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I ghiacciai della Nuova Zelanda sono di colore arancio. Perche ?

Mentre in Australia continua una stagione degli incendi catastrofica e colonne di fumo ricoprono gran parte dell’isola/continente, il particolato dei roghi alimentati dal riscaldamento globale raggiunge anche le isole lontane dell’Oceania, compresa la Nuova Zelanda, dove in questi giorni stanno facendo scalpore le immagini scattate dalla blogger e fotografa Liz Carlson che mostrano dei ghiaccia colorati di rosa/arancione.

La Carlson, mentre il 29 novembre sorvolava in elicottero il remoto Mount Aspiring National Park  si è trovata di fronte a qualcosa di inatteso. Un ghiacciaio colorato di arancione, o meglio, che sembrava ricoperto da una sottile pellicola di polvere rossastra. Uno spettacolo allo stesso tempo stupefacente e terrificante.

In molti hanno subito messo in relazione la strana colorazione del ghiacciaio neozelandese con gli incendi senza precedenti che da settimane devastano l’Australia e in particolare il New South Wales, cosa abbastanza plausibile, visto che i venti che soffiano da nord – nord-ovest portano il fumo degli incendi australiani fino alla lontana Nuova Zelanda. Anche se, come dice la Carlson, «E’ abbastanza impressionante vedere l’impatto degli incendi così lontano».

Ma non è detto che la colpa sia degli incendi: commentando le foto Chris Brandolino, un ricercatore del National Institute of Water and Atmospheric Research (NIWA), ha fatto notare che «L’origine di questi depositi di particolato non è stata chiaramente identificata. Si tratta di fuliggine o di una qualche specie di carbone proveniente dal legno bruciato o si tratta solo di polvere?».

Inoltre, i ghiacciai e la neve di Australia e Nuova Zelanda vengono colorati anche da altri tipi di apporti naturali, come la sabbia e la polvere dei deserti australiani, caratterizzate da un colore rossastro a causa del loro elevato contenuto di ferro.

Il fenomeno osservato per la prima volta sul ghiacciaio del Mount Aspiring National Park non è quindi inedito in sé, però anche Brandolino riconosce che «Gli incendi eccezionali in Australia hanno certamente svolto un ruolo. Ma per essere più precisi cono necessari dei rilievi sul terreno».

In ogni caso, l’oscuramento della superficie dei ghiacciai neozelandesi mentre si avvicina il culmine dell’estate australe non è niente di buono, visto che riduce la capacità del ghiaccio di riflettere l’irraggiamento solare e così più energia viene assorbita al suolo, accelerando lo scioglimento dei ghiacciai».

Inoltre, come fa notare ancora la Carlson, c’è anche un risvolto economico: «E’ una delusione per i turisti perché non è l’aspetto normale dei nostri ghiacciai. Non hanno bisogno di essere ulteriormente attaccati, sono già abbastanza in pericolo. Le temperature più elevate causate dai cambiamenti climatici stanno portando a più siccità e alla stagione degli incendi più critica in Australia”, aggiunge.

Oltre all’effetto del riscaldamento globale, la situazione in Australia è anche collegata a una fase eccezionalmente positiva dell’Indian Ocean Dipole (IOD), un fenomeno naturale ciclico che porta anomalie delle temperature della superficie del mare e che riduce le precipitazioni piovose sulla terraferma australiana.

Un collegamento simile tra incendi boschivi e scioglimento dei ghiacciai è stato recentemente identificato tra gli incendi dell’Amazzonia e i ghiacciai andini. I pennacchi di fumo che vengono portati ad ovest dai venti dominanti, scuriscono i ghiacci delle Ande e accelerano il loro scioglimento, testimoniando le complesse interazioni all’interno del sistema climatico. Ma i ghiacciai delle Ande non sono diventati arancioni.

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Written by forestalinews

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