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Forestali Sicilia. Le forti preoccupazione dei confederali sull’attuale situazione e prossimo futuro lavorativo

Cari amici e compagni,
come ben sapete negli ultimi giorni si stanno succedendo una serie di dichiarazioni, articoli e video sulla riforma forestale, ma nessun documento scritto, nessun atto formale che possa essere un punto di partenza per una valutazione più fondata e seria di quella che sarà la proposta che il Governo presenterà all’Aula.
L’ABC del buon sindacalista sarebbe quello di infondere ottimismo sulla risoluzione della vertenza ed evidenziare gli aspetti positivi, ma noi oggi come segreterie di Palermo non ci sentiamo di farlo.
Siamo fortemente preoccupati e ne abbiamo tutte le ragioni perché nella nostra
provincia i numeri dei forestali OTD sono ancora molto importanti, ben 5.071 sui
17.321 complessivi, il 29,28% di tutti i lavoratori in Sicilia e sentiamo sulle nostre
spalle il peso e la responsabilità del futuro di questi lavoratori.
Oggi le promesse sono a 100 e quindi se queste non si dovessero realizzare la
delusione sarà a 1.000 ma forse anche a 1.000.000.
Lo scenario che stiamo vivendo sembra la brutta copia del famigerato personaggio
satirico Cetto La Qualunque, interpretato da Antonio Albanese, che rappresenta la
caricatura del politico mestierante pronto a promettere di tutto – il famoso “Cchiù
pilu pi tutti” – pur di accaparrarsi il voto dei più disperati.
Perché quello che più ci preoccupa non sono la corretta interpretazione della difficile realtà in cui versa la Sicilia bensì il luccicare dell’oro che potrebbe nascondere la classica fregatura.
Si perché della riforma che il Governo esiterà sulla proposta dell’Assessore
all’Agricoltura o dall’Assessore al Territorio ancora nulla di scritto si è visto e nessuno è così ingenuo o stupido da credere che si possa fare una riforma di rilancio del settore, che preveda una sostanziale stabilizzazione di tutti i lavoratori, con le attuali risorse, per altro oggetto di continui tagli, e perfino ottenendo anche una economia.

Quindi metteremo in fila le cose certe che abbiamo sentito, visto e letto:
• blocco del turnover;
• il T.I. congelato e ad esaurimento;
• progressione non definita per legge ma quasi sicuramente per step (scaglioni);
• ipotesi di assunzioni a carattere stagionale (tutta da capire);
• ottenimento di una sostanziale economia dei fondi regionali (spesa corrente)
già messa in atto dal corrente anno.
Il primo e il terzo punto sono collegati perché se le ipotizzate progressioni fossero
per legge non avremmo il blocco del turnover, bensì la modifica dei contingenti di
garanzia occupazionale, che se dovessimo credere al canto delle sirene (esseri
mitologici che si cibavano dei marinai, che ammaliati dal loro canto, si gettavano in mare) sarebbe in un unico contingente di garanzia occupazionale a 151/181 gg..
E qui, se facciamo un po’ di conti, casca l’asino:
il dato delle graduatorie uscite nel mese scorso e già sopra riportato dice che i
forestali siciliani a T.D. sono 17.321 e che oggi assorbono (in via teorica) 1.939.375
gg., portarli tutti insieme a 181 gg. significa impiegare 3.135.101 gg. lavorative, con
un incremento di 1.195.726 gg.. Ora come si possa raggiungere questo risultato
producendo, di contro, una economia, secondo noi, è tutto da dimostrare e quindi
non è oro tutto quello che luccica.
In merito all’ipotesi di progressioni per step abbiamo tutti ancora ben presente cosa è successo con la legge 14 del 2006, ancora aspettiamo le promesse altre trance di incremento dei contingenti e anche le attuali ipotesi (da non scartare a priori perché rappresenterebbero comunque un miglioramento della condizione di tanti lavoratori), di incrementi spalmati su tutti, ci lasciano non poche perplessità se gli stessi non saranno previsti, regolamentati e fissati per legge. E qui uno dei tanti dubbi! è possibile dare delle garanzie per legge basandosi esclusivamente su fondi extraregionali? Ma questo sarebbe un problema della politica in cui non vogliamo mettere becco.
Sulle ipotizzate 181gg., vogliamo fare una doverosa evidenziazione, ci è sembrato di capire/percepire dalle dichiarazioni dell’Assessore che sembrerebbe parlare di un nuovo contingente a T.I., non a tempo pieno come l’attuale, per capirci a 312 gg.
previdenziali, ma con il limite bloccato a 181 gg. lavorative. Su questo aspetto
abbiamo iniziato degli approfondimenti. In questo caso ai lavoratori T.I. che
svolgerebbero 181 gg. annue non spetterebbe l’indennità di disoccupazione, quindi tutti i lavoratori, ma soprattutto gli attuali 101isti e 151isti, ne uscirebbero
fortemente penalizzati sotto tutti i punti di vista, economico, previdenziale,
assistenziale e anche lavorativo, dovendo rimanere a disposizione per tutti i 12 mesi dell’anno tranne il rateo di ferie spettante. Senza dimenticare la decurtazione dal salario giornaliero del 3° elemento pari al 31,36% della paga, che non spetta nel caso di assunzione a Tempo Indeterminato.

Per essere brevi, come Segreterie ci siamo dati un impegno, cioè non accettare nulla come scontato, a partire dalle assunzioni per l’antincendio sia da parte del Comando (attivo) sia da parte del Dipartimento Sviluppo Rurale (passivo), perché la nuova gestione dei fondi, così come messi in campo dalla Regione, con l’impiego principale di risorse extra regionali, metterà a dura prova uffici già allo stremo e in alcuni casi gestiti in maniera alquanto discutibile. Solo ad esempio i disastri, per essere gentili, sulle paghe sono di dominio pubblico e quindi ci preoccupano i tempi di impiego dei lavoratori, la conseguente realizzazione dei lavori ma anche il rispetto dei tempi di liquidazione delle paghe.
Ma chiediamo anche agli amici di vecchie battaglie, oggi probabilmente stanchi e
disillusi o appagati dalle 151 gg. di andarsi a rileggere il superiore passaggio
sull’ipotesi di assunzione a T.I. per sole 181 giornate e di prepararsi, appena le
segreterie regionali ce lo chiederanno, a scendere in piazza, in una grande
mobilitazione che abbiamo l’ardire già di chiamare “dell’Orgoglio Forestale” dove riversare tutte le nostre aspettative a partire dal rispetto del contratto, che significa rispetto della paga, che significa anche rispetto dei diritti dei lavoratori, oggi effettivamente calpestati.
Per quello che sarà possibile è intenzione di queste segreterie organizzare degli
incontri sul territorio per spiegare ulteriormente i nostri punti di vista e la nostra
visione del mondo forestale che è sempre quella della proposta unitaria di FAI, FLAI e UILA, che vede un impegno totale su un futuro ancora produttivo del comparto a difesa dei boschi, dell’ambiente e del territorio, il supporto ai Comuni che tante difficoltà in questo campo hanno ed è in cambio di tale apporto che i lavoratori e le nostre sigle chiedono il riconoscimento di certezza di doveri e diritti e una vera e dovuta stabilizzazione per dare finalmente dignità e prospettiva a tante madri e padri di famiglia ma anche perché crediamo che la forestale possa ancora rappresentare un’occasione di lavoro dignitoso anche per le future generazioni nella nostra terra.


f.to le Segreterie

FAI-CISL FLAI-CGIL UILA-UIL

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Written by forestalinews

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