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Governo Regionale Siciliano con le spalle al muro sulla questione dei Forestali

Una situazione che vive e vegeta ancora ad oggi ma, con una differenza sostanziale che sta mettendosi in evidenza agli organi di stampa e non solo. Parliamo delle vertenza dei lavoratori forestali che da oltre 30 anni vivono nel limbo del precariato e, ad oggi sembra che qualcosa possa cambiare. Il merito è dovuto a chi ha smosso le acque e cioè allo Studio Legale Fasano di Palermo che avendo preso carico il problema da parte dei forestali hanno sollecitato il problema alla Corte Europea.

Questa condanna da sempre l’uso esagerato e ripetitivo del rinnovo dei contratti a termini e quale migliore situazione di un settore che vive solo di precariato ? Promesse e prese in giro da parte del Governo Regionale che da sempre promette una stabilizzazione dei lavoratori a Tempo Determinato e che, rinnova puntualmente e di anno in anno con motivazioni legate alla stagionalità dei lavoratori ma, non per le buste paghe che si ritrovano i lavoratori e cioè con la dicitura di OTD, quindi la stagionalità non regge perché i documenti emessi dalla Regione vanno a contestare ciò che la stessa Regione dichiara

Dunque, la Regione siciliana è nel mirino della Commissione europea per violazione delle norme sul precariato, e potrebbe andare incontro alla loro assunzione definitiva, avendo continuato a usufruire dei loro contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi di tempo, limite previsto da una direttiva europea, sostenendo l’idea di un abuso da parte dell’amministrazione regionale.

Il contratto a termine non può superare i 36 mesi – ribadisce lo studio legale – a meno che non vi siano ragioni giustificatrici, che però non possono essere di carattere pecuniario come per esempio l’assenza di fondi. Limite superato abbondantemente da decine di anni, atteso che parliamo dei precari più vetusti d’Europa. In sostanza la Regione ha commesso un illecito comunitario perché oggi, in assenza di ragionevole e giuridica giustificazione, continua ad applicare il precariato in danno dei forestali siciliani”. Da qui la petizione depositata circa due anni fa, con la Commissione europea che ha accolto la petizione avviando la procedura di infrazione comunitaria contro l’Italia e la Regione siciliana. “La Regione è stata più volte invitata a fornire delle giustificazioni che dessero forza al pugno duro applicato in danno dei forestali – continuano gli avvocati Stefania e Angela Maria Fasano – ma non ha reso nessuna risposta giuridica”.

Oggi dopo continui e risposte non arrivate da parte Regionale, lo studio ha invitato nuovamente la Corte Europea a spingere per tale motivazione, passando ad una nuova fase di messa in mora. Il suo avvio è stato annunciato il 7 settembre, ancora una volta dalla Segreteria petizioni, ma se ne ha notizia solo adesso. “Dopo anni di massacro, anche mediatico, i forestali sono stati riabilitati e hanno abbracciato un provvedimento che di fatto rende loro giustizia – sostengono dallo studio legale –. Non solo giuridica ma anche morale. La Regione siciliana è in piena infrazione comunitaria e sta rendendo un danno ai nostri clienti. Alla fine avevano ragione, occorreva solo trovare il filo conduttore corretto”.

Regione Siciliana con le spalle al muro e situazione non consona alle aspettative europee , per una caduta di stile e di immagine che certamente non sarà fruibile al palazzo regionale. Le conseguenze a tal proposito potrebbero essere risolutive se il tutto finisce alla Corte di Giustizia, applicando una sanzione pecuniaria con l’obbligo di eliminare la posizione di precariato per tutti i lavoratori del comparto. In sostanza gli oltre ottomila operai forestali a tempo determinato dovrebbero essere assunti a tempo indeterminato, senza contare l’eventualità di un risarcimento danni.

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Written by forestalinews

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