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Forestali. Quando si pensa che qualcosa possa cambiare, e alla fine non cambia niente

Periodo di mobilitazione e periodo di speranza per tanti lavoratori del settore forestale, che attendono un cambiamento futuribile e migliorativo per il sistema e per se stessi. Sistema comunque che “cozza” col presente, e dove si mette in conto che, l’attualità è molto diversa dalle aspettative e focalizzando il tutto in ottica generale. Lavoratori che chiedono tanto, avendo ricevuto poco in tanti anni di lavoro Forestale, e che si trovano a contrastare con le stesse vicissitudini che li accompagnano da più di trent’anni.

Oggi si chiede un qualcosa di serio e impegnativo dal governo regionale, un aumento di giornate dovute, dopo tanti anni di inutili aspettative, “non un contentino” discriminatorio tra gli stessi operai che saranno da contorno ancor di più a problematiche all’interno della categoria. Un governo regionale che rimane sordo a tutto, annoverando l’evidenza che, chi gestisce il sistema è uguale a quello che ha lasciato il comando per varie ragioni, dunque punto e a capo. Solita manfrina e lamentele che accompagnano un settore che così facendo, si assopiranno ancor di più e rimarrà sempre la spina nel fianco di un governo che si è addentrato in un sistema che non vuole cambiare. Rimane viva la voglia dei lavoratori di cambiare e seppur si tenti di incitare il sistema, tutti virano nello stesso punto, cioè quello di lasciare tutto così com’è.

Le ragioni sono tante, dai sindacati che seppur facciano la faccina dolce, sono in comune accordo con il sistema regionale, con i fatti che si possono contare sul palmo di una mano. Inutile nascondersi e continuare a prendersi in giro, le considerazioni sono ridotte al lumicino e le polemiche sociali evidenziano che la considerazione nei loro confronti è pari a zero. Aspetto inqualificabile proprio perché ognuno agisce di facciata e non di concretezza con ripercussioni sull’intero sistema formato dai soli operai che dalle loro spalle portano il peso di tutto ciò che non quadra.

Le coincidenze pandemiche non hanno aiutato i lavoratori che potevano dire la loro in piazza e chi si è presentato in piazza, non ha portato a casa il risultato aspettato. Dunque niente di nuovo e solo fumo negli occhi per rimescolare un sistema che per qualcuno và bene già cosi. Non volendo essere pessimista e non volendo scoraggiare nessuno si devono fare i conti con la realtà dei fatti, e già si può affermare che appena si inizia a lavorare tutti si dimenticano di ciò che si era detto qualche mese addietro e/o di scendere in piazza e fare la rivoluzione.

Conti in mano si hanno gli stessi tempi per gli avviamenti e stesse situazioni di anno in anno, stessi problemi di fondi e …….stessi sogni rimasti nel cassetto.

Scusate se ho detto la (mia) verità, Antonio David

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Written by forestalinews

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