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Lavoro per 2000 siciliani con il Reddito di cittadinanza

Qualcosa si muove. Non solo reddito di cittadinanza. Oltre il sostegno economico c’è di più. La misura “grillina” ha trovato nell’Isola disillusa che annaspa alla ricerca del lavoro un’interpretazione di sistema che sembra dare buoni risultati. Antonio Scavone assessore alle Politiche del Lavoro del governo Musumeci non nasconde la propria soddisfazione ed evidenzia come : «La Sicilia del ricollocamento nel mondo delle opportunità lavorative, si piazza al 12,3%, davanti a Puglia e Campania, una cifra che vale per 2mila siciliani il passaggio dal reddito di cittadinanza al mondo del lavoro». Per Scavone «si sono contenute le criticità e soprattutto si è creato un modo di lavorare tra le risorse in campo, i centri per l’impiego e gli enti locali, che sta consentendo di dare risposte numericamente importanti». Non che ci si debba cullare sugli allori insomma, ma il dato consolidato sembra incoraggiante: «comuni e territori non devono perdere di vista l’interazione e l’obiettivo che hanno insieme», conclude l’esponente del governo regionale.

Andando ad analizzare gli ultimi dati, aggiornati al 15 novembre, si rileva come la procedura di convocazione ha già coinvolto in fase di verifica 76mila soggetti, di questi se ne sono presentati 66.422. La Sicilia in termini platea di richiedenti era partita ai blocchi di partenza seconda dietro la Campania per numero di beneficiari e di famiglie, 410mila contro i 500mila della Campania. Entro gennaio 2020 il primo step in Sicilia sta riguardando 180.515 persone. «Tra i 66mila – chiarisce inoltre Patrizia Caudullo responsabile di Anpal Servizi per la Sicilia – sono stati fino a oggi in 25mila a sottoscrivere un patto per l’inserimento». Tutte le regioni avevano preso l’impegno di rispettare un “timing” per la scrematura dei controlli, dal momento che ad aprile ci sono stati i primi percettori di reddito senza che si fosse attivata la “fase due” quella che riguarda la convocazione dei beneficiari.

Gli esclusi, secondo i dati più recenti, sono 5523, 9690 sono gli “esonerati” che risultano coinvolti cioè al momento in un percorso di politiche attive. Poi ci sono i 6792 sospesi «quelli che non si sono presentati senza un giustificato motivo – spiega Caudullo – a loro viene decurtata una mensilità del beneficio e rischiano di decadere se non rispondono alla seconda convocazione da parte degli uffici». La Sicilia inoltre si è portata avanti con le seconde convocazioni, oltre 40mila, «si sta ragionando in termini di rete – precisa la responsabile Anpal Servizi – oltre una trentina di centri per l’impiego ha avviato la serie di laboratori e seminari». Ma qual è la valenza ricollocativa della seconda convocazione? Nel dedalo intricato di leggi, norme e protocolli la distribuzione dei rapporti di lavoro per i beneficiari del reddito di cittadinanza, avviata dopo la presentazione delle domande, fa parte di una serie di tappe che devono essere necessariamente espletate.

Tra le carte della burocrazia che spesso annacqua, stempera e dilata i tempi degli esiti amministrativi, per una volta è spuntato invece un caso che vale la pena di essere raccontato. A esserne protagonisti i “navigator” nel Ragusano che insieme ai referenti provinciali di Ragusa di Anpal Servizi e agli operatori del centro per l’impiego ibleo, incrociando la domanda e l’offerta di lavoro in tema di reddito di cittadinanza, hanno dato luogo, percorso comune a tutta la Sicilia, al raccoglimento, dove possibile, dei “desiderata” relativi alle posizioni di lavoro richieste. Tra questi nella provincia ragusana c’erano due ragazzi che avevano espresso il desiderio di lavorare nella marineria. Attraverso un’analisi delle domande fatte dal “collocamento mirato”, quelle riservate ai disabili, gli uffici sono risaliti all’azienda dotata di un numero sufficiente (almeno 15 lavoratori) da poter accedere a quel particolare beneficio. Rintracciata l’azienda, oltre alla possibilità per inserire due lavoratori portatori di “handicap”, è partita dunque la richiesta per inserire i nuovi lavoratori. Da Ispica a Pozzallo, privo di patente e con poche risorse economiche, Marco, (nome di fantasia ndr) è stato messo nelle condizioni dai servizi sociali, di poter prendere il patentino nautico. A quel punto il richiedente ha preso in carico anche un secondo lavoratore.

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Written by forestalinews

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