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Il Giappone dichiara l’emergenza climatica

Il Giappone dichiara l’emergenza climatica. Oggi la camera bassa ha approvato un documento ufficiale in cui si riconosce la gravità del riscaldamento globale e gli impatti da esso determinati. La dichiarazione – redatta da un gruppo trasversale di legislatori – cita i “danni senza precedenti” provocati da uragani, inondazioni e incendi boschivi negli ultimi anni. Disastri naturali che i cambiamenti climatici stanno intensificando sia in patria che all’estero. E mette nero su bianco l’esistenza di una “crisi del clima” a livello mondiale. Il Paese si unisce così agli altri 14 governi nazionali e oltre 200 amministrazioni regionali e comunali che approvato una risoluzione simile. Della lista fanno parte già Regno Unito, Francia, Argentina, Spagna, Bangladesh, Corea del Sud, Maldive e Canada.

A cosa serve la dichiarazione di emergenza climatica?

Ovviamente l’atto è simbolico e non comporta nessun obbligo vincolante. Nonostante ciò non deve esserne sottovalutata l’importanza. Con una dichiarazione di emergenza climatica, il governo non solo ammette che gli impatti del riscaldamento globale sono visibili già oggi – elemento non scontato – ma anche che le misure adottate fino a questo punto non sono state sufficienti a limitarne la portata. Lo stesso termine “emergenza” non è scelto a caso, ma mira a sottolineare la priorità che deve esser data all’argomento.

Il parlamentare Yoshihisa Furukawa ha dichiarato alla Reuters che la risoluzione è fondamentale per mostrare al mondo che il Giappone non è in ritardo nella lotta contro il climate change. “Penso che questo possa inviare il messaggio al mondo che il parlamento e il governo giapponesi sono fermamente decisi ad affrontare l’obiettivo di una società senza emissioni di carbonio”. La dichiarazione di emergenza climatica segui di poco l’annuncio del nuovo percorso di decarbonizzazione nazionale. Alla fine di ottobre, infatti, il premier Yoshihide Suga ha dichiarato che il governo inseguirà l’obiettivo delle zero emissioni nette al 2050. Tuttavia, ad oggi, il piano nipponico ha per lo più buone intenzioni e poche misure concrete. Tra le certezze? Il phase out del carbone, combustibile che fornisce ancora più di un terzo dell’elettricità giapponese.

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Written by forestalinews

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