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Mercato ortofrutticolo tiene duro ma si diversifica dal dettaglio tradizionale

In questi giorni di “quarantena”, con la maggioranza delle famiglie italiane che vive al riparo nelle proprie abitazioni, il dettaglio ortofrutticolo tradizionale sta tendendo duro. Nelle ultime settimane, infatti, nelle zone della Lombardia che per prime hanno vissuto la paura del Coronavirus e le restrizioni imposte dal Governo, le vendite di ortofrutta di fruttivendoli ambulanti sono aumentate secondo le indicazioni che ci hanno fornito vari operatori lombardi.

“Il dettaglio in sede fissa sta vendendo bene. Per l’ambulantato la situazione è più variegata: nei Comuni dove i sindaci hanno scelto di tenere aperti i mercati rionali, gli ambulanti registrano una domanda sostenuta di frutta e verdura visto che tante persone preferiscono comprare all’aperto piuttosto che chiudersi nei supermercati. Tra gli stessi operatori, però, si riscontra molta preoccupazione per le future ordinanze della Regione”, sottolinea a Italiafruit News Andrea Chiodi, direttore del Mercato ortofrutticolo all’ingrosso di Bergamo

Si cercano più arance, clementine e mele
Anche Massimo Traini, ambulante “itinerante” che opera nella provincia di Bergamo e che tutte le mattine va a comprare i prodotti al Mercato all’ingrosso bergamasco, conferma: “Io sto vendendo più ortofrutta del solito. In particolare, gli articoli più richiesti sono tre: le arance, le clementine e le mele. Tutto il resto dell’assortimento è più o meno stabile”.“Il coronavirus non ha modificato il mio solito modo di lavorare, nel senso che raggiungo le stesse piazzole di sempre, spostandomi nell’arco della giornata in diversi comuni delle valli bargamasche. Le persone del posto mi aspettano e sanno a che ora arrivo. Oggi dai loro occhi percepisco soprattutto la paura. Come tutti gli operatori, in questi ultimi giorni, ho però dovuto prendere delle precauzioni di tipo igienico-sanitario. Quindi adesso utilizzo guanti mascherine, pulisco spesso la bilancia, la cassa e le varie attrezzature, e cerco di mantenere una ampia distanza di sicurezza con il cliente”.

Ingressi contingentati anche nei piccoli negoziTra i dettaglianti tradizionali c’è anche chi si è attrezzato per favorire il lavaggio accurato delle mani dei clienti sia prima che dopo l’acquisto. E’ il caso del fruttivendolo Fausto Zubani che gestisce una boutique dell’ortofrutta a Rovato (Brescia), nella zona della Franciacorta. “Ho messo a disposizione dei disinfettanti per le mani non solo all’interno, ma anche all’esterno del locale – ci spiega – Inoltre ho contingentato gli ingressi per ridurre al massimo i rischi: oggi possono entrare solo due persone per volta, una la seguo io e l’altra mia moglie. Ovviamente portiamo entrambi le mascherine e i guanti”.
L’esercizio di Zubani, per ora, non ha subito cali di vendita. Anzi, si riscontra un rinnovato interesse per il suo negozio specializzato nell’offerta d’alta gamma. “Le persone stanno comprando un po’ di più del normale. Vengono una volta a settimana in più da me e vanno una volta in meno all’Esselunga, qui vicino. I miei clienti, che conosco bene, mi dicono che hanno paura di andare nei centri commerciali per l’eccessivo affollamento. Nel mio negozio, invece, si sentono più sicuri”.
“La mia attuale preoccupazione riguarda più che altro il fatto che il Mercato ortofrutticolo all’ingrosso di Brescia deve continuare sempre a rimanere aperto, in quanto struttura di rifornimento basilare per il mio lavoro”, aggiunge.

Consegna a domicilio, nuova soluzione sempre più richiesta  A subire un forte ridimensionamento delle vendite, come abbiamo già scritto più volte negli ultimi giorni, sono state invece le aziende specializzate nelle forniture all’Horeca. Una di queste è la Fabry Frutta di Cavernago (Bergamo), che solitamente realizzava circa l’80% del proprio fatturato con ristoranti e mense scolastiche ed aziendali. “Se le restrizioni del Governo su scuole, mense, bar e ristoranti saranno estese oltre il 3 aprile, credo che dovremmo chiudere i battenti – commenta a Italiafruit News Magdalena Milesi, moglie del titolare Fabrizio Milesi – La nostra attività dà lavoro a quattro diverse famiglie. Oggi ciò che ci sta salvando è la vendita al dettaglio tradizionale, ma non basta per compensare l’azzeramento dell’Horeca”. 
“Per fare fronte a questa situazione, stiamo cercando di sviluppare ulteriormente il nostro servizio di consegna a domicilio ai privati, una formula di vendita che stiamo promuovendo attraverso i social network. Abbiamo quattro persone che ogni giorno realizzano consegne in tutta la provincia di Bergamo, specialmente a gruppi d’acquisto locali. Speriamo – conclude Milesi – che i consumatori possano aiutarci a superare questo momento critico”.

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Written by forestalinews

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