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L’Ars è più cara della Casa Bianca, costa mille euro al minuto

Un puro calcolo matematico che fotografa, però, la situazione attuale all’interno dei corridoi di palazzo dei Normanni. Si lavora poco e male e la media di ore trascorse all’interno dell’aula è di appena 20 ore e 32 minuti al mese, circa cinque ore a settimana. E se aggiungiamo le vacanze, i ponti e i periodi di stop forzato si rischia di far abbassare ancora di più la media.
Eppure mantenere l’Ars ha un costo notevole, perché considerando il costo di tutto il personale che lavora a palazzo dei Normanni e di tutti i parlamentari, la cifra che i contribuenti sono costretti a pagare ogni anno è di circa 15 milioni di euro. Insomma, ogni minuto all’Ars nel 2018 è costato mille euro. “A parte il momento della Finanziaria la sensazione è che nel resto dei mesi all’Ars non si lavorasse tanto. Il record negativo è stato registrato a maggio, con appena 4 ore e 34 minuti, peggio fa solo agosto con 4 ore e 1 minuto di lavoro. Ad eccezione dei mesi in cui in Aula sono stati analizzati i documenti finanziari, nel resto dell’anno ci sono stati mesi in cui abbiamo lavorato appena 10 ore”, afferma l’onorevole Stefano Zito che ha presentato il dossier sui fannulloni all’Ars chiedendone una modifica al regolamento interno dell’Assemblea. Nel dettaglio a gennaio 2018 i deputati hanno lavorato 14 ore, a febbraio 7, a marzo 15, ad aprile il record con 66 ore all’attivo. A maggio appena 4 ore, a giugno (15), a luglio (11). Ad agosto – considerando la chiusura dei lavori per tre settimane – l’Ars si è riunita per 4 ore e un minuto. A settembre alla ripresa dei lavori appena 10 ore, ad ottobre (23 ore), a novembre (22). Infine lo scorso dicembre 29 ore.

Non va meglio analizzando il numero medio di sedute di tutte le commissioni parlamentari che lavorano 9,42 giorni a settimana. Nessuna commissione supera le due convocazioni a settimana, la più produttiva è la Commissione bilancio con 1,66 sedute a settimana. Per contro l’Ars costa più della Casa Bianca che spende circa 136 milioni di euro in un anno, mentre l’Assemblea costa 137 milioni e 500 mila euro, anche se negli anni precedenti il costo superava i 160 milioni di euro all’anno. “Dai verbali delle sedute del 2018 – spiega ancora Zito – emerge che questa Assemblea lavora mediamente 20 ore e 32 minuti al mese, anche se ci sono mesi in cui si è molto al di sotto di questa media. Non è solo questo il nostro problema perché anche i pochi disegni di legge poi, non vengono convertiti in legge. In questo modo si arreca un danno alla collettività e sono la testimonianza di quanto poco si è lavorato. Non ha importanza quanto costa l’Ars ma quanto riesca a produrre effettivamente in termini di legge”.

Un immobilismo che ha provocato la paralisi del parlamento siciliano, dove si fa poco o nulla. Togliendo dal conteggio i disegni di legge obbligatori, come bilancio, variazione di bilancio, finanziaria, elezioni ex province, rimangono circa 9 disegni di legge. Troppo poco per una regione che dell’autonomia ha fatto il suo cavallo di battaglia.

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Written by forestalinews

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