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Il passaggio alla Lega. Figuccia chiede aiuto ai suoi fan su Facebook. “Ditemi cosa devo fare”

Il passaggio di Vincenzo Figuccia alla Lega non è così scontato come sembrava. Almeno così si intuisce dalle parole del deputato palermitano, che ha al suo seguito anche la sorella, Sabrina, consigliere comunale a Sala delle Lapidi. Figuccia chiede aiuto ai suoi fan su Facebook per decidere la strada da seguire, sbandierando messaggi vagamente meridionalisti. “In queste ore di profondo travaglio uso i miei social per chiedere al popolo siciliano di tracciare insieme la rotta – dice -. Per tale ragione invito tutti ad esprimere un’opinione. Per una volta sono io ad avere bisogno dei siciliani. Voglio sapere cosa ne pensate. Sono assolutamente convinto che serva un progetto dirompente, immediato, operativo, capace di rilanciare infrastrutture, lavoro e insularità. Un progetto che guardi alla possibilità di restituire a questa unica terra di Sicilia la sua bellezza, riportandola al centro del dibattito politico nazionale e internazionale”.

“Voglio che mi aiutate a far soffiare forte il vento dal Sud, rispetto ad una politica assolutamente sorda – aggiunge -. Negli anni passati, con questo stesso spirito, ho costituito il movimento ‘Cambiamo La Sicilia’ che oggi si è strutturato con sindaci e consiglieri comunali, presenti in tutta la Regione, portando per le campagne più dimenticate dell’entroterra le battaglie di civiltà per agricoltori, commercianti, piccoli operatori della filiera corta, ambientalisti e allevatori. Ho percorso ogni angolo della mia Palermo, abbandonata alla disoccupazione e all’indifferenza di tutti.
Queste sono ore difficili e in piena pandemia, dobbiamo prendere atto della grande difficoltà nella quale si trova la nostra terra. Un Pil negativo a due cifre, con un rischio recessione senza precedenti, che impone uno shock politico ed economico. Qualcosa di dirompente attraverso cui rilanciare i nostri progetti”.

E ancora: “Sono stanco di veder mortificata la mia terra: autonomia, federalismo, regionalismo: tutti temi disattesi come lo Statuto speciale di cui la nostra Regione può vantarsi senza mai averlo visto veramente applicato. L’economia è in ginocchio e serve uscire da questo tunnel con idee forti, capaci di restituire dignità, lavoro e occupazione ad una terra che rischia di non riprendersi più da questo periodo così difficile.
Dobbiamo scegliere tutti insieme, creando una piattaforma che in Sicilia sappia dialogare con la politica nazionale, una forza popolare e al contempo populista che scevra da imposizioni, sia capace di dare grande autonomia e potenza al progetto che incarna”.

E infine: “Ai leader nazionali della politica chiedo cosa vogliono fare veramente della Sicilia, qual è la visione che nel mutamento degli assetti geopolitici internazionali hanno della mia terra. Qual è il ruolo che la Sicilia avrà nei prossimi anni!. Adesso voglio fatti non parole, non chiacchiere ma progetti chiari per lo sviluppo da poter consegnare alla mia gente che è stanca, arrabbiata, disillusa e che vuole risposte concrete nella prospettiva della crescita, dello sviluppo e della pianificazione”.

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Written by forestalinews

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