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Le 13 regioni verso la zona gialla con il decreto riaperture dal 26 aprile

Sono 13 le regioni o province autonome che puntano alla zona gialla da lunedì 26 aprile, quando il decreto riaperture approvato ieri dal consiglio dei ministri – ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale – farà tornare in vigore l’area a minori restrizioni in Italia e arriverà anche l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza. Le altre regioni invece resteranno in zona arancione o rossa, ma potranno comunque usufruire dei cambi di regole annunciati dall’esecutivo. 

Stando al quadro epidemiologico che si sta delineando in questi giorni, mentre il bollettino del ministero della Salute certifica l’allentamento della pressione sugli ospedali, undici regioni hanno attualmente un indice di contagio Rt al di sotto di uno e un rischio basso o moderato, compatibile con lo “scenario 1”. Sono: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria e Veneto. A queste si aggiungono le province autonome di Trento e Bolzano portando in totale a quota 13 i territori che puntano alla zona gialla da lunedì 26 aprile. In zona arancione resterebbero invece Calabria, Sicilia, Basilicata, Campania e Toscana, che hanno un Rt vicino a 1 e un’incidenza sopra 200. Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta invece rischiano di restare in zona rossa. 

Tra queste c’è la Puglia che può comunque sperare di lasciare la zona rossa per finire in arancione: l’incidenza è alta (239 casi per centomila) ma il suo Rt la scorsa settimana era sotto 1 e i casi sono in calo del 7% in 7 giorni. Tra arancione e rosso c’è invece la Campania, che aveva un Rt intorno a 1 ed è cresciuta ulteriormente questa settimana (+8% di casi positivi) arrivando a un’incidenza di 235 casi per centomila. Così come potrebbe restare in arancione anche il Molise, che ha però incidenza e trend ancora da monitorare.

La situazione della Campania è invece ancora in bilico. Perché l’incidenza dei casi settimanali ogni centomila abitanti era a quota 199 l’8 aprile, a 238 appena una settimana dopo e oggi è a 230. Un valore che è più vicino alla soglia oltre la quale scatta la zona rossa che alla media nazionale, oggi attestatasi a quota 160. Nell’ultima settimana la media dei contagi ha superato quota 1900, in quella precedente era a 1600. Gli attualmente positivi sono 96mila e sono di più della Lombardia. Lo scenario fosco è mitigato solo dall’indice di contagio che è vicino a 1 e dalla pressione sugli ospedali che non pare all’ultimo stadio. 

Zona gialla dal 26 aprile con il decreto riaperture: come cambiano le regole

In zona gialla dal 26 aprile cambiano però alcune regole rispetto a prima. Il calendario delle riaperture è fissato fino al 31 luglio, il coprifuoco resta alle 22, le misure saranno riesaminate in base all’andamento della curva epidemiologica e quindi è possibile che alcune delle limitazioni di oggi cadano a maggio. Lo stato d’emergenza è stato prorogato. Le regole cambiano soprattutto in quattro ambiti: 

  • gli spostamenti tra regioni in zone differenti, per i quali arriva il certificato verde Covid-19;
  • le visite ad amici e parenti con la deroga portata dal governo Conte Bis: dal 26 maggio al 15 giugno chi vive in zona gialla può andare a trovare amici oppure parenti nella regione una sola volta al giorno: ci si può muovere in quattro persone, oltre ai minori; lo stesso è consentito in zona arancione ma senza poter uscire dal proprio comune;
  • i ristoranti e i bar riaprono dal 26 aprile a pranzo e a cena ma soltanto all’aperto;
  • vengono programmate le riaperture di piscine e palestre, cinema e teatri, fiere ed eventi.

Nel dettaglio il certificato verde Covid-19 o certificazione verde per spostarsi tra le regioni, disciplinato dall’articolo 10 del decreto riaperture, vale sei mesi ed è rilasciato dalla struttura sanitaria. Anche per chi è guarito dal Covid-19 vale sei mesi: è rilasciato dalla struttura presso la quale è avvenuto il ricovero del paziente, dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Per chi ha effettuato il tampone antigenico o molecolare, che vale 48 ore, il “pass” è rilasciato dalle strutture sanitarie pubbliche, private autorizzate e dalle farmacie. 

In zona rossa rimangono vietate le visite ai parenti e agli amici ma è sempre consentito andare nelle seconde case; però può spostarsi soltanto il nucleo familiare e la casa non deve essere abitata da altre persone. Il titolare deve dimostrare di aver affittato o acquistato l’abitazione prima del 14 gennaio 2021. Dal 26 aprile, e soltanto in zona gialla, è consentito lo svolgimento di attività sportive all’aperto, anche di squadra e di contatto. Non si potranno però utilizzare gli spogliatoi. Dal primo giugno 2021 riapriranno gli stadi per gli eventi e per le competizioni agonistiche con il 25% della capienza autorizzata e con un numero massimo di mille spettatori all’aperto e 500 al chiuso. Riaprono anche le palestre, mentre in zona arancione e rossa si potrà fare sport all’aperto ma senza uscire dal proprio comune. 

Dal 26 aprile, in zona gialla, riaprono anche teatri, sale da concerto, cinema, live-club e altri locali o spazi anche all’aperto. Si potrà stare soltanto seduti e i posti devono essere prenotati. È obbligatoria la distanza di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale. Dal 15 giugno invece è consentito lo svolgimento di fiere mentre chi arriva dall’estero deve fare cinque giorni di quarantena se proviene da un paese dell’Unione Europea e 14 se arriva da una nazione extraeuropea. Convegni e congressi tornano dal primo luglio. 

Alle terme, ora consentite solo con certificato medico, si potrà andare liberamente, in zona gialla, dal primo luglio 2021. In quella stessa data sono aperti anche i parchi tematici e di divertimento. Rimangono invece chiuse le sale giochi e le postazioni all’interno dei locali pubblici. E rimangono in vigore alcuni divieti particolarmente stringenti. Come quello di sostare all’esterno dei locali, di consumare cibo o bevande; la consumazione può avvenire soltanto al tavolo. E quindi non sarà consentito, ad esempio, prendere il caffè al banco nei bar. Chi non vuole sedersi potrà, come adesso, portare via e consumare lontano dal locale. Dal primo giugno invece via alle riaperture anche all’interno, al momento solo dalle 5 alle 18.

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Written by forestalinews

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