpcm 2 marzo aggiungeranno alle sei regioni più una provincia autonoma già in Dad (sono 25 province in tutto, quasi tutte con lezioni a distanza dalle elementari alle superiori) altre 18 province che già superano almeno uno dei tre nuovi parametri del Dpcm: hanno più di 250 contagi sul territorio ogni 100.000 abitanti da almeno una settimana oppure negli ultimi sette giorni hanno osservato esplodere i casi; oppure, con provvedimenti restrittivi già presi, scoprono in casa una delle varianti. Tra queste: la provincia di Imperia, quella di Verbano-Cusio-Ossola, Brescia, Como, Mantova e Monza, Trento e Udine, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, proseguendo con Pistoia e Siena, Frosinone, Bolzano, Chieti e Pescara, Ancona e Macerata, Salerno e Bari. In totale 43 province italiane su 107 (più alcune centinaia di comuni autonomamente) da sabato terranno alunni e studenti a distanza.

Secondo le stime YouTrend citate oggi dal Corriere della Sera sono invece al momento 24 le Province in cui si supera la soglia settimanale di contagi che richiede la chiusura: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Chieti, Como, Forlì, Frosinone, Imperia, Macerata, Mantova, Modena, Monza e Brianza, Pescara, Pistoia, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Siena, Trento, Udine, Verbano-Cusio-Ossola. A queste Province vanno poi aggiunte le Regioni di Basilicata e Molise, che come detto sono in zona rossa e quindi vedranno la chiusura automatica delle scuole a prescindere dalla soglia di contagi. Ci sono poi altre 20 Province che hanno tra i 200 e i 250 casi ogni 100.000 abitanti e sono quindi molto vicine al rischio chiusura: Arezzo, Ascoli Piceno, Caserta, Cremona, Cuneo, Ferrara, Gorizia, Lecco, Lucca, Massa-Carrara, Milano, Napoli, Parma, Pavia, Perugia, Prato, Taranto, Torino, Varese, Vercelli.

“L’innovazione più rilevante di questo Dpcm nel merito riguarda le scuole. La variante inglese in modo particolare, che lo ribadisco in questo momento è prevalente, ha una particolare capacità, purtroppo, di penetrazione nelle fasce generazionali più giovani”, ha detto ieri il ministro Speranza durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Questo ci ha portato, dopo aver ricevuto un parere da parte del Comitato tecnico scientifico, a determinare una scelta, cioe’ che in area rossa le scuole di ogni ordine grado saranno con didattica a distanza”. All’incontro hanno partecipato anche il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini, il presidente dell’Istituto superiore di Sanità e membro del Comitato tecnico scientifico (Cts), Silvio Brusaferro, e il presidente del Consiglio superiore di Sanità e membro del Cts, Franco Locatelli. “La stessa didattica distanza – ha spiegato Speranza – avverrà nei territori dove il tasso di incidenza su 100mila abitanti in sette giorni sara’ pari o superiore a 250. Abbiamo scelto quindi una caratterizzazione ancora una volta legata ad un modello scientifico, che ci consente anche su questo ambito delle scuole di provare a mettere sotto controllo la curva del contagio”. Intanto anche parrucchieri, barbieri e centri estetici tornano a chiudere in zona rossa, come era previsto nei primi Dpcm. Restano invece aperti in tutte le altre fasce di colore.

Il testo del Dpcm 2 marzo 2021 in pdf

Queste le misure del testo del Dpcm 2 marzo 2021 relative alla zone bianca, gialla, arancione e rossa:

Art. 7 (Zona bianca)


1. Con ordinanza del Ministro della salute, adottata ai sensi dell’articolo 1, comma 16-bis, del decretolegge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, sono individuate le regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso, ove nel relativo territorio si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, nelle quali cessano di applicarsi le misure di cui al Capo III relative alla sospensione o al divieto di esercizio delle attività ivi disciplinate. A tali attività si applicano comunque le misure anti contagio previste dal presente decreto, nonché dai protocolli e dalle linee guida allo stesso allegati concernenti il settore di riferimento o, in difetto, settori analoghi. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, e la partecipazione di pubblico agli eventi e alle competizioni sportive.
2. Presso il Ministero della salute è istituito un Tavolo tecnico permanente, composto da un rappresentante del Comitato tecnico-scientifico, da un rappresentante dell’Istituto superiore di sanità e da un rappresentante delle Regioni e Province autonome interessate, cui è affidato il compito di verificare, attraverso il monitoraggio degli effetti dell’allentamento delle misure anti contagio nei territori di cui al comma 1 , il permanere delle condizioni di cui al comma 1 e la necessità di adottare eventuali misure intermedie e transitorie.

Art. 8 (Zona gialla)

1. Nella Zona gialla di cui all’articolo 1, comma 16-septies, lettera d), del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, come modificato dal decreto-legge 23 febbraio 2021, n. 15, si applicano le misure del presente decreto, ad eccezione di quelle di cui ai Capi IV e V. Art. 9 (Misure relative agli spostamenti in Zona gialla) 1. Dalle ore 22:00 alle ore 5:00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

2. Ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 23 febbraio 2021, n. 15, fino al 27 marzo 2021, in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni quattordici sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Art. 33 (Zona arancione)

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, con ordinanza del Ministro della salute, adottata ai sensi dell’articolo 1, commi 16-quater e 16-quinques, del decretolegge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, sono individuate le regioni nel cui territorio si manifesti un’incidenza settimanale dei contagi superiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti e che si collocano in uno scenario di tipo 2 e con un livello di rischio almeno moderato, ovvero che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio alto, secondo quanto stabilito dal documento di «Prevenzione e risposta a COVID-19; evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno invernale», condiviso dalla Conferenza delle regioni e Province autonome di Trento e Bolzano l’8 ottobre 2020 (allegato 25).

2. Con ordinanza del Ministro della salute adottata ai sensi dell’articolo 1, comma 16-bis, quinto periodo, del citato decreto-legge n. 33 del 2020, d’intesa con il Presidente della regione interessata, in ragione dell’andamento del rischio epidemiologico certificato dalla Cabina di regia di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, può essere in ogni momento prevista, in relazione a specifiche parti del territorio regionale, l’esenzione dell’applicazione delle misure di cui agli articoli 35, 36 e 37.

3. Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale, secondo il procedimento di cui all’articolo 1, comma 16-bis, del decreto-legge n. 33 del 2020, verifica il permanere dei presupposti di cui ai commi 1 e 2 e provvede all’aggiornamento dell’ordinanza di cui al comma 1, fermo restando che la permanenza per quattordici giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova classificazione. Le ordinanze di cui ai commi 1 e 2 sono efficaci per un periodo minimo di quindici giorni, salvo che dai risultati del monitoraggio risulti necessaria l’adozione di misure più rigorose, e vengono comunque meno allo scadere del termine di efficacia del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sulla cui base sono adottate, salva la possibilità di reiterazione. Conformemente a quanto previsto dall’articolo 1, comma 16-ter, del decreto-legge n. 33 del 2020, l’accertamento della permanenza per quattordici giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive, effettuato ai sensi dell’articolo 1, comma 16-bis, del decreto-legge n. 33 del 2020, come verificato dalla Cabina di regia, comporta l’applicazione, per un ulteriore periodo di quattordici giorni, delle misure relative allo scenario immediatamente inferiore, salvo che la Cabina di regia ritenga congruo un periodo inferiore.

Art. 34 (Disposizioni applicabili in zona arancione)

1. A far data dal primo giorno non festivo successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle ordinanze di cui all’articolo 33, comma 1, nelle zone arancioni si applicano, oltre alle misure previste per l’intero territorio nazionale, le misure di cui al Capo III, ove non siano previste misure più rigorose ai sensi del presente Capo.

Art. 35 (Misure relative agli spostamenti in zona arancione)

1. È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona arancione salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Il transito sui territori in zona arancione è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del presente decreto.

2. È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune.

3. Ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del decreto-legge 23 febbraio 2021, n. 15, fino al 27 marzo 2021, in ambito comunale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni quattordici sui quali tali persone esercitino la responsabilità genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi.

4. Sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a cinquemila abitanti e per una distanza non superiore a trenta chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Art. 38 (Zona rossa)

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, con ordinanza del Ministro della salute, adottata ai sensi dell’articolo 1, comma 16-quater, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, sono individuate le regioni nel cui territorio si manifesti un’incidenza settimanale dei contagi superiore a cinquanta casi ogni centomila abitanti e che si collocano in uno scenario almeno di tipo 3 e con un livello di rischio almeno moderato, secondo quanto stabilito dal documento di «Prevenzione e risposta a COVID-19; evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno invernale», condiviso dalla Conferenza delle regioni e Province autonome di Trento e Bolzano l’8 ottobre 2020 (allegato 25).

2. Con ordinanza del Ministro della salute adottata ai sensi dell’articolo 1, comma 16-bis, quinto periodo, del citato decreto-legge n. 33 del 2020, d’intesa con il Presidente della regione interessata, in ragione dell’andamento del rischio epidemiologico certificato dalla Cabina di regia di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020, può essere in ogni momento prevista, in relazione a specifiche parti del territorio regionale, l’esenzione dell’applicazione delle misure di cui agli articoli da 40 a 48.

3. Il Ministro della salute, con frequenza almeno settimanale, secondo il procedimento di cui all’articolo 1, comma 16-bis, del decreto-legge n. 33 del 2020, verifica il permanere dei presupposti di cui ai commi 1 e 2 e provvede all’aggiornamento dell’ordinanza di cui al comma 1, fermo restando che la permanenza per quattordici giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive comporta la nuova classificazione. Le ordinanze di cui ai commi 1 e 2 sono efficaci per un periodo minimo di quindici giorni, salvo che dai risultati del monitoraggio risulti necessaria l’adozione di misure più rigorose, e vengono comunque meno allo scadere del termine di efficacia del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sulla cui base sono adottate, salva la possibilità di reiterazione. Conformemente a quanto previsto dall’articolo 1, comma 16-ter, del decreto-legge n. 33 del 2020, l’accertamento della permanenza per quattordici giorni in un livello di rischio o scenario inferiore a quello che ha determinato le misure restrittive, effettuato ai sensi dell’articolo 1, comma 16-bis, del decreto-legge n. 33 del 2020, come verificato dalla Cabina di regia, comporta l’applicazione, per un ulteriore periodo di quattordici giorni, delle misure relative allo scenario immediatamente inferiore, salvo che la Cabina di regia ritenga congruo un periodo inferiore.

Art. 39 (Disposizioni applicabili in zona rossa)

1. A far data dal primo giorno non festivo successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle ordinanze di cui all’articolo 38, comma 1, nelle zone rosse si applicano, oltre alle misure previste sull’intero territorio nazionale, le misure di cui al Capo III ove non siano previste misure più rigorose ai sensi del presente Capo. Art. 40 (Misure relative agli spostamenti in zona rossa) 1. È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori in zona rossa nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. 2. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. 3. Il transito sui territori in zona rossa è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del presente decreto.

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