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Il prodotto preconfezionato corre durante l’emergenza

Il Quick Service, infatti, evidenzia che nelle scorse settimane sono stati i kiwi a fare il balzo più significativo nella quota di prodotto confezionato venduta, quasi 17 punti in più, mentre fra le orticole spiccano le zucchine, che crescono di 16 punti, portando la percentuale acquistata confezionata da poco più dell’11% al 28%. Tutti i prodotti sono cresciuti a due cifre, escluse patate e carote, già vendute in gran parte confezionate.

A livello geografico, significativo l’incremento di quasi 20 punti delle banane nel Nord Ovest, che fanno pendant con i 20 punti delle mele nel Sud e nelle Isole, da comparare – per avere un termine di paragone – con i 22 punti sviluppo dei salumi preconfezionati avvenuto al Centro.

Segnali importanti, considerando che solo i primi 10 prodotti ortofrutticoli in vendita in questo momento per quantità, la maggior quota di confezionato vale qualcosa come 230.000 tonnellate di prodotto se proiettiamo i dati di queste ultime settimane su base annua (clicca qui per maggiori informazioni). Significa dunque necessità di maggiore capacità di confezionamento e di più confezioni disponibili – ma anche di manodopera – che però si scontrano pesantemente con la situazione in essere e con quella in divenire. Su questi elementi, in ogni caso, sarà necessaria un’attenta analisi di fattibilità, per scongiurare il rischio che il consumatore prediliga nel breve periodo – ma anche nel medio – altri prodotti più pratici da acquistare penalizzando l’ortofrutta.

italiafruit

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Written by forestalinews

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