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In Cina i morti per il virus sono arrivati a 17. In allerta i medici italiani

Il nuovo bilancio dei media statali cinesi. Le vittime nella provincia di Hubei, dove si trova la città-focolaio di Wuhan. Autorità: “Non venite”. I dottori italiani, soprattutto nelle città vicine ai grandi aeroporti, si stanno attrezzando per affrontare il Coronavirus

Si aggrava il bilancio delle persone morte a causa del nuovo coronavirus cinese. I media statali cinesi parlano di 17 vittime e precisano che sono state registrate nella provincia di Hubei, dove si trova la città-focolaio di Wuhan. Le autorità locali sconsigliano ai visitatori di entrare nel territorio: “Non venite”. Intanto, dopo i primi casi di diffusione del Coronavirus fuori dai confini cinesi, l’allarme è arrivato anche in Italia. I medici di famiglia, soprattutto quelli che operano nelle grandi città italiane dove si trovano gli aeroporti internazionali, si stanno attrezzano per affrontare l’eventualità che il virus varchi le frontiere.

Il ministero della Salute informa i medici

La Federazione nazionale dei medici di famiglia (Fimmg) sta trasferendo ai dottori di base tutte le informazioni sulla situazione, la descrizione dei sintomi e i percorsi epidemiologici indicati dall’Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute. Un allarme è già stato inviato ai camici bianchi territoriali a Milano e in mattinata a Roma. Il rischio di importazione del virus in Europa è passato intanto da “basso” a “moderato”.

I sintomi

Nell’alert diffuso della Federazione italiana medici di famiglia si legge che i sintomi del Coronavirus sono “febbre, difficoltà respiratoria, tosse, dolori muscolari, cefalea e malessere generale”. “Se si accusano questi sintomi – si avverte – e si è di ritorno dalla Cina bisogna avvisare telefonicamente il medico e non assumere farmaci di automedicazione”.

I primi casi fuori dalla Cina

Un primo caso di Coronavirus è stato segnalato negli Stati Uniti. Si tratterebbe di un trentenne contagiato, attualmente in condizioni stabili. Il giovane è stato recentemente a Wuhan ed è ricoverato da una settimana con i sintomi di una polmonite. Un altro contagio si è verificato a Macao dove un’imprenditrice 52enne, arrivata domenica in treno dalla vicina città di Zhuhai, è risultata positiva al virus. Nella regione semiautonoma cinese è stato ordinato a tutti gli impiegati dei suoi casinò di indossare una maschera per arginare l’epidemia. Primo contagio anche a Hong Kong, mentre altri casi si sarebbero registrati nelle Filippine e in Thailandia. Un uomo che era stato isolato in Australia, invece, dalle analisi non è stato colpito dal coronavirus. In totale, le persone contagiate sono almeno 440. Il presidente Usa Donald Trump ha fatto sapere che gli Usa avrebbero un piano per contenere il morbo.

L’emergenza a Wuhan

Per far fronte all’emergenza le autorità sanitarie di Wuhan hanno annunciato l’immediata disponibilità di 800 posti letto in tre diversi ospedali selezionati e la preparazione nel più breve tempo possibile di altri 1.200. Peng Houpeng, vicedirettore della Commissione sanitaria municipale, ha annunciato inoltre che cinque nuovi reparti di terapia intensiva sono stati messi in piedi, in altrettanti ospedali locali, ciascuno con 30 operatori sanitari in servizio 24 ore su 24. Il ministero dell’Istruzione cinese ha invece invitato le scuole di tutto il Paese a elaborare piani di emergenza per far fronte al nuovo virus con la richiesta ai presidi di pianificare il rientro di studenti e insegnanti, attualmente in vacanza per il capodanno cinese, evitando “assembramenti di massa a meno che non sia necessario durante il Festival di Primavera e le vacanze invernali”.

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Written by forestalinews

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