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Green Pass, probabile estensione a tutti i lavoratori

 Dopo il recente decreto che ha esteso l’obbligatorietà del Green pass anche al personale scolastico e disposto l’obbligo vaccinale per gli operatori della Rsa, quella che si è aperta oggi (lunedì) è la settimana decisiva per il prossimo decreto del governo che amplierà ancora l’uso della certificazione verde. Giovedì il premier Mario Draghi riunirà il Consiglio dei ministri, che sarà preceduto con ogni probabilità da una cabina di regia: la prima decisione che dovrebbe essere presa è l’obbligo del Green pass esteso a  tutti i  lavoratori del pubblico e delle società partecipate dallo Stato, per i tribunali, per gli organi costituzionali. E questo sarebbe il primo passo per arrivare all’obbligo del certificato verde anche per tutti i lavoratori privati.

Sono in corso dalla scorsa settimana approfondimenti sull’estensione dell’obbligo del Green pass, un’esigenza del premier Draghi di trovare una sintesi alla luce delle forti resistenza della Lega di Matteo Salvini. Ma proprio un leghista, il ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, oggi sembra prendere le distanze dal leader, a testimonianza della ‘maretta’ sul tema Green pass all’interno del Carroccio. “Quella di estenderlo a tutti i lavoratori – dice Giorgetti – è un’ipotesi in discussione. L’esigenza delle aziende è di avere la sicurezza. Credo, quindi, che si andrà verso un’estensione senza discriminare nessuno, possibilmente”.

L’impressione è che la linea del premier Draghi sia tracciata da tempo e che in queste ore il governo stia decidendo la tempistica. Il tentativo in atto sarebbe quello di muoversi con un unico dl, anche per evitare che ci possano essere discriminazioni e ricorsi. L’ipotesi è sul tavolo ma non è ancora certa quale sarà la soluzione, possibile che si proceda con gradualità, secondo il principio più volte argomentato dal presidente del Consiglio. D’altro canto è sempre più ampio il fronte di chi punta a considerare l’estensione del green pass anche alle aziende. Le parti sociali e i partiti attendono un confronto, ma nel governo si sta valutando pure quando attuare questa misura con l’eventualità di anticipare i tempi. 

E’ probabile che il provvedimento venga licenziato già questa settimana da Palazzo Chigi. Il giorno x dovrebbe essere giovedì quando prima dovrebbe essere convocata la cabina di regia e successivamente il consiglio dei ministri. In questi giorni il governo sentirà anche le Regioni che peraltro non sono contrarie all’estensione.

Le nuove norme entreranno in vigore non prima della metà di ottobre (una data potrebbe essere il 10) in quanto si vuol lasciare il tempo a chi è interessato di poter prenotare la vaccinazione. Ricordiamo che in Italia il Green pass è rilasciato dopo il 15° giorno dalla prima dose.

Questo ulteriore step dovrebbe interessare in primo luogo idipendenti pubblici (quelli che già non devono averlo). Peer il settore privato ci si muoverà con un criterio di fondo: renderlo obbligatorio per quelle attività per le quali è già obbligatorio per i clienti. Quindi: chi lavora nei bar e nei ristoranti. Oppure per chi lavora in palestre, piscine, cinema, teatri, musei, circoli sportivi, sale da concerti e sale gioco. E anche parchi tematici, addetti al ricevimento nelle fiere, negli eventi e nei convegni. Scelta logica: non si capisce infatti perché debba aver il Green pass il cliente del ristorante e non il cameriere.

In base agli ultimi orientamenti, sembra che il governo sia intenzionato a ricomprendere nel decreto anche gli operatori dei trasporti a lunga percorrenza (treni tav e intercity, aerei e navi).

Resta invece fuori il resto dei dipendenti delle aziende private in attesa che si completi il dialogo tra imprenditori e sindacati sui nodi ancora esistenti: primo fra tutti il costo dei tamponi.

“Quella di estendere il Green pass a tutti i lavoratori è un’ipotesi in discussione. Giorgetti: l’esigenza  per chi opera nei reparti. Credo, quindi, che si andrà verso un’estensione senza discriminare nessuno”: lo ha detto il ministro allo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, al termine dell’incontro con gli imprenditori umbri ad Assisi. “Soltanto un contagiato, al netto delle conseguenze sanitarie rischia di far chiudere tutta l’azienda. Dobbiamo dare un sistema di certezze – ha concluso – sia sotto il profilo sanitario che sotto il profilo dell’organizzazione del lavoro”.

Il virologo Fabrizio Pregliasco critica la scelta di Boris Johnson di fare marcia indietro sul Green pass in Gran Bretagna. Il dietrofont “in Italia oggi è infattibile e aprirebbe a grandi rischi epidemiologici, sarebbe una marcia indietro non auspicabile. Quella di Jonhson è una scelta politica”.

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Written by forestalinews

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