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Le orche salutano Genova

Savona, 18 dicembre 2019 – Sono diventate le mascotte dei mari italiani: le orche ‘liguri’ – dopo la straziante perdita del cucciolo, sorretto a galla dalla madre per giorni – hanno salutato Genova. I quattro componenti della famiglia si stanno dirigendo verso ovest: “Questa mattina sono state avvistate davanti a Vado Ligure“, ha fatto sapere Sabina Airoldi, ricercatrice di Tethys. La loro Odissea continua, quindi, visto che nei giorni corsi è stato scoperto che provengono dall’Islanda e hanno già macinato oltre 5.200 chilometri. La Capitaneria di Porto di Genova ipotizza che possa trattarsi di un allontanamento temporaneo, come già successo nei giorni scorsi. A sostenere questa tesi il fatto che il gruppo, dopo la morte del piccolo, aveva tentato diverse volte di cambiare area, probabilmente anche alla ricerca di cibo.

Sulle coste liguri le orche hanno stazionato dall’inizio di dicembre, davanti al porto di Pra a Genova. I ricercatori islandesi le hanno chiamate Riptide (Sn113) il maschio adulto, S114 la madre adulta che ha perso il cucciolo nelle acque liguri, Aquamarin (Sn116) e Dropi, i due esemplari più giovani, un maschio e una femmina. Questo evento è un caso unico di migrazione tra la suggestiva isola nell’Atlantico settentrionale e la Liguria, come ha rivelato un team di biologi di Menkab, Artescienza e Università degli studi di Genova, grazie alla collaborazione di Orca Guardians Iceland. Le informazioni scientifiche che si possono trarre saranno di capitale importanza nella conoscenza di questa specie animale.

E’ stato possibile individuare i quattro cetacei grazie al riconoscimento fotografico: il pod – così i biologi definiscono il branco di orche che si potrebbe avvicinare all’idea di famiglia, di clan – era stato registrato per la prima volta in Islanda nel 2014, riavvistato con cadenza regolare nel 2015 e 2016 e, infine, nel giugno 2017. Prima dell’identificazione di questi giorni non si avevano news del gruppo da, appunto, due anni. La presenza delle orche, andate via da Genova e avvistate a Vado Ligure, nel Savonese, è stata confermata dall’equipaggio di un traghetto della Sardinia Ferries in entrata al porto ligure. Il ‘Mega Express Three’ è stato costretto, tra l’altro, a entrare in porto con una manovra molto lenta, prestando la massima attenzione alla navigazione per non creare problemi al gruppo di cetacei.

L’ultimo capitolo della saga riguarda, però, il rischio di creare stress ai cetacei e di portarli a una fine pericolosa. La Capitaneria di Porto di Genova ha indetto una riunione di coordinamento e aggiornamento, che ha visto la partecipazione di tutta la comunità scientifica cetologica genovese e non. Lo studio delle informazioni ha portato alla decisione che la soluzione migliore per la salvaguardia delle quattro orche sia di continuare a garantire loro la massima tranquillità possibile, studiando gli esemplari evitando metodi invasivi. Altre tipologie di intervento, quali il richiamo delle orche al largo utilizzando suoni della stessa specie e invitandole quindi a lasciare l’area di permanenza, rischierebbero di creare alti livelli di stress a questi esemplari di specie protetta.

La salute sembra non mancare per ora agli animali. Le orche hanno mostrato di avere autonomia di movimento e di non avere impedimenti fisici ad allontanarsi dall’imboccatura del porto. Attraverso controlli quotidiani con mezzi navali e aerei, la Capitaneria di Porto è attiva, per le attività di istituto, nella ricerca del cadavere del cucciolo dalla cui analisi potranno arrivare importanti dati sulle cause della morte dello stesso e sul gruppo di animali.

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Written by forestalinews

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