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Il DPCM cambia le carte in tavola per quanti stanno percependo il reddito di cittadinanza

Questo mese è ricco di novità: cerchiamo di capire quali siano. Una sicuramente delle più importanti è quella relativa al ricevimento della ricarica: non tutti si vedranno accreditare i soldi.

Iniziamo con il sottolineare che la lavorazione del pagamento di ottobre del reddito di cittadinanza si è concluso: il pagamento è previsto per domani 27 ottobre, almeno per quanti ne hanno diritto. Molti beneficiari, comunque, si sono visti accreditare l’importo già nei giorni scorsi: sono le persone che hanno presentato la domanda a settembre e per loro è arrivata la prima ricarica. Quanti, invece, hanno presentato una nuova domanda nel corso del mese di ottobre, dovranno attendere novembre per vedersi accreditare la cifra. Anche in caso di rinnovo.

Reddito di cittadinanza: ecco chi vede i soldi in questi giorni!

La data del 27 ottobre è fondamentale per quanti stiano ricevendo il reddito di cittadinanza da un po’ di tempo. Quanti non dovessero ricevere l’accredito sulla propria carta martedì, dovranno attendere. Quanto? Al momento non è possibile dare una risposta precisa perché dipende da quanto ci impiega l’Inps a mettere a disposizione di Poste Italiane il credito. Teoricamente, comunque, l’importo dovrebbe essere messo a disposizione entro la fine del mese.

Non riceverannom alcunché le persone il cui reddito di cittadinanza è scaduto lo scorso del mese di settembre. Ossia le persone per le quali sono passati i 18 mesi e lo scorso mese si sono viste accreditare l’ultima ricarica. Anche se hanno già provveduto ad inoltrare una domanda, dovranno passare un mese a secco. Ricordiamo, inoltre, che è possibile verificare lo stato del pagamento del reddito di cittadinanza: per poter capire quando i soldi saranno effettivamente resi disponibili è sufficiente accedere alla propria area riservata nel sito dell’Inps.

Reddito di cittadinanza: ecco come vedere quando arrivano i soldi!

Ricordiamo che è possibile accedere alla propria area riservata dell’Inps e verificare lo stato del reddito di cittadinanza utilizando lo SPID o la CNS. In questo modo è possibile scoprire quando arriveranno i soldi controllando le tre voci:

  • ultima elaborazione;
  • invio disposizione a Poste;
  • rendicondazione a Poste.

Generalmente tra l’ultima elaborazione l’inoltro delle disposizioni a Poste Italiane passano almeno due giorni. L’invio disposizione e la rendicontazione, invece, hanno la stessa data. Nel caso in cui vicino a disposizione ci fosse la data del 27 ottobre, significa che i soldi dovrebbero arrivare nel giro di poche ore.

Reddito di cittadinanza: quali sono le novità che arrivano oggi?

Tutto chiude, tutto tace ed i consumi languono. Ma il reddito di cittadinanza continua sulla sua strada. In questi giorni deve assolvere anche ad un ruolo veramente importate: ossia quello di continuare a sostenere i consumi. In questi mesi, è inutile dirlo, ci sono stati una miriade di ritardi, una molteplicità di problemi, ma il sussidio è riuscito ad arrivare a quota un milione. Sì, un milione di persone percepisce il reddito di cittadinanza. Nell’arco di questi 18 mesi sono avvenuti molti cambiamenti, molti dei quali condizionati dall’emergenza Covid 19. Ovviamente il reddito di cittadinanza non poteva non evolversi. Da sussidio puramente assistenziale sta diventando motore per il lavoro.

Iniziamo con il sottolineare che uno dei cambiamenti più importanti è quello che lega il reddito di cittadinanza con il lavoro. Fin dall’inizio dovevamo avere davanti uno strumento che doveva servire a contrastare la povertà e le diseguaglianze. Ma soprattutto si doveva reggere su una politica attiva del lavoro. Non doveva essere solo uno strumento per garantire un’integrazione al reddito della famiglia, ma aveva l’obiettivo di avvicinare i beneficiari al mondo del lavoro.

Per riuscire, finalmente, a raggiungere questo traguardo, il Ministero del Lavoro ha previsto che i percettori del sussidio possano accedere ad un offerta di lavoro congrua e a dei progetti che sia utili alla collettività (PUC). Ovviamente come offerta congrua, non significa che il beneficiario debba per forza attraversare tutta l’Italia. Ma che cosa si intende con la definizione congrua? Le direttive ministeriali, in questo senso, sono molto chiare. Un lavoro si definisce adequato quando: tiene conto dello stato di disoccupazione del beneficiario e delle sue competenze acquisite.

Ebbene sì, rispondiamo alla domanda. Finalmente, da oggi, il reddito di cittadinanza mette al centro la ricollocazione delle persone nel mondo del lavoro. E non più solo e soltanto un sussidio economico.

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Written by forestalinews

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