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Manovra, Renzi: Quota 100 ingiusta”

Intorno alla manovra sale la tensione tra il premier Giuseppe Conte, impegnato a Bruxelles per il Consiglio Ue, e due forze della maggioranza. Conte dalle pagine di RepubblicaStampa e Messaggero annuncia un progetto per ridurre l’Irpef sui redditi sotto i 28mila euro. Ma nel frattempo Italia viva cerca la sponda del Movimento 5 Stelle per cambiare i contenuti più indigesti, dalla stretta su flat tax regime forfettario per le partite Iva ai nuovi “balzelli” anticipati nel Documento programmatico di bilancioMatteo Renzi infatti è partito all’attacco proprio mentre il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha riunito i ministri del M5s a Palazzo Chigi per discutere degli aspetti che non lo convincono – dal tetto al contante all’insufficiente inasprimento delle pene per i grandi evasori, fino ai paletti per le partite Iva. Renzi ha annunciato per prima cosa “un emendamento per cancellare Quota 100 e dare quei soldi alle famiglie e agli stipendi”, anche se “temo sarà solo una battaglia di testimonianza visti i numeri”. Ma poi ha anticipato i temi che saranno al centro della battaglia vera: i “microbalzelli come la sugar tax o le imposte sulla casa” e “il desiderio di complicare la vita alle partite Iva“. Su questo “ci faremo sentire”, è stato l’annuncio di Renzi.

“Quota cento c’è, è un pilastro della manovra”, ha detto il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa da Bruxelles, ricordando che “tutti lo hanno accettato“. Per questo il premier, pur riconoscendo che “c’è un iter parlamentare e dobbiamo rispettare le opinioni”, ha sottolineato il suo auspicio che “questa manovra mantenga la sua coerenza intrinseca” e che quindi sia coerente anche la maggioranza che l’ha approvata. “In un sistema come il nostro che ha un fisco inefficiente e iniquo tanto che richiede una riforma più complessiva, tenere un’aliquota del 15% per coloro che guadagnano 65mila euro vi sembra perseguitare la categoria? Il 15% è una soglia molto bassa, abbassarla di più mi sembrerebbe iniqua per le altre categorie”, ha replicato Conte alle accuse di “complicare la vita alle partite Iva”.

Il premier ha difeso anche altre misure sotto attacco, come il tetto al contante: “Portare la soglia del contante da 3mila a 2mila euro non mi sembra un messaggio di criminalizzazione di qualcuno, non stiamo svantaggiando nessuno”. Poi ha anche sottolineato come “alcune stime accreditano un’economia sommersa sino a 100 miliardi, una cifra pazzesca. Io non dico si possa recuperare tutto, ma anche una parte vuol dire realizzare promesse concrete per far pagare meno tasse a tutti i cittadini“. Conte ha quindi ribadito che “due sono le possibilità. Criminalizzare o incentivare, affinché l’economia sommersa possa emergere. Abbiamo scelto la seconda strada“. E ha ricordato lo sforzo per “azzerare o ridurre sensibilmente le commissioni” sui pagamenti elettronici.

I dubbi di Renzi e M5s
“Sono certo che anche altre forze della maggioranza bloccheranno questi inutili microbalzelli”, ha detto Renzi nel suo attacco. I microbalzelli in effetti non piacciono nemmeno ai 5 Stelle. Non a caso giovedì la viceministra al Tesoro Laura Castelli, durante un Focus sulla Manovra con Il Sole 24 Ore Radiocor, ha espresso riserve sul progetto di ritorno al calcolo analitico al posto della forfettizzazione dei costi per le partite Iva che hanno scelto la flat tax, dicendo che “è una proposta del ministro Gualtieri, di cui si discuterà in maggioranza”. Quella proposta però è già cristallizzata nel Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles martedì notte.

La diversità di vedute rispetto al Pd è quindi alla luce del sole. Come le assonanze tra M5s e Italia viva. Maria Elena Boschi a L’Aria che Tira su La7 si dice “d’accordo con Di Maio, sembra strano a dirsi ma sul tema delle tasse ci troviamo in sintonia, sono troppe“. Quanto all’anticipo pensionistico caro alla Lega, che il governo giallorosso ha deciso di non toccare lasciando che la sperimentazione arrivi alla sua fine naturale nel 2021, Renzi presentando nella sua e news il programma della Leopolda che inizia sabato a Firenze annuncia: “Domattina partiamo con la presentazione del Family Act, con Elena Bonetti. E spiegheremo perché secondo noi quella misura, che investe 20 miliardi in tre anni guardando solo ai pensionandi, è ingiusta: quei soldi dovrebbero andare ai giovani, alle coppie, alle famiglie, agli stipendi e ai servizi. Noi voteremo un emendamento per cancellare Quota 100 e dare quei soldi alle famiglie e agli stipendi: vediamo che cosa faranno gli altri“.

Intanto Luigi Di Maio spinge per ridiscutere alcuni aspetti della manovra in consiglio dei ministri lunedì. Conte frena: la riunione di governo ci sarà, ma riguarderà solo un decreto legge per accelerare le procedure di ricostruzione nelle zone terremotate, ha fatto sapere il presidente del Consiglio. Che da Bruxelles venerdì mattina ha smorzato i toni: “Al di là delle singole dichiarazioni, ci confronteremo lavorando all’articolato definitivo quando torno a Roma. Ricordiamoci che abbiamo approvato salvo intese, c’è la possibilità di fare ulteriori verifiche, non mi sottrarrò, ci metteremo attorno a un tavolo e verificheremo”.

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Written by forestalinews

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