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Il proprietario di casa ha diritto ad avere le chiavi?

Diritti del locatore e obbligo dell’inquilino di far vedere la casa in affitto per una nuova locazione o per la vendita.

Hai preso, da poco, una casa in affitto. Mentre completavi il trasferimento, con il trasloco dell’arredo, sei venuto a sapere che il proprietario, in tua assenza e senza dirti nulla, è entrato nell’appartamento per prelevare degli oggetti che vi aveva lasciato all’interno. Sei preoccupato perché ciò significa che non tutte le chiavi dell’immobile ti sono state consegnate, ma che una copia è rimasta nelle mani del locatore. 

Dinanzi al tuo legittimo quesito, l’agenzia immobiliare sostiene che esista un “diritto di visita” da parte del padrone di casa nel caso in cui, alla scadenza del contratto di affitto, intenda far vedere i locali ad altre persone interessate allo locazione o all’acquisto. È davvero così? Il proprietario di casa ha diritto ad avere le chiavi per entrarvi quando vuole? Cerchiamo di fare chiarezza.

Indice

Il padrone di casa che entra commette violazione di domicilio?

Dare in affitto una casa significa anche accettare che l’immobile diventi domicilio privato di un’altra persona. E siccome il domicilio è inviolabile, il locatore non può entrarvi a proprio piacimento anche se ha conservato per sé un paio di chiavi di emergenza. Non poche volte, la giurisprudenza si è trovata a condannare penalmente il padrone di casa per aver travalicato l’uscio del proprio appartamento quando ancora il contratto con l’inquilino era in essere. Condotte di tale tipo possono essere qualificate come integranti il reato di violazione di domicilio.

Affinché, però, scatti l’illecito penale è necessario che il conduttore abiti ancora dentro l’immobile. Così, se risulta che questi se n’è già andato, il locatore che forzi la porta potrà, tutt’al più, essere querelato per esercizio abusivo delle proprie ragioni – ossia per non aver fatto ricorso all’ordinaria procedura di sfratto prevista dal Codice di procedura civile – ma non anche per violazione di domicilio [1].

Allo stesso modo, ma a parti inverse, la Cassazione ha ritenuto che [2] non si configura il reato di violazione di domicilio nella condotta dell’affittuario che, pur avendo subito un provvedimento di sfratto emesso dal giudice civile, si introduce nell’immobile prima che il locatore venga reimmesso effettivamente nel possesso, spontaneamente o dall’ufficiale giudiziario (in motivazione, la Corte ha chiarito che, in tal caso, non risulta ancora attuale e, pertanto, meritevole di tutela, il diritto del proprietario-locatore di svolgere nell’immobile attività della propria vita privata).

Il padrone di casa ha il diritto di visita dell’appartamento?

Il proprietario-locatore che vuole vendere riaffittare il proprio appartamento ha il diritto di visionarlo e farlo visionare ad eventuali terzi interessati. 

Esiste, quindi, a carico dell’inquilino, un vero e proprio “obbligo di visita” anche se non previsto dal contratto di locazione [3]. 

Questo, però, non significa che il locatore abbia un diritto incondizionato di controllo o di visita dell’immobile locato da esercitare a proprio piacimento. Non può cioè imporre la presenza di estranei nell’appartamento. Le visite devono essere prima concordate per creare il minor disagio possibile.

Secondo la Cassazione [4], il locatore, nonostante nulla preveda in proposito il contratto, può far visitare la casa locata con le modalità di cui agli usi localmente vigenti, al fine di potere stipulare altro contratto di locazione, allo scadere di quello in corso, oppure di vendere la casa affittata

Sempre secondo la Suprema Corte, il proprietario-locatore conserva il più ampio diritto-dovere di vigilanza sull’immobile affittato in quanto la detenzione del conduttore non lo esime dal dovere di controllare – eventualmente mediante visite periodiche – l’efficienza del fabbricato e provvedere ad eliminare quelle situazioni che ne possano compromettere le strutture [5].

Nel caso in cui l’inquilino non consenta il diritto di visita, né offra a sostegno di ciò un giustificato motivo, il locatore può procedere alla risoluzione del contratto (sempre tramite il giudice) con conseguente sfratto, e alla richiesta di un risarcimento del danno per la perdita della clientela. 

Il danno, infatti, è intrinseco nell’inadempimento avvenuto poiché «l’impedimento dell’accesso del proprietario in un immobile dallo stesso destinato alla vendita è in sé idoneo a pregiudicare le trattative e la possibilità stessa dell’alienazione» [6].

Il padrone di casa può conservare una copia delle chiavi

A ragione dei suoi diritti, il padrone di casa è legittimato a conservare una copia delle chiavi di casa per sé; ma, in forza dei suoi doveri, non può utilizzarla senza prima concordare con l’inquilino il proprio diritto di visita. Ossia, ferma restando la possibilità di custodire il mazzo di chiavi, il suo uso non è incondizionato. 

Del resto, la copia delle chiavi può essere custodita anche al fine di evitare che, l’eventuale smarrimento delle stesse da parte del conduttore, imponga di rifare il cilindro della porta d’ingresso.

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Written by forestalinews

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