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In Spagna stessi permessi per mamme e papà. In Italia il congedo parentale è ….

In Spagna stessi permessi per mamme e papà, retribuiti al cento per cento. È il primo Paese a raggiungere questo traguardo. Dal primo gennaio è entrato in vigore il decreto legge del 1 marzo del 2019, approvato dall’esecutivo di Pedro Sánchez alla vigilia dello sciopero dell’8 Marzo, che prevede una riforma graduale e porta il permesso di paternità a 16 settimane, una durata pari a quella del permesso di maternità. Unanimi i pareri di quante hanno contribuito, nel governo e nella maggioranza, a realizzare questo risultato. «Una misura storica sostiene María Jesús Montero, ministra portavoce e delle Finanze che riflette l’impegno di questo governo nella politica delle pari opportunità». «Un avanzamento storico le fa eco la ministra di Pari Opportunità, Irene Montero – indispensabile per superare il gap di genere nel lavoro di cura».


Con il nuovo permesso per nascita, che cambia perciò anche di nome, ciascun genitore gode del diritto individuale e non trasferibile, ossia non cedibile al partner, di assentarsi dal lavoro per 16 settimane, con un’indennità retributiva piena, per la cura del neonato. Le prime sei settimane sono obbligatorie, subito dopo il parto o l’adozione, per entrambi i genitori, le rimanenti dieci sono da sfruttarsi durante il primo anno di vita del bebè, a turno tra i genitori o simultaneamente. L’equiparazione dei permessi per nascita centrata sul doppio requisito della non trasferibilità e della remunerazione piena, incentiva gli uomini a utilizzarli e riduce perciò quella discriminazione che vede una minore presenza delle donne sul mercato del lavoro dovuta alla cura dei figli, così come potenzia un’attitudine maschile all’accudimento.
Fino al 2007 non esisteva il permesso di paternità in Spagna. Fu introdotto allora, prevedeva 13 giorni (più 2 previsti nello Statuto dei Lavoratori) e venne successivamente ampliato fino a cinque settimane, nel 2017 e nel 2018. Con la riforma del 2019, ora a regime, la Spagna diventa pioniera in Europa in materia di politiche per la redistribuzione del lavoro di cura tra i sessi.


IL PRIMATO
Per lo più, i paesi garantiscono la fruizione di permessi per maternità remunerati, quelli più ricchi considerano anche permessi di paternità, ma sono politiche di protezione sociale che variano molto a seconda delle condizioni economiche e sociali, sia per quanto riguarda la durata del permesso che la sua remunerazione. Tra i paesi più egualitari ci sono Islanda e Svezia: in Islanda, entrambi i genitori hanno diritto a tre mesi ciascuno. A questi si aggiungono altri tre mesi che possono essere goduti da uno solo dei due che normalmente è la madre. Italia, Francia e Olanda, invece, si collocano tra i paesi meno egualitari: in Francia il congedo di paternità arriverà a 28 giorni nel luglio 2021 (solo i primi 7 obbligatori); in Italia si è gradualmente risaliti, negli ultimi due anni, dai cinque giorni di permesso di paternità, agli attuali dieci previsti in finanziaria. In Germania, Portogallo e Regno Unito, la durata dei permessi per maternità è piuttosto lunga, ma non equiparabile ai permessi di paternità e per lo più retribuiti con un ammontare inferiore al 100%.


LA RICERCA
In generale, gli uomini accedono al permesso di paternità, i padri lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato e con un livello di studi medio-alto sono i più propensi a farvi ricorso. Uno studio delle economiste del lavoro Libertad González e Lídia Farré arriva a un risultato sorprendente: le famiglie che hanno goduto di un permesso di paternità ampio sembrerebbero più restie ad avere altri figli, invece che esserne incentivate. L’ipotesi delle studiose è che il nuovo permesso potrebbe avere aumentato la cura dei padri verso i figli, favorendo la permanenza delle madri sul mercato del lavoro. A meno che, aggiungono, non sia stata proprio la cura a far passare ai padri il desiderio di altri figli.

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Written by forestalinews

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