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Emergenza rifiuti. Mezza Sicilia deve tenere l’organico in casa

Già oggi 11mila abitanti del comune di Santa Flavia dovranno tenersi i sacchetti con l’organico a casa: il sindaco ha sospeso la raccolta porta a porta ” a causa dell’improvvisa chiusura dell’impianto ” . A Carini, che con fatica ha raggiunto il 56 per cento di differenziata, l’umido è gettato fra i rifiuti indifferenziati da più di un mese. A Bagheria e Misilmeri più di 70 tonnellate sono rimaste chiuse dentro cassoni ermetici nei centri di raccolta. Dal 5 novembre la Raco di Catania, colosso privato del compostaggio, ha chiuso i battenti per manutenzione e non riaprirà fino a giovedì. Ma anche in altre province i sacchetti con l’organico sono già in bella mostra per strada o in ostaggio nelle stazioni di transito: a Siracusa lo stop va avanti da una settimana e in periferia fioriscono discariche a cielo aperto, nel Trapanese si procede a singhiozzo e ad Alcamo l’umido finisce in discarica.

Mentre all’Ars va in scena lo spettacolo della riforma dei rifiuti impallinata dal fuoco incrociato di opposizione e franchi tiratori della maggioranza, nei territori si allunga l’ombra di una nuova crisi. Perché nell’Isola dell’emergenza perenne, basta la chiusura di un impianto o il rifiuto di una ditta per far saltare tutto l’ingranaggio. “Siamo in pieno caos – è l’allarme di Filippo Tripoli, sindaco di Bagheria – stiamo aumentando la differenziata ma i centri per il conferimento dell’umido sono insufficienti. Ci attendiamo risposte dalla Regione e stiamo organizzando una manifestazione davanti a Palazzo d’Orleans “.

Con lui i primi cittadini del Palermitano: “Siamo allo stremo – conferma Rosalia Stadarelli, sindaca di Misilmeri – abbiamo dato mandato ai presidenti delle srr Palermo ovest e Palermo area metropolitana ( società consortili che si occupano di controllo della raccolta n. d. r.) di trovare operatori economici per spedire i rifiuti fuori dalla Sicilia”. Una soluzione che farebbe lievitare i costi già esosi. “Quando abbiamo cominciato – spiega Giovì Monteleone, sindaco di Carini – conferire l’umido costava circa 45 euro a tonnellata, oggi 140 euro, più il trasporto. Portarlo oltre lo Stretto costerebbe oltre 200 euro a tonnellata. Ciò significa aumentare la Tari. Una beffa per i cittadini ” . A Carini il Comune applica uno sconto del 10 per cento sulla tassa per chi si dota di compostiera domestica, ma da mesi il porta a porta è sospeso.

Lo stesso accade ad Alcamo, nel comune guidato dal sindaco Cinquestelle Domenico Surdi, passato dal 70 al 30 per cento di differenziata in pochi mesi: ” Conferiamo l’organico insieme all’indifferenziato, accollandoci le multe imposte dalle discariche. Non possiamo permetterci – dice Surdi – che finisca per le strade”. A Marsala, 85 mila abitanti, la raccolta è sospesa in periferia, ma non al centro storico: ” Non si può chiedere ai cittadini di tenere l’umido dentro casa per una settimana – tuona il sindaco Alberto Di Girolamo – anche noi stiamo cercando operatori per portarlo fuori dalla Sicilia”. Il primo cittadino di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione, parla di rischio igienico- sanitario e punta il dito contro il governo regionale: ” Da un lato ci impone di raggiungere la percentuale di almeno il 65 per cento di differenziata, minacciando diffide. Dall’altro non ci dà la possibilità di garantire un servizio efficace ed efficiente”.

Ieri gli uffici dell’assessorato guidato da Albero Pierobon si sono messi in moto per trovare soluzioni con i gestori degli impianti di compostaggio. Oltre alla Raco, da un mese anche l’impianto di trattamento di Bellolampo non accetta più l’umido di altri comuni, a parte il capoluogo, e da giorni la Ecox di Termini Imerese ha diminuito l’attività per problemi tecnici, mentre Sicilfert di Marsala è chiusa da un anno.

L’assessorato punta soprattutto sull’apertura del polo tecnologico pubblico di Castelvetrano, pronto da marzo e mai partito, ma se ne parlerà non prima di fine anno. Il sindaco di Siracusa Francesco Italia, presidente della Srr provinciale, lancia l’allarme: ” C’è una forte discrasia fra quantità che produciamo e quantità che riusciamo a conferire. Da una settimana a Siracusa abbiamo sospeso il porta a porta dell’umido. E a breve anche la ditta Sicilia compost rischia di chiudere”.

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Written by forestalinews

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