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Le ipotesi sul nuovo Dpcm: chiusure localizzate e nuova stretta a locali e feste

Con i contagi di coronavirus in crescita, il governo lavora a nuove misure restrittive da far confluire nel nuovo Dpcm per frenare l’aumento dei casi di Covid-19. In una riunione pomeridiana a Palazzo Chigi è emersa l’ipotesi di anticipare il varo del decreto a lunedì sera, ma essendo i tempi molto stretti non si può escludere che il via libera al provvedimento avvenga, come da programma, nella serata di mercoledì. Intanto il Comitato tecnico-scientifico ha elaborato un piano d’azione, basato su tre diversi scenari in base all’andamento dei contagi: quello peggiore vedrebbe l’Italia tornare a un nuovo lockdown nazionale.

Le ipotesi sul tavolo

Tra le misure al vaglio per il nuovo Dpcm ci sono il rafforzamento dello smart working, la possibilità di chiusure localizzate, nuove strette su locali e trasporti e, se necessario, il ripristino del divieto di spostamento tra le Regioni. L’obiettivo primario è evitare un lockdown nazionale e “proteggere” i settori considerati prioritari (servizi essenziali, scuola e attività produttive). Tra le ipotesi in campo, lo stop alle feste (sia in casa sia quelle programmate in luoghi o locali pubblici) e un limite massimo di trenta persone ai tavoli in locali e sale per cerimonie.

Possibile chiusura dei locali a mezzanotte

In una riunione tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i capi delegazione dei partiti di maggioranza, in vista della preparazione del Dpcm si è parlato di feste private e convivialità, ritenute tra le principali fonti di contagi. Sul tema movida, si è discusso del divieto di assembramento davanti a locali e ristoranti, con un possibile stop dalle 21 al consumo in piedi di cibo e bevande nei locali. Sul tavolo anche la chiusura di bar e ristoranti a mezzanotte. Con i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza, spiegano fonti di maggioranza, si sarebbe discusso dell’incentivazione dello smart working.

Chiusure: i tre scenari

Come riporta il Sole 24 Ore, il governo e le regioni si preparano a tre scenari dopo l’aumento dei contagi giornalieri. Il piano, spiega il quotidiano finanziario, è contenuto in un documento riservato messo a punto dal Comitato tecnico scientifico. Lo scenario giallo, dove la situazione è di un Rt poco sopra l’1 e con gli ospedali ancora in grado di reggere la pressione, sono previsti stop su base oraria a bar e palestre. In caso di scenario arancione, con Rt tra 1,25 e 1,5 e rischi di tenuta del sistema sanitario, scatterebbero nuove chiusure tra Regioni, il blocco di attività produttive a rischio ed eventuali zone rosse localizzate. Lo scenario peggiore è il rosso, con l’Rt a oltre 1,5 e un tale aumento di casi da portare a nuovo lockdown su scala nazionale, con la chiusura delle scuole e delle università.

Chiusure localizzate

Mancano ancora tutti i dettagli del nuovo Dpcm, ma il governo sta ragionando su un pacchetto di interventi. Il primo è quello di chiusure localizzate dove necessario, come ha confermato il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa: si tratta di zone rosse locali dove scatteranno dei lockdown più grandi o più piccoli a seconda dell’ampiezza dei cluster. Se dopo 14 giorni la situazione sarà migliorata, verranno rimossi i divieti, altrimenti verranno prolungati ed estesi – in caso di peggioramento – alle zone circostanti.

Ipotesi divieto di spostamento tra le regioni

Un’altra misura, ipotizzata dal ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, sarebbe il ritorno del divieto di spostamento tra le regioni. “In questo momento non può essere escluso nulla. Non escludere interventi non significa chiudere, ma essere pronti a ogni intervento”, ha spiegato. Nei prossimi giorni Boccia convocherà di nuovo la cabina di regia con le Regioni proprio per fare il punto della situazione e valutare con i governatori le possibili mosse. Il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini intanto è tornato a sottolineare che in una situazione come quella attuale non c’è spazio per uno scontro istituzionale tra Roma e i territori: “Governo e regioni devono necessariamente lavorare insieme, non vedo altra strada”. 

Le altre misure al vaglio

Nel governo si fa poi strada ad altre ipotesi, sempre nell’ottica di evitare chiusure di interi settori e interrompere le attività lavorative. La prima è quella di rafforzare lo smart working facendo in modo che tutti coloro che possano lavorare da remoto evitino di raggiungere uffici e posti di lavoro. Nell’ottica di limitare anche la circolazione, potrebbero essere prese in considerazione anche delle limitazioni ai trasporti pubblici locali. Nel Dpcm potrebbe poi esserci uno stop agli eventi di massa: lo ha chiesto il Cts e lo ha ribadito la cabina di monitoraggio del ministero della Salute nel bollettino settimanale. Ciò significa limitazioni per spettacoli all’aperto, manifestazioni sportive, fiere e appuntamenti che prevedono migliaia di persone. Si valuta anche lo stop agli sport amatoriali di contatto, come il calcetto.

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Written by forestalinews

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