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Manovra siciliana da lacrime e sangue. Debito da spalmare in 10 anni

Si profila una manovra “lacrime e sangue” per la Regione Siciliana che sarebbe chiamata a coprire in 3 anni un buco di 780 milioni di euro. La Corte dei Conti nazionale definisce, infatti, “inopportuna” la proposta del governo siciliano di spalmare in 10 anni il nuovo disavanzo ma l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, è ancora ottimista sulla possibilità che in extremis sia lo Stato ad autorizzare la rateizzazione.

Tutto nasce, come ricorda Giacinto Pipitone in un articolo del Giornale di Sicilia in edicola, dalla norma nazionale che, come più volte ha denunciato Armao, ha imposto una operazione di “pulizia” dei bilanci cancellando tutti i crediti e i debiti non più esigibili o da saldare. Doveva essere completata nel 2015 dal governo Crocetta ma secondo Armao e Musumeci, l’ex governo dichiarò meno di quanto accertato.

Aldilà delle responsabilità, fra marzo e agosto di quest’anno la Regione si è accorta che il disavanzo da saldare vale 780 milioni in più del previsto e seconda la legge il buco va coperto in 3 anni. Armao chiederebbe una nuova rateizzazione ma adesso arriva il no della Corte dei Conti.

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Written by forestalinews

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