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Franco Arena: “Futuro nebuloso per i Forestali siciliani”

In tutti i lavoratori forestali dei comuni Iblei da Buccheri a Sortino ,a Ferla a Cassaro a Buscemi a Palazzolo c’è molta preoccupazione per i tagli previsti per il 2021 nel settore della Forestale nonostante il neo assessore regionale all’agricoltura Toni Scilla abbia dato assicurazioni di rivedere la deliberazione numero 3 del 12 gennaio 2021, schema di accordo tra stato e Regione Siciliana per il ripiano decennale del disavanzo- apprezzamento.

Infatti la giunta regionale si impegna a realizzare per gli anni dal 2021 al 2029 riduzione strutturali degli impegni di spesa corrente con il taglio del 40% dei Lavoratori agricoli forestali. Cosa significherebbe se la delibera venisse messa in pratica. Per Franco Arena segretario regionale dell’ UGL Agricoli e Forestali Sicilia, la risposta è semplice: – “Potrebbero essere tagli alle giornate lavorative dei forestali a prescindere dai contingenti, causa mancanza di fondi non indifferenti” – Una vera e propria doccia fredda per I forestali che, arriva in piena pandemia è in piena crisi economica. Considerato tutto ciò, ormai la riforma del settore forestale e improcrastinabile.

Il governatore Nello Musumeci si è detto sempre pronto a discutere con le organizzazioni sindacali questa riforma, con la quale si direbbe addio per sempre, a quell’assistenzialismo come fino ad ora è stato visto il lavoratore forestale in Sicilia e che, ha portato a diverse critiche definendo questi lavoratori “mangiasoldi”. “Vi assicuro – aveva detto Musumeci lo scorso anno – che il governo si occuperà finalmente della riforma dei forestali” Ma oggi la riforma forestale è rimasta solo sulla carta, il sistema forestazione dovrebbe essere invece al centro d’interessi di tutela dell’ambiente, la salvaguardia del territorio e del paesaggio, la lotta al dissesto idrogeologico. Inoltre il lavoro dei forestali nei comuni Iblei ha un grande valore sociale e contribuisce ad evitare lo spopolamento soprattutto delle aree interne come sta già venendo purtroppo nell’area montana del siracusano.

Purtroppo i tagli prospettati dalla Regione Siciliana sembra non tenere conto di questo importante compito del lavoro forestale. Chiaramente il comparto forestale e strategico per il futuro è la salvaguardia dei Boschi ma occorre trovare la giusta soluzione per evitare che i forestali continuano ad essere dei precari. Una delle ipotesi della riforma considera la posizione dei Lavoratori forestali che hanno un’età media attorno ai 55 anni, quindi si potrebbe dare vita a una serie programmazione di fuori uscita dal mondo del lavoro con il prepensionamento di circa il 35% dei forestali interessati. Con il restante 65% si attuerà un programma di stabilizzazione attraverso la loro assunzione a tempo indeterminato e a tempo pieno, utilizzando l’economia di cassa ottenuta con il prepensionamento è un contratto di fuoriuscita dal precariato con l’INPS, con il versamento nelle casse del regione di parte del fondo dedicato alla cassa integrazione utilizzata attualmente dai forestali per regali e part-time.

Si considera che dei 35 mila lavoratori forestali del 2005 il comparto si è ridotta circa 20.000 unità, quindi si è quasi dimezzato con una riduzione della spesa di circa 650 milioni di euro. È ovvio che una riforma della Forestale dovrebbe essere molto più abbordabile. Oltre alle organizzazioni sindacali le Amministrazioni comunali pertanto, dovrebbero sostenere la piattaforma rivendicativa dei forestali presso la presidenza della regione è l’assemblea regionale siciliana nel contempo la riforma del settore forestale in Sicilia. Si auspica che si possa avere una riforma innovativa sia sul piano della salvaguardia del territorio e del dissesto idrogeologico e produttivo. Ma, il segretario Franco Arena chiede alla Regione Siciliana che, se si vuole aprire una nuova fase nella forestale si devono avere le idee chiare su cosa si vuole fare…

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Written by forestalinews

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